Le cittadine francesi disseminate lungo la Loira custodiscono alcuni castelli meravigliosi, che rappresentano la meta di numerosi itinerari turistici.

Le rive della Valle della Loira conobbero il loro periodo d’oro dal Quattrocento al Seicento, dai tempi del re Carlo VII che vi stabilì la capitale, sino a Luigi XIV che la riportò ai fasti di Parigi. In mezzo ci fu un periodo in cui i sovrani francesi, grandi signori e ministri costruirono e acquistarono molteplici castelli nell’area.

castello di chenonceau

Il castello di Chenonceau sulle acque dello Cher

La storia

Fu un intendente delle Finanze del re Francesco I, Thomas Bohier, a far sorgere, fra il 1515 e il 1521, quell’autentico gioiello che è il castello di Chenonceau, affacciato sullo Cher come un diamante su uno specchio che lo riflette.

Lo chiamano “castello delle dame”, un po’ per la grazia femminile dell’insieme, ma soprattutto perché nella sua storia la presenza delle donne rappresenta un filo rosso continuo.

Scalone interno

 

caminetto

Caminetto con ritratto di Caterina de Medici

Fu infatti una giovane donna, la moglie di Bohier, a seguire con cura i lavori di costruzione – il cui gusto riflette l’ispirazione rinascimentale italiana del periodo – mentre il marito era impegnato nelle campagne in Italia.

Il castello venne poi regalato nel 1547 dal re Enrico II alla sua favorita, Diana di Poitiers, che lo arricchì di vigne, giardini e campi coltivati, e lo prolungò con un ponte a cavallo dello Cher per romperne l’isolamento.

Ma quando il re rimase ucciso durante un torneo nel 1559, la vedova Caterina de’ Medici sottrasse il castello all’eterna rivale e lo riportò fra le proprietà della Corona, trasformandolo in sua residenza e organizzandovi sontuose feste.
Caterina vi trascorse diverso tempo in qualità di reggente, e fece sormontare il ponte da una galleria che oggi costituisce uno degli ambienti più visitati del castello.

cucine del castello

Le cucine del castello

Nei decenni successivi Chenonceau passò a svariati figli reali legittimati.
Durante il Settecento, Louise Dupin tenne nel castello un salotto filosofico, a cui parteciparono personaggi come Montesquieu, Voltaire e Rousseau.
Oggi la tenuta è di proprietà della famiglia Menier, industriali francesi del cioccolato.

camera da letto

Camera da letto

Il parco

Oltre al delizioso castello, a Chenonceau c’è anche un vasto e curato parco di circa 70 ettari, nel quale si può passeggiare e trascorrere un po’ di tempo in tranquillità.

Nella parte più vicina al fiume e alla costruzione principale, si ritrovano i due giardini alla francese voluti dalle due “rivali”.
A sinistra il giardino di Diana di Poitiers, su terrazze sopraelevate, con otto grandi triangoli di prato, aiuole e una fontana centrale.
Sulla destra il giardino voluto da Caterina de’ Medici, più piccolo e intimo, con cinque pannelli verdi raggruppati intorno a un bacino circolare, il tutto circondato da cespugli, rose e lavanda.

Oltre a questi, nel parco è presente una fattoria del XVI secolo con le scuderie, un orto accessibile al pubblico (dove vengono coltivati fiori, rose, verdure e frutta), delle serre, un ampio boschetto e un labirinto di piante di tasso.

fattoria nel parco del castello

Fattoria nel parco del castello

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Roberta

Roberta

Era ancora il secolo scorso quando si è laureata in Scienze della comunicazione, si è poi ritrovata quasi per caso a lavorare nel mondo che rappresenta il simbolo del secolo attuale: il World Wide Web. Anche se non ha i capelli biondi, a 3 anni ha fatto come Alice ed è caduta nella tana del coniglio, dove ha scoperto il paese delle meraviglie chiamato Lettura. Giusto il tempo di diventare grande e ha cominciato a intraprendere viaggi alla scoperta di luoghi conosciuti sulla pagina scritta (e se sono le Isole britanniche è anche meglio). Riservata ma curiosa, pigra ma multitasking, è un’ammiratrice del disordine organizzato.

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