Il mio viaggio in Marocco insieme ad altre due amiche risale a diversi anni fa, quando non avevo ancora la macchina fotografica digitale (e infatti le foto che illustrano questo post sono state passate allo scanner, e per questo non sono di qualità eccelsa).

Avevamo scelto di fare il classico tour delle città imperiali, che ci impegnava per una settimana, al quale avevamo deciso di abbinare un’ulteriore settimana di relax, in una località di mare.
La scelta se la giocavano Agadir e Essaouira: la prima la conoscevamo soltanto di nome, e ci sembrava un posto un po’ troppo frenetico e moderno in stile Rimini (non so se rendo l’idea), mentre la seconda non la conoscevamo ancora ma ci ispirava molto, dalle foto che ci avevamo mostrato in agenzia di viaggio.

E fu così che optammo per una settimana ad Essaouira.

Essaouira

Bella, bianca, affascinante, rilassata, affacciata coi suoi bastioni sull’oceano Atlantico, Essaouira possiede una lunga storia.
Nasce come scalo costiero già all’epoca dei Fenici, e in virtù della sua posizione privilegiata per i traffici marittimi anche i Romani vi faranno tappa.
Nel XIV secolo la cittadina viene colonizzata dai portoghesi e prende il nome di Mogador.

Questa fu forse l’epoca più fiorente per il commercio.

Essaouira

Successivamente si trasformò in una base navale grazie ai lavori portati avanti dal sultano dell’epoca, e affidati a Theodore Cornut, un allievo di Vauban, l’ingegnere militare del Re Sole.

Con la costruzione di una cittadella fortificata per proteggere la cittadella commerciale, l’architetto francese diede a Essaouira l’aspetto tipico che oggi la caratterizza e che è all’origine del suo nome:

Essaouira: “Al Souirah“, cioè “la ben disegnata”.

Il centro storico originale di Essaouira è protetto da dei bastioni immensi. Mi ha ricordato molto Saint-Malo, e non a caso.

La medina è caratterizzata da colori molto particolari, azzurro blu su fondo bianco.

Quando si cammina sulle alte mura dei bastioni ci si ritrova in un altro mondo, lontano dalle atmosfere delle altre città marocchine che avevamo visto la settimana precedente.

Essaouira è anche un porto di pesca, al quale si accede dalla Porta della Marina, di fianco alla Skala del Porto. Si può mangiare il pescato direttamente sul posto, perché ci sono dei tavoli allestiti lì all’aperto…

Il monumento principale di Essaouira, destinato alla difesa della città, è la Skala de la Ville, il forte sul mare costruito sulla scogliera. Qui si possono ammirare cannoni allineati verso l’oceano e l’Ile de Mogador, che oggi ospita riserve ornitologiche. Il tempo sembra essersi fermato e sembra di tornare indietro nei secoli.

Ammirare il tramonto da qui è davvero uno spettacolo. Qui Orson Welles girò le sequenze iniziali del suo film “Otello” all’inizio degli anni Cinquanta. E qui sono state ambientate anche alcune scene della terza stagione di “Game of Thrones“.

Al pianterreno di queste spettacolari batterie, delle cantine, che una volta erano usate per immagazzinare le munizioni, ospitano oggi innumerevoli botteghe di pittori, ebanisti, e atelier con vari oggetti artigianali.

Gli artisti europei e americani hanno un rapporto privilegiato con Essaouira.
Negli anni Sessanta del Novecento, la cittadina fu frequentata da hippy, fricchettoni e artisti vari: Jimi Hendrix visse in un villaggio poco distante per un breve periodo, e vi passarono anche i Rolling Stones, Leonard Cohen, Cat Stevens e Frank Zappa.

Così, per dire.

Ma parliamo un attimo di un altro elemento fortemente caratterizzante di Essaouira. Il vento.
Non sto scherzando. Nonostante fossimo in pieno agosto, e intorno a noi ci fossero tutti i canonici 40° gradi che ti aspetti in Marocco in quel periodo, la spiaggia di Essaouira era battuta da venti sferzanti e gelidi.
Ci siamo azzardate forse il primo giorno a bagnare un alluce nell’oceano, dopo di che ce ne siamo state belle rintanate intorno alla piscina del nostro riad e non ci abbiamo più riprovato.

Peccato, perché la spiaggia è bellissima e molto estesa.

Si tratta dei venti alisei, che soffiano tutto l’anno, e che danno a Essaouira un clima unico.

D’estate, durante il giorno, i venti rinfrescano l’aria e spariscono nei vicoli della vecchia città. Non per niente è stato coniato lo slogan “The windy city, Afrika“, indirizzato al target degli appassionati di windsurf, che in effetti frequentano molto Essaouira per praticare il loro sport.

 

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Questo post è stato scritto da:

Roberta

Roberta

Era ancora il secolo scorso quando si è laureata in Scienze della comunicazione, si è poi ritrovata quasi per caso a lavorare nel mondo che rappresenta il simbolo del secolo attuale: il World Wide Web. Anche se non ha i capelli biondi, a 3 anni ha fatto come Alice ed è caduta nella tana del coniglio, dove ha scoperto il paese delle meraviglie chiamato Lettura. Giusto il tempo di diventare grande e ha cominciato a intraprendere viaggi alla scoperta di luoghi conosciuti sulla pagina scritta (e se sono le Isole britanniche è anche meglio). Riservata ma curiosa, pigra ma multitasking, è un’ammiratrice del disordine organizzato.

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