Ed in tanta rotta e in si lunga zuffa che durò dalle venti alle ventiquattro ore, non vi morì che un uomo, il quale non di ferite ne d’altro virtuoso colpo, ma caduto da cavallo e calpesto spirò.

Niccolò Machiavelli descrive così, ironicamente, la battaglia di Anghiari del 29 giugno 1440, che vide contrapposti i fiorentini fedeli alla Santa Sede e i milanesi.

La battaglia non fu in effetti memorabile ai fini storici, ma è comunque famosa perché, in seguito, il governo fiorentino commissionò a Leonardo da Vinci la sua rappresentazione nel Salone dei Cinquecento a Palazzo vecchio.

Di questo lavoro, fatto con una tecnica innovativa ma fallimentare, oggi rimangono solo le copie di Biagio Di Antonio e di Rubens (conservata al Louvre a Parigi).

Anghiari invece è ancora lì, ed è tra i borghi più belli d’Italia. Sorge in provincia di Arezzo, nell’alta Valle del Tevere, a 429 m di altitudine, su una collina di ghiaia nata dai detriti depositati dal fiume Tevere, il cui letto passava proprio ai piedi della città fino al XIII secolo.

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Visitare Anghiari

E se è suggestiva vista da fuori, immaginate com’è passeggiare per le sue viuzze strette. Circondati dalle pareti in pietra delle case, e sbirciare dentro a quelle finestre con le persiane in legno un po’ sbiadite e con gli immancabili fiori sul davanzale. 

Anghiari è il tipico esempio di borgo medievale ed esplorarlo significa essere catapultati indietro nel tempo.

Anghiari

Anghiari

Ogni volta che si svolta un angolo, la sensazione che si ha è quella di trovarsi di fronte una signora con la sottana fino ai piedi, i capelli arruffati e la tinozza piena di panni da lavare al pozzo. Quando invece ci si imbatte in turisti in pantaloni corti e infradito, per lo più stranieri, ci si rimane quasi male.

Anghiari è un borgo silenzioso, con i gatti che dormono sui muretti indisturbati, le signore di una certa età affacciate alle finestre e i vecchini in piazza che giocano a carte.

Ammetto che, durante la visita, mi sono chiesta quale fosse l’età media degli anghiaresi e una volta tornata a casa ho controllato sul serio! (Per la cronaca, è 48, 1 anni, in costante aumento dal 2002, quando era di 44,8 – molto più bassa di quanto mi aspettassi.)

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Curiosità: nella piazza principale di Anghiari c’è una statua di Giuseppe Garibaldi, famosa perché, nonostante la scritta “O Roma o morte”, è l’unica in cui il generale indica con il dito Milano, invece della solita Roma.  

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Stefania

Stefania

Ha una trentina d'anni, una lunga vita da pendolare e un'altrettanto lunga vita da lettrice incallita. Ha una collezione di cartoline che da anni incrementa guardando con espressione angelica chiunque sia in partenza prima di chiedergli: “Mi mandi una cartolina?”. Ha un astio profondo per il caffè, e una dipendenza da cappuccino e Pocket Coffee. Ha anche due lauree, una in Editoria e una magistrale in Traduzione; quello che le manca è una casa tutta sua in cui usarle come complemento d'arredo, ma ci sta lavorando. Quando leggete le parole su Facebook, in genere sono sue.