Simona torna a scrivere per noi e ci porta a Dublino.

FrancescaGi

Abbiamo deciso di passare un ponte lungo a Dublino.

Mai scelta fu più azzeccata, perché mentre in Italia c’è stato un colpo di coda dell’inverno, in Irlanda abbiamo avuto un tempo variabile, com’è normale, con moltissimo sole, temperature estive e niente pioggia.

Viaggio a Dublino: primo giorno

liffey dublino

Photo by Dimitry Anikin on Unsplash

Per il nostro primo pomeriggio abbiamo deciso di passeggiare a nord del fiume Liffey. Abbiamo risalito la vivace O’Connell Street fino al General Post Office.  L’edificio dall’imponente colonnato è un luogo storico: è stato il quartier generale dell’insurrezione contro la Gran Bretagna che ebbe luogo a Pasqua del 1916.

Degli scontri durati sei giorni rimangono sulle colonne i fori dei proiettili sparati dai soldati inglesi. A pochi metri si erge lo Spire, una colonna di 120 metri di lucido metallo che dal 2001 è diventato il simbolo della città.

Dublino è una città di contraddizioni. La modernità è a fianco della storia e accanto alle strette abitazioni su due piani, dalle porte dei colori più disparati, si innalzano palazzi di acciaio e vetro.

Photo by Lucas Swinden on Unsplash

Abbiamo lasciato O’Connell Street per aggirarci nelle strade lì intorno alla ricerca di Henrietta Street, quella che la nostra guida indicava come la prima strada georgiana della città.  Risalente al 1720, questa strada chiusa è stata utilizzata come set per produzioni televisive e cinematografiche.

Siamo tornati verso il fiume e abbiamo passeggiato al sole lungo l’argine fino a raggiungere l’Ha penny bridge, uno dei 17 ponti della città.  La Ha del nome sta per Half ossia mezzo penny, il pedaggio richiesto per l’attraversamento del ponte da quando venne costruito fino al 1919.

Attraversato il Liffey, abbiamo seguito alcuni passanti in un vicolo in mezzo ai palazzi e ci siamo ritrovati nel bel mezzo del quartiere di Temple Bar.

Giusto in tempo per assistere al rito collettivo della prima birra della sera. Abbiamo provato a entrare nel pub che prende il nome dal quartiere ma non siamo riusciti a spingerci oltre la porta.

Secondo giorno a Dublino

Il secondo giorno è iniziato con una passeggiata per il campus del Trinity College, l’università fondata per volere di Elisabetta I. 

Old Library

old room dublino

Photo by Jonathan Singer on Unsplash

La visita si apre al piano terra con una descrizione delle fasi di produzione degli antichi manoscritti, dai materiali alle miniature e le varie decorazioni.

Questa sezione porta alla sala del Libro di Kells, un manoscritto del IX secolo in cui sono raccolti i quattro vangeli. Il Libro di Kells, però è solo la punta di diamante della vasta collezione che si può ammirare nelle Long Room che ospita circa 200.000 manoscritti e volumi antichi su scaffali alti due piani.

Passeggiando al centro della stanza si possono ammirare i busti di 14 scrittori, da Omero a Jonathan Swift, l’arpa più antica d’Irlanda (e il suo simbolo) in legno di salice e corde di ottone è una copia della dichiarazione d’indipendenza dalla corona inglese. 

A poche decine di metri dall’ingresso principale del Trinity, in Suffolk Street, c’è la statua di Molly Malone, pescivendola protagonista di una delle ballate gaeliche più amate del paese. La canzone è talmente amata, da essere stata eletta inno non ufficiale della città di Dublino e della nazionale di rugby.

Dopo ci siamo diretti verso Grafton Street in fondo alla quale si apre uno dei tantissimi parchi della città, il St Stephen’s Green.  Popolato da gabbiani, cigni, germani reali, papere ma anche corvi, gazze e gli immancabili piccioni, è il polmone verde di Dublino.

Risalendo il parco si arriva al Merlin, quartiere residenziale georgiano in cui si trovano le sedi del governo e la gratuita National GalleryA qualche strada di distanza si trova la casa natale di Oscar Wilde che si affaccia sul parco di Merrion Square, dove c’è anche un’area giochi per bambini.

Dopo pranzo ci siamo allontanati dal centro fino a raggiungere l’anglicana St Patrick’s Cathedral (a pagamento), che per anni venne retta dal decano Jonathan Swift, autore dei viaggi di Gulliver. 

Guinness Storehouse

guinness dublino irlanda

Photo by Tavis Beck on Unsplash

Dalla chiesa abbiamo raggiunto la Guinness Storehouse, il museo annesso alla fabbrica della più nota birra irlandese. Anche in questo caso avevamo prenotato on-line. Su cinque piani si scopre tutto sulla produzione della birra e sulla sua storia. 

