Federica di Una ciliegia tira l’altra torna a trovarci dopo il bellissimo post sul Servizio civile. Questa volta ha una storia davvero curiosa per noi.

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A Buenos Aires, appena ho messo piede ai bordi dell’Avenida 9 de Julio, invece di guardare l’Obelisco, ho pensato che gli argentini fossero i soliti esagerati e ho detto a mia mamma “Ma figurati se questa è la strada più larga del mondo e se a New York non ce ne sono di più grandi!”.

Aspetti che i semafori diventino verdi, blocchino il traffico, inizi ad attraversare le 18 corsie e devi ammettere che questa strada non finisce mai!

Panoramica di Avenida 9 de Julio: la strada più larga del mondo.

Panoramica di Avenida 9 de Julio: la strada più larga del mondo.

Solo quando siamo state a metà, abbiamo alzato lo sguardo e ci siamo soffermate sull’Obelisco: quasi 70 metri di altezza, mica bruscolini! Sotto l’Obelisco, che è uno dei simboli della città di Buenos Aires, tutti i giorni e a tutte le ore c’è sempre qualcuno che manifesta per qualcosa.

L’Obelisco è stato costruito nel 1936, per celebrare i 400 anni della fondazione della capitale, e si trova nel luogo dove fu issata per la prima volta in città la Bandiera Nazionale.

L'Obelisco al tramonto

L’Obelisco al tramonto

Ora immaginatevi la sorpresa dei porteñi (così si chiamano gli abitanti di Buenos Aires) quando la scorsa settimana l’hanno visto decapitato: l’Obelisco senza punta!

L’idea è stata di un artista argentino, Leandro Elrich, che, in collaborazione con il MALBA (Museo de Arte Latinoamericana de Buenos Aires), ha fatto ricoprire la punta all’Obelisco con una struttura di ferro che la rende “invisibile” e l’ha ricostruita a grandezza naturale alle porte del museo.

L’opera sarà visibile e visitabile gratuitamente fino a marzo 2016, mentre l’Obelisco rimarrà incappucciato per un paio di settimane.

Con “La democracia del simbolo”, il nome dell’installazione di Elrich, l’Obelisco non è più un punto di ritrovo, non è più un simbolo ma qualcosa da vivere: al MALBA si potrà entrare gratuitamente dentro la cuspide e, per la prima volta, vedere quello che si vedrebbe se si potesse salire in punta all’Obelisco.

Le immagini sono state riprese durante un giorno di sole con poco traffico.

A me questa idea di modificare i monumenti simbolo di una città, attirare su di loro l’attenzione di chi ci passa davanti tutti i giorni e renderli qualcosa di vivo piace un sacco.

E a distanza di quasi un anno mi fa venire una gran voglia di tornare a Buenos Aires per vedere la città da così in alto come nessuno l’aveva vista mai!

Un cielo davvero "argentino"

Un cielo davvero “argentino”

Per vedere tutte le immagini dell’obelisco senza punta, le operazioni per imbragarlo e l’installazione di Elrich visita il sito del Museo Malba… e sogna una città magnifica!