Avete presente la favola del pifferaio magico di Hamelin, che incanta i bambini del villaggio con la musica del suo flauto e se li porta via, per punire la cittadinanza del mancato pagamento che gli spettava per aver ripulito il paesello dai topi?

L’immagine che viene in mente è quella di un tizio, vestito in modo più o meno stravagante, che suona il suo piffero mentre davanti a lui sfilano meccanicamente vari pargoli, con uno sguardo sognante e ipnotizzato, mentre lo seguono.

Si tratta di una fiaba, certo, ma non ho potuto fare a meno di riportarla ben chiara alla mente quando ho assistito a questa scena in un parco olandese, alcune estati fa.

Il Parco Nazionale di Hoge Veluwe è un’ampia area naturale recintata, di oltre 5000 ettari, all’interno della quale si trovano anche un importante museo d’arte (con opere di VanGogh, Picasso e moltri altri) e un centro didattico-espositivo sulla storia naturale/geologica della zona.

Ovviamente si deve lasciare l’auto fuori dal parco, ma nel biglietto d’ingresso è compreso l’utilizzo del bike-sharing, per cui si possono adoperare le efficientissime (e solide) biciclette bianche messe a disposizione dal parco per girarlo in lungo e in largo.

Oppure, come abbiamo fatto noi, per arrivare al museo, visitarlo per benino e poi svaccarci nel giardino circostante, brulicante di sculture, per riposarci un po’…

Ebbene, mentre eravamo lì che riprendevamo le forze, abbiamo assistito a questa scena che è stata davvero simpatica e tenera, anche se surreale.

Due tizi in tenuta da banda musicale, con tanto di cilindro in testa e naso rosso da pagliaccio, suonavano la loro fanfara, mentre una quindicina di oche grigie marciavano a tempo, stando in fila quasi perfetta fra di loro.

Tutti i bambini che erano là guardavano rapiti la scena (anche noi eravamo affascinati!), mentre molti di loro si accodavano e seguivano il corteo.

Facendo un minimo di ricerca a posteriori, però ho scoperto che non si trattava di un’attrazione fissa del parco. Abbiamo infatti avuto la fortuna di imbatterci in un’esibizione itinerante della Ganzen Fanfare.

 

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Roberta

Roberta

Era ancora il secolo scorso quando si è laureata in Scienze della comunicazione, si è poi ritrovata quasi per caso a lavorare nel mondo che rappresenta il simbolo del secolo attuale: il World Wide Web. Anche se non ha i capelli biondi, a 3 anni ha fatto come Alice ed è caduta nella tana del coniglio, dove ha scoperto il paese delle meraviglie chiamato Lettura. Giusto il tempo di diventare grande e ha cominciato a intraprendere viaggi alla scoperta di luoghi conosciuti sulla pagina scritta (e se sono le Isole britanniche è anche meglio). Riservata ma curiosa, pigra ma multitasking, è un’ammiratrice del disordine organizzato.

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