L’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore si trova nel bel mezzo della gloriosa campagna toscana e più precisamente nelle crete senesi (si chiamano così perché le colline, in questa zona, sono formate per lo più da creta, salgemma e gesso – che poi erano i fondali del mare del pliocene).

È un’area particolare della provincia di Siena, in cui vedrete i calanchi, fenomeni geologici dovuti allo scorrimento dell’acqua piovana sull’argilla. Capite quindi che, anche la sola strada per arrivare all’abbazia è già un viaggio che vale la pena di fare.

Crete senesi a parte, l’abbazia è famosissima. Ha un’importanza fondamentale sia nella storia che nell’arte ed è perfetta per una gita fuori porta da Siena.

monte oliveto maggiore lippi

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore: dove si trova e come arrivare

L’abbazia si trova nel comune di Asciano, in provincia di Siena, a metà strada con il comune di Buonconvento.
Purtroppo c’è un solo modo per arrivare in questo luogo, tanto bello quanto sperduto: con mezzi propri, o motorizzati o senza motore.
Non ci sono mezzi pubblici che vi ci possano portare, quindi dovrete usare l’auto o la bicicletta. Se siete appassionati di ciclo-turismo, la strada che da Asciano (o da Buonconvento) vi porta all’abbazia è bellissima da fare, piena di curve e salite.
Se, come me, siete molto più sedentari, ecco come arrivare in auto: da Siena, prendete la strada Cassia verso sud (strada statale 2) e, arrivati a Buonconvento, girate a sinistra sulla strada provinciale 451 e proseguite per altri 10 minuti di guida.
Arriverete al bivio per l’abbazia.

Qui ci sono due possibilità: lasciare l’auto lungo la stradina a sterro che arriva alla prima parte dell’abbazia, oppure proseguire ed entrare nel parcheggio a pagamento che si trova subito prima il viale di ingresso.

Io ho preferito optare per la prima soluzione, avendo trovato un piccolo spazio libero.

monte oliveto maggiore

Monte oliveto: orari e visite guidate

L’abbazia è aperta dalle 9.15 alle 12 al mattino e dalle 15.15 alle 17 nel pomeriggio (durate l’ora legale la chiusura è alle 18). L’accesso è libero e gratuito. La guida ufficiale dell’abbazia si chiama Dino Benincasa e questo è il numero di telefono per prenotare: 0577 718567.

Durante la visita è raccomandato il silenzio – siamo sempre in un monastero; le foto sono permesse ovunque, ma senza flash. Gli animali non sono mai ammessi.

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore: cosa vedere

Il monastero fu fondato da frate Bernardo Tolomei nel 1313 e qualche decennio dopo ricevette l’approvazione da parte di papa Clemente VI. Il complesso si trova all’interno di un bosco di querce e pini ed è uno dei più importanti della Toscana, per le opere d’arte che in esso sono contenute.

Una volta lasciata l’auto, proseguite a piedi passando per il ponte levatoio e per la strada che, scendendo, vi porterà al cuore del monastero.

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Palazzo medioevale

Ancor prima di addentravi nel bosco, troverete una costruzione fortificata in mattoni rossi, con ponte levatoio, torri e merli. È la porta di ingresso al monastero, iniziata nel 1393 e terminata nel 1526. Sopra il frontone principale si trova una ceramica bellissima dei fratelli Della Robbia: Madonna con bambino circondata da due angeli.

Proseguendo nel viale in mattoni rossi, all’interno del bosco e parallelamente all’orto botanico che rifornisce la farmacia, si trova sulla sinistra una peschiera del 1533 – una gigantesca piscina scavata nella roccia, dove i frati allevavano pesce per rifornire il refettorio.
Sul lato opposto, visibile a tutti, si trova la cappella di Santa Francesca Romana. Più nascoste, ci sono altre cappelle come quella di Santa Croce e Santa Scolastica -che io, francamente, non sono riuscita a vedere. Credo ci si possa riuscire addentrandosi di più nel bosco.

In fondo al viale, si trova una gigantesca statua di San Bernardo Tolomei del 2009, del maestro Massimo Lippi.
In questa piazza si trova anche l’albergo dei pellegrini che ospita i credenti che vogliono fermarsi a dormire. Una volta era attivo e aperto, in questo periodo non ho trovato indicazioni in merito.

Il Chiostro Grande

Proseguendo si entra in quello che è il cuore del monastero, la parte che ospita una serie di opere d’arte uniche al mondo: il Chiostro Grande.
Lungo le pareti di questo chiostro, ci sono affreschi spettacolari realizzati sia dal Sodoma, ventisei lunette alle quali lavorò dal 1505 in avanti, che da Luca Signorelli (otto lunette realizzate dal 1496 al 1497). Narrano la vita di San Benedetto e sono noti come “Le Storie di San Benedetto”.

Si tratta della più completa narrazione grafica della vita di San Benedetto, comprensibile a tutti, anche a chi di arte, storia o religione capisce poco o nulla.

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La Chiesa

Dal Chiostro Grande, attraverso una porta, si entra nella chiesa. Nel passaggio e all’interno della chiesa si trovano altri affreschi del Sodoma.
La parte più antica di questo edificio fu realizzata nel 1319, ma fu completamente rinnovata nel 1772. Del 1503 è il coro in legno intarsiato, che pare sia uno dei più grandi, più belli e più importanti d’Europa.

Il Refettorio

Da un chiostro più piccolo, detto di mezzo, si passa al refettorio. Alzando la testa e guardando le pareti, tra un passaggio e l’altro, ci sono tele e affreschi bellissimi, tutti a tema religioso e la maggior parte raffiguranti la Madonna.
Il refettorio è un ambiente molto grande, con un tetto a botte ribassata, completamente coperto di affreschi realizzati nel 1670.

Nella parete in fondo è stata realizzata, nel 1948, una tela con tema l’Ultima Cena, a coprire lo stesso soggetto dipinto in epoca più antica e andato completamente perduto.

La Biblioteca monastica

Sempre dal chiostro di mezzo si sale alla biblioteca, che però non sempre è aperta. Lungo le rampe, altri affreschi del Sodoma adornano le pareti. La biblioteca fu realizzata nel 1515 su progetto di fra Giovanni da Verona, che scolpì anche i capitelli all’apice delle colonne che sorreggono il tetto della sala.
Nella biblioteca sono presenti oltre 40mila volumi.

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L’antica Farmacia

Dalla biblioteca si accede all’Antica Farmacia, anche questa non sempre aperta. Ma se siete fortunati, non vi pentirete di poterla visitare. Alle pareti della farmacia ci sono dei vasi in ceramica del XVII secolo, tutti bianchi e azzurri, riportanti lo stemma olivetano. Contenevano le erbe officinali e medicinali che servivano per la creazione dei rimedi “omeopatici” per i quali il monastero era – ed è tuttora – famoso

Sala Capitolare

All’interno del capitolo è stato allestito un piccolo museo di arte sacra, che io ho trovato chiuso. Ospita una serie di tele e affreschi importanti, alcuni dei quali dipinti dai monaci che vissero in passato nel monastero.

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francesca

FRANCESCA

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and TripsSenese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l’ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d’arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de “I Cassiopei (biografie non autorizzate) “Storia di Biagio”.