È uno dei posti più particolari di Berlino, nel quartiere Mitte, dove, come dicono tutte le guide, si respira un’aria decisamente fin de siècle.

In realtà il quartiere degli Hackesche Höfe sono un labirinto di piccole corti, otto in tutto, l’una accanto all’altra, che al momento della loro costruzione, dovevano fare da corredo agli appartamenti.

I palazzi sono ricoperti da mattonelle di ceramica disegnate dagli architetti che progettarono il quartiere.

Hackeschen Hofe Berlino

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Adesso ai piani terreni di quasi tutti gli edifici ci sono negozi, librerie, teatri, piccole botteghe di souvenir fatti a mano e cartoline dipinte da giovani artisti.

Ci sono anche ristoranti dove, a prezzi da gioielleria, potete mangiare la mitica Schwarzwälder torte – la torta della foresta nera (io, a dire la verità, l’ho mangiata altrove a causa del budget sempre limitato), una bomba fatta con pan di spagna al cacao, marmellata di ciliegie e panna montata con scaglie di cioccolato e ancora ciliegie candite – tipica di Berlino.

Hackeschen Hofe Berlino

Hackesche Höfe: dove sono

Si accede al quartiere degli Hackesche Höfe da Rosenthaler Strasse numero 40/41 (non so perché ma a Berlino i numeri civici sono l’uno accanto all’altro, in sequenza, e non come da noi i pari da un lato e i dispari dall’altro), dove ci accoglie una scritta nero e oro decisamente anni ’40.

Sui lati dell’accesso, a terra ci sono le pietre d’inciampo.

7 placche di bronzo ricordano i nomi di chi abitava qui e che, dopo la deportazione nei campi di concentramento, non ha più fatto ritorno.

Hackeschen Hofe Berlino

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I cortili hanno tutti un numero e per fortuna che vi sono non solo cartelli che indicano le direzioni per i cortili adiacenti, ma anche vere e proprie planimetrie che fanno vedere la pianta generale di tutto il complesso, dove si vede come si può passare da un cortile a un’altro, perché perdersi agli Hackesche Höfe è davvero facilissimo.

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Francesca

Francesca

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l’ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d’arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de “I Cassiopei (biografie non autorizzate) e “Storia di Biagio”.

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