Non sono una fotografa, ma ho una buona macchina fotografica e mi diverto a usarla.
In genere va così: vado in un posto (una cena, un’uscita con le amiche) e la porto con me, perché non si sa mai quando l’ispirazione può colpire.

Uscire con un’amica (che conoscete anche voi) con lo scopo ben preciso di scattare fotografie è stata un’esperienza nuova, e lo è stata ancora di più perché ho guardato con occhi nuovi una realtà che conosco bene, dato che l’ho frequentata quotidianamente per anni per lavoro: Montecatini Terme, in provincia di Pistoia.

Una mattina siamo uscite insieme, e siccome sapevamo che non sarebbe stato possibile visitare e fotografare tutto il centro, ci siamo concentrate su due palazzi, sede (il primo) ed ex sede (il secondo) delle famose acque termali: le Terme Tettuccio e le Terme Tamerici.

In questo post vi parlerò del Tettuccio, come lo chiamano comunemente i montecatinesi, il simbolo della città: è lo stabilimento termale più antico e più bello, con il suo stile liberty (o Art Nouveau, che dir si voglia), i suoi colonnati e il parco intorno da osservare mentre si bevono le acque per “fare la cura”.

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Le acque termali di Montecatini Terme, infatti, si bevono e sono consigliate per la cura idropinica: l’ideale sarebbe farla due volte l’anno per un periodo di dodici giorni, dietro prescrizione medica. Una volta sul posto, ci si reca alle terme la mattina a digiuno e si bevono i bicchieri di acqua consigliati dal medico a seconda delle nostre necessità.

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In una normale mattina al Tettuccio è comune vedere persone che passeggiano con il bicchiere in mano, che leggono a uno dei tanti tavoli a disposizione o che guardano le vetrine dei negozi all’interno. Lo stesso negozio in cui lavoravo aveva una “succursale” lì dentro, quindi conosco le dinamiche sia di quelli del posto che dei turisti (spesso abituali, che tornano ogni estate a curarsi anche da 30 o 40 anni).

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A questi, si mischiano i turisti toccata-e-fuga, quelli che scelgono Montecatini Terme come base per la sua posizione vicina a Firenze, Pistoia, Lucca, Pisa, Viareggio e, guardando appena più in là, anche Siena; macchina fotografica in mano, per loro, al posto del bicchiere.

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La sua struttura è cambiata più volte nel corso degli anni, fino a diventare quella attuale nel 1919.

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Curiosità: nello scorso mese di giugno, il Tettuccio ha ospitato le riprese del nuovo film di Paolo Virzì, La pazza gioia, e per l’occasione si è trasformato in un albergo di lusso.

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