Per gli appassionati di letteratura contemporanea, di quella che fa la Storia con la S maiuscola, a San Francisco c’è un posto per voi: il City Light Bookstore.

Su Columbus Avenue, praticamente fra Chinatown e il quartiere italiano di North Beach, il City Light Bookstore è facilmente raggiungibile via bus (8X o 41 Union verso Columbus & Broadway, 30 Stockton o 45 Union/Stockton verso Stockton & Broadway)  o BART/MUNI (se vi va di camminare dieci blocks, comunque molto piacevoli, la fermata è Montgomery St.).

Se ci volete arrivare a piedi dal centro, tipo da Union Square, armatevi di mappa e ce la farete in una mezz’ora… Che però non è proprio a vostro favore perché, essendo San Francisco, ve la troverete in salita.

Il City Light Bookstore è oggi riconosciuto come city landmark per il suo valore storico e culturale.

L'entrata del City Light Bookstore

L’entrata del City Light Bookstore

Fondato dal poeta Lawrence Ferlinghetti nel 1953, la libreria (anche casa editrice indipendente) sale alla ribalta quando Ferlinghetti stesso, nel 1957, subisce un processo per oscenità a seguito della pubblicazione di Howl and Other Poems, la raccolta di poemi di Allen Ginsberg (questo è un film molto bello che ricostruisce la vicenda).

In seguito, continua a pubblicare libri “controcorrente”, come quelli della Hungry Generation indiana, della Beat Generation, o ancora, fra gli altri, di Charles Bukowski, George Bataille, André Breton e anche del nostro Pierpaolo Pasolini.

Oggi vi troviamo soprattutto letteratura indipendente e progressista da ogni parte del mondo, compresa saggistica sulle arti e sulla politica.

Situato in un vecchio edificio ad angolo ristrutturato dopo l’incendio di San Francisco del 1906, oggi il City Light Bookstore si estende su tre piani, entrambi comunque piuttosto piccoli.

O meglio, intimi.

Quello sotto è raggiungibile attraverso una strettissima scala a chiocciola di legno. Alle pareti, poster di eventi culturali nell’area e segnali anche scritti a mano che indicano le varie sezioni.

Fra poltrone in pelle in cui siete incoraggiati a sedervi per sfogliare e labirinti di scaffali concentrati in pochi metri quadri, l’atmosfera è davvero rilassante e suggestiva. Soprattutto per i bibliofili incalliti.

L'interno del City Light

L’interno del City Light

Ma oltre alla libreria in sé, la spettacolarità del luogo deriva da tutto quello che ci sta intorno.

L’immaginario della sua storia, del suo valore culturale, così come quello della Beat Generation, è evocato dalla street art circostante e dalla location.

Neanche troppo sottile riferimento...

Neanche troppo sottile riferimento…

Nel vicolo accanto al City Light Bookstore, quello con cui fa angolo il bookstore stesso, dovete guardare i muri e la pavimentazione: vi ritroverete a camminare sopra a citazioni importanti e fra murales che vi ricorderanno che è sempre il momento per un altro drink – soprattutto perché la libreria è aperta tutti i giorni dalle dieci a Mezzanotte.

Citazioni da marciapiede

Citazioni da marciapiede

Citazioni da marciapiede/2

Citazioni da marciapiede/2

Citazioni da marciapiede

Citazioni da marciapiede/3

Ci beviamo qualcosa?

Ci beviamo qualcosa?

Il murale qui sopra costeggia la parete di un altro locale storico, dall’altro lato del vicolo: Il Vesuvio Café, bar in cui si incontravano gli autori della Beat Generation da quando, nel 1957, il poeta Neal Cassidy (rappresentato in On the Road come Dean Moriarty) ci fa una lettura.

Da allora, il Vesuvio diventa la casa di autori, artisti e musicisti – fra cui anche Bob Dylan, Dylan Thomas e, più di recente, Francis Ford Coppola.

Oggi, i suoi stretti due piani rispecchiano quelli della libreria di fronte e tutto sembra rimasto fermo agli anni Settanta.

Vista dal secondo piano del Vesuvio

L’insegna del Vesuvio, viista da una finestra secondo piano (con scorcio di murale)

E se siete fortunati, potete prendere un drink osservando strani figuri. Non so voi, ma io quando vedo personaggi come questo mi diverto sempre a immaginare il suo glorioso passato.

Uno strano personaggio davanti al mio drink.

Uno strano personaggio davanti al mio drink.

Quando uscite anche da lì, non dimenticate di guardarvi ancora intorno.

Un po’ più su, all’angolo fra Columbus e Broadway, si trova un edificio interamente ricoperto da murales sul jazz andante.

Da quell’edificio, partono dei fili della luce con attaccati dei lampioni a forma di libri aperti. E sotto i vostri piedi, potete trovare le parole cadute da quei libri.

L'edificio fra Broadway e Columbus

L’edificio fra Broadway e Columbus. Flying Books…

...and fallen words

…and fallen words

Dopo l’immersione per qualche ora in questo incanto, potete tornare in centro a piedi proseguendo su Columbus. Che questa volta è in discesa.

Verso il centro...

Verso il centro…

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Questo post è stato scritto da:

Paola

Paola

Bergamasca di nascita, bolognese d'adozione, californiana per vocazione. Due lauree e un dottorato in Television Studies, si divide fra università, televisione e moda. Ma niente di serio, ci assicura: sotto sotto è sempre la stessa fangirl/geek che va in giro per il mondo a cercare le location di film e serie TV. Ha un grande amore: gli Stati Uniti. Leggenda narra che non si sia mai ripresa veramente dall'anno di studio alla Berkeley e che adesso pensi di essere mezza americana. Si scusa per la qualità delle foto, ma  rifiuta di farsi regalare una macchina fotografica vera perché ha sempre poco spazio in borsa.

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