Andare a New York: lo sognavo da sempre.

Era una di quelle cose che però pensavo non avrei mai fatto. E invece gli astri si sono allineati e l’occasione è capitata. New York, la megalopoli per eccellenza, l’eleganza della Fifth Avenue e la pericolosità delle gang del Bronx.

Che cosa avrei trovato?  Tutto.

A New York, si trova tutto. Tutto è nuovo eppure niente stupisce. Come scrive Corrado Augias ne “I Segreti di New York”, appena arrivi, sembra di esserci già stati.

New York

E’ una sensazione strana da descrivere, ma verissima. New York l’abbiamo vista milioni di volte in centinaia di serie TV, film, reportage, servizi giornalistici.

L’abbiamo interiorizzata.

La conosciamo benissimo, ogni strada, ogni scorcio, ogni quartiere.

Eppure.

Eppure, esco dalla metropolitana per la prima volta, dopo la notte in volo e la dormita da jet leg e mi trovo immersa in una selva di grattacieli.

New York

Il rumore del traffico è assordante, tutto è gigantesco.

Tutto è familiare e tutto fa battere il cuore.

Ma sono davvero qui? Io, da una sperduta città di provincia, sono davvero qui? Nella Grande Mela? Quante volte ho visto le esagerate avenues, quante volte sono salita in un taxi giallo?

E la New York Public Library? L’ultima volta l’ho vista in “The day after tomorrow” e adesso ci cammino dentro.

New York Public Library

La guardo, la vedo, tocco le pareti e osservo gli studenti con i loro MacBookAir che studiano e leggono e scrivono. Le sale più famose sono chiuse per restauro, ma i newyorkesi non ci fanno caso. Noi turisti sì, dannazione.

Esco e passeggio per la Quinta Strada, ma vengo attirata dalla Grand Central Station. Un via vai di migliaia di persone, centinaia di binari e i pannelli informativi molto molto vintage.

Al piano interrato decine di cucine da tutto il mondo sfamano viaggiatori e passeggeri.

Fuori l’empire State Building sparisce nella nebbia. Poi c’è Miss Liberty e la vista su Manhattan.

 

New York e Central Park

Vogliamo parlare di Central Park? Provate a contare i film che avete visto e che hanno almeno una scena, anche solo una, girata qui.

Non ne terrete il conto, credetemi. Pedalare a Central Park, prendere un gelato e mangiarlo seduta su una panchina.

New York Central Park

Sono a New York, a NEW YORK. Central Park è enorme e bellissimo e mi sembra di respirare per la prima volta da quando ho messo piede qui.

Un’ora e mezza per girarlo in bicicletta, andando nell’unico senso possibile. Castelli, laghi, cottage, a Central Park si trova di tutto.

La Metro di New York

Esci dai suoi enormi cancelli e prendi la metro.

Io, abituata alla tube ordinata e organizzatissima di Londra, dopo 10 giorni a New York ancora non ho capito come funziona la metro. Treni veloci in mezzo, quelli lenti ai lati.

Direzione Downtown, Uptown, Manhattan o Brooklyn. Una manager americana mi ferma e mi chiede “Per Times Square, Downtown o Uptown?”

A me lo chiedi? Ti sembra che abbia la faccia di una che possa sapere questa cosa? Sono così dislessica che non so neanche qual è la destra e quale la sinistra. Non la vedi la Nikon al collo, la guida in mano? Ho scritto TURISTA anche nei calzini.

Eppure, mi calo immediatamente nel ruolo. “Uptown” rispondo sicura. E me ne vado.

Chiaramente, dopo aver controllato la mappa della metro (sul telefonino, perché all’interno delle stazioni, non esistono mappe) per 10 minuti, mi accordo di averle dato la risposta sbagliata.

I ristoranti. Dove si mangia il miglior hamburger di New York? Cercate su tutti i siti e troverete la risposta: Shake Shack.

E poi i musei.

I Van Gogh del Metropolitan, i Kandinsky del Moma: valgono i dinosauri del Natural History? Ancora una volta mi ritrovo catapultata in un film, Ben Stiller e la sua torcia, dietro di me.

Una notte al museo, un giorno al museo. Le scolaresche e la loro gara di scienze municipale. Sì, la fanno davvero e nel museo naturale più importante del loro stato. I piccoli vulcani eruttano lava finta mentre undicenni di ogni colore della tavolozza si guardano e corrono nei corridoi.

New York è questo e molto altro. La puzza di pesce e roba marcia di China Town, i cori strepitosi la domenica mattina nelle chiese di Harlem.

Little Italy che non esiste più e Brooklyn che offre i panorami più belli che si possano immaginare.

E poi, New York, la notte.

Come l’ho vista mille volte, come l’ho immaginata un milione di volte. Ce l’ho qui davanti e mi sembra incredibile. Toglie il fiato, sembra di stare in un film (l’ho già detto?), sembra di essere in Blade Runner. Eppure no.

Nel silenzio notturno di Roosvelt Island, ci sono io, sull’argine dell’Hudson, che guardo Manhattan.

New York notte

State per andare a New York? Leggete qui tutti gli articoli sulla Grande Mela.

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Francesca

Francesca

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l'ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d'arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de "I Cassiopei (biografie non autorizzate) e "Storia di Biagio".

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