Guardate questa la foto qui sopra, cosa vi viene in mente? No, non è il Père Lachaise di Parigi (ne abbiamo parlato qui e qui) e nemmeno Highgate a Londra.

Si tratta del cimitero acattolico Campo Cestio, a Roma.

Si trova nel quartiere Testaccio, vicino a Porta San Paolo e alla Piramide (con la relativa fermata della metro, Linea B).

Campo Cestio si presenta da fuori come uno di quei giardini segreti custoditi dietro a un muro di mattoni rossi.

Al cancello dell’entrata, in via Caio Cestio 6, si legge che il cimitero acattolico (anche conosciuto come Cimitero degli Inglesi) è destinato alla sepoltura dei non-cattolici stranieri.

Ortodossi, protestanti, ebrei, atei di qualsiasi nazionalità.

Questo perché la Chiesa Cattolica vietava di seppellire in terra consacrata i non cattolici, che finivano così fuori dalla mura della città – o al loro limite estremo.

L’entrata è gratuita, anche se è suggerita una donazione minima di 3 euro. Il cimitero non è grandissimo e non ci si perde con facilità, ma alla destra dell’entrata c’è uno shop in cui è possibile acquistare anche una mappa.

L'entrata del cimitero

Campo Cestio: sepolture famose

Fra i personaggi famosi interrati a Campo Cestio, troviamo i poeti romantici John Keats, morto a Roma per tubercolosi, e Percy Shelley, deceduto in un naufragio nel mar Tirreno.

In particolare, la tomba di Keats è situata in un angolo a parte del cimitero, oltre un’arcata che offre una vista davvero suggestiva.

La vista della Piramide da Campo Cestio

Keats ha due epitaffi. Quello sulla tomba, che non lo cita per nome, recita:

This grave contains all that was mortal, of a YOUNG ENGLISH POET, who on his death bed, in the bitterness of his heart, at the malicious power of his enemies, desired these words to be engraven on his tombstone: Here lies one whose name was writ in water

A lato della tomba, su un muro, c’è una lastra marmorea che riprende l’ultima frase:

Keats! If thy cherished name be “writ in water”, every dropped has fallen from some mourner’s cheek; a sacred tribute, such as heroes seek, though oft in vain – for dazzling deeds of slaughter, sleep on! Not honored less for Epitaph so meek!

La lastra marmorea dedicata a Keats

Bellissima e struggente è anche la tomba dello scultore William Story, sepolto qui con la moglie Emelyn. L’Angelo del Dolore in marmo e pietra fu realizzato dallo scultore stesso per la tomba della moglie.

Story morì poi poco dopo averla terminata.

L'Angelo del Dolore

Campo Cestio e gli italiani

Campo Cestio ha occasionalmente concesso la sepoltura anche a italiani illustri che, per circostanze di varia natura, sono considerati “stranieri” in Italia.

Fra questi, troviamo il poeta Dario Bellezza, gli scrittori Carlo Emilio Gadda e Luce D’Eramo, nonché Antonio Gramsci.

A lui, rende omaggio Pier Paolo Pasolini ne Le Ceneri di Gramsci.

La tomba di Gramsci

La sensazione all’interno di Campo Cestio è quella di stare in un museo all’aria aperta, in uno di quei luoghi così ricchi di Storia, Memoria, Arte e Poesia che a ogni passo la città fuori, con i suoi rumori, svanisce piano piano.

Se la parola “cimitero” può suggerire la tristezza spiacevole propria del funereo. In realtà, in posti come Campo Cestio, quello che a me capita spesso è che la malinconia si addolcisca.

Ciò che emerge più di ogni altra cosa qui, più anche della morte, è l’amore di chi ha eretto quelle tombe, così come il ricordo che le persone sepolte hanno lasciato una volta andate.

Un sentiero di Campo Cestio

CampoCastio10

Ditemi che non sono la sola a pensarla così!

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Paola

Paola

Bergamasca di nascita, bolognese d'adozione, californiana per vocazione. Due lauree e un dottorato in Television Studies, si divide fra università, televisione e moda. Ma niente di serio, ci assicura: sotto sotto è sempre la stessa fangirl/geek che va in giro per il mondo a cercare le location di film e serie TV. Ha un grande amore: gli Stati Uniti. Leggenda narra che non si sia mai ripresa veramente dall'anno di studio alla Berkeley e che adesso pensi di essere mezza americana. Si scusa per la qualità delle foto, ma  rifiuta di farsi regalare una macchina fotografica vera perché ha sempre poco spazio in borsa.