Nel biglietto d’ingresso è compresa una pinta omaggio (una bibita analcolica per i minori) che si può consumare in uno dei bar presenti nella struttura. Il più spettacolare, e ovviamente più affollato, è lo sky bar al sesto piano, che offre una vista a 360 gradi della città. Per puro caso, passando al terzo piano, siamo stati inseriti nella coda (attenzione a rispettare sempre le code) per una degustazione guidata gratuita.

Se volete fare un’esperienza completa, con il biglietto della Guinness Storehouse è possibile prenotare l’ingresso alla vicina Open Gate Brewery, dove vengono sperimentate nuove birre. Il piccolo sovrapprezzo da diritto a quattro assaggi. 

Se temete che sia una trappola per turisti vi sbagliate: la brewery è frequentata soprattutto da locali.

Dublino: Terzo Giorno

trinity college dublino

Photo by K. Mitch Hodge on Unsplash

Il terzo giorno, sabato, approfittando della straordinaria giornata di sole abbiamo abbandonato il centro e con un autobus di linea ci siamo diretti verso il Phoenix Park, un’area verde di più di 700 ettari nel mezzo della città. Secondo me la visita del parco da sola richiederebbe una settimana. 

La “Casa bianca” d’Irlanda

Noi, per una questione di tempo e problemi logistici, abbiamo deciso di visitare solo la “Casa Bianca” d’Irlanda, ma volendo è possibile girare il parco su bici a noleggio. Pezzo forte della visita potrebbero essere i cervi che qui vivono liberi. Presso il centro visitatori del parco è possibile iscriversi per la visita guidata (solo in inglese) che si tiene ogni sabato di Áras an Uachtaráin, la residenza del Presidente della Repubblica (la visita è gratuita ma non è possibile prenotare in anticipo).

Con un pulmino, e senza alcun controllo di sicurezza, si viene portati dal centro visitatori alla porta principale del palazzo. La visita non è molto lunga e all’interno non è possibile fare fotografie, ma comunque è stata un’ora davvero ben spesa: si viene guidati attraverso la storia irlandese e alcuni saloni di rappresentanza.

dublino irlanda porte

Photo by Robert Anasch on Unsplash

Il momento clou della visita è l’ingresso nell’ufficio personale del Presidente. Al momento in carica è Michael D. Higgins e il suo studio è caldo, confortevole e domestico con le foto di famiglia in ogni angolo, premi e onorificenze, statuine caricaturali, montagne di cartelline e documenti. Molto spazio hanno anche i due bovari del bernese del Presidente, nella stanza ci sono foto e peluches. La guida ci ha assicurato che sono due cani buoni e socievoli, che spesso amano farsi fotografare con i visitatori. Purtroppo noi non li abbiamo visti.

Prima concludere la visita c’è il tempo per alcune foto in una parte del giardino. Non perdetevi la Tilley Lamp che arde a una delle finestre del piano superiore della residenza. Voluta dalla Presidente Mary Robinson, la lampada è un messaggio per gli emigranti e i figli degli emigrati che saranno sempre benvoluti in patria e ricorda la tradizione irlandese di metter un lume alla finestra per guidare i viandanti.

Dublin Castle

dublino

Photo by Diogo Palhais on Unsplash

Abbiamo quindi scoperto che in giugno e luglio la visita comprende una porzione più grande del giardino con accesso alle aiuole fiorite. Conclusa la visita siamo tornati in centro per due “must se”: il Dublin Castle e la Christ Church Cathedral.

In entrambi i casi sono rimasta molto delusa: sia la chiesa che Il castello hanno mantenuto davvero poco della loro origine normanna. La chiesa venne quasi interamente ricostruita nel 1800 e del castello originale rimane in piedi solo una torre. 

Per chi viaggia con bambini potrebbe essere più interessante il vicino Dublina, un museo sulla Dublino Vikinga e quella medievale con ricostruzioni con attori in costume. Avendo ancora qualche ora di sole abbiamo deciso di fare un salto lungo la costa.

Sandycove

howt dublino

Photo by Adam Markon on Unsplash

Alla più rinomata Howth, con il suo faro e i sentieri per passeggiare sulla collina del promontorio, abbiamo preferito la più piccola SandycoveCon un viaggio di venti minuti con la DART (il treno urbano) abbiamo raggiunto la Joice Tower, una fortificazione costruita nel 1804 per difendere le coste da una possibile invasione napoleonica, che ospita un piccolo museo, gestito da simpatici volontari, dedicato a James Joyce. Nel 1904 lo scrittore soggiornò sei giorni nella torre e in seguito vi ambientò l’inizio dell’Ulisse.

Solo in seguito abbiamo scoperto che Sandycove era anche un rinomato luogo balneare dove fino al 1900 si trovava una spiaggia nudista riservata agli uomini.

****************************************

Ti è piaciuto? Salvalo su Pinterest!

 

error: Questo contenuto è protetto.