Se c’è una cosa che non manca mai nel bagaglio di una vera chick, è un libro (o un ebook reader). Leggere è per noi essenziale, come viaggiare.

Capirete quindi il nostro entusiasmo quando ci è stato proposto di leggere e commentare un libro uscito lo scorso 8 luglio, edito da Baldini&Castoldi e ambientato nella splendida cornice di Firenze.

Si tratta di “Florence di Stefania Auci: novelist, blogger, fanfictionwriter, che si guadagna da vivere facendo l’insegnante.

Stefania ha curato molto sia l’ambientazione storica del primo ‘900, sia la descrizione dei luoghi in cui i suoi personaggi si muovono, dando vita ad un romanzo dal sapore storico di altri tempi e riuscendo a provocare nel lettore l’irresistibile desiderio di visitare Firenze, Parigi, Greve in Chianti, per assaporare di persona quanto descritto.

La storia si svolge nel 1914, in un’Italia non ancora in guerra, nei salotti letterari, con dispute tra interventisti e pacifisti.

Firenze Florence Cimitero Porte Sante San Miniato a Monte

Piazza Ognissanti, su Lungarno Corsini

Emerge, in questo quadro, la figura di Ludovico Aldisi, giovane di umili origini, ma di grandi capacità, che è riuscito a conquistarsi un posto di giornalista alla “Nazione”.

Orgoglioso, determinato, sicuro di sé al punto da rasentare l’arroganza, Ludovico convince il direttore del giornale a mandarlo al fronte franco-belga per raccontare la guerra di persona. È convinto che questa occasione gli aprirà tutte le porte del giornalismo, ma non immagina nemmeno come la vista ravvicinata degli orrori della guerra arriverà a cambiarlo nel profondo.

Firenze Florence Cimitero Porte Sante San Miniato a Monte

Lungarno Corsini

Questo è solo l’inizio di una trama complessa e curatissima che non sveliamo oltre.

Leggetelo perché vi conquisterà!

Stefania è stata così gentile da darci la sua disponibilità per rispondere ad alcune delle nostre domande. Lasciamo la parola a lei!

1. Cosa ti ha spinto a scrivere un romanzo storico ambientato in un’epoca che sembra lontana anni luce da noi per regole, etichetta, modi di fare, ideali?

Adoro la storia. La storia non è solo ciò che ci fanno studiare a scuola: è la traccia del nostro passato, è la spiegazione di ciò che siamo. Credo che attraverso un romanzo si possa apprendere molto di ciò che eravamo e di cosa siamo diventati, e se questo significa studiare i modi di vivere di un’intera società, o studiarne le abitudini, il cibo, la musica, ebbene, allora la sfida diventa interessante.

E io adoro le sfide.

2. Firenze, Greve in Chianti e Parigi. Perché la scelta di questi tre luoghi per la tua storia?

Firenze e Greve le ho conosciute bene poiché ho lavorato in Toscana, al tribunale di Firenze per essere esatti, e spesso nel fine settimana scappavo nel Chianti con mio marito e i miei figli. Parigi, perché a mio avviso rimane la vera capitale europea, a parte che per le necessità narrative dettate dalla storia. Parigi, infatti, era il punto di partenza per il fronte occidentale e la città dove viveva D’Annunzio in quel periodo.

3. Quando Ludovico decide di seguire le vicende al fronte, descrivi numerose cittadine del confine franco belga, le hai visitate di persona?

Sono stata in Belgio ma non sulla Marna. Ho cercato però molta documentazione d’epoca, soprattutto cartoline, fotografie e testimonianze. E poi ho raffrontato le immagini usando le mappe e i video di Google Earth. Anche qui, è stato un lavoro molto stimolante.

4. Qual è il tuo posto del cuore a Firenze?

Credo che chi ha letto Florence lo abbia intuito. Il cimitero di San Miniato al Monte. Uno dei luoghi più belli del mondo.

Firenze Florence Cimitero Porte Sante San Miniato a Monte

Cimitero con Vista

5. Viaggiare: quanto è importante per scrivere un libro di questo tipo?

Parecchio. Io sono tornata su quei luoghi proprio per rinfrescare la memoria, e per trovare le “tracce perdute”. Viaggiare è un carburante di cui non posso fare a meno perché, al di là dei luoghi, mi fornisce input e stimoli straordinari.

6. Ricorre in questo periodo l’anniversario dei 100 anni dallo scoppio della prima guerra mondiale. Questo ti ha in qualche modo ispirata nella scena del periodo storico in cui ambientare il libro, oppure si è trattato di una scelta casuale?

No, mi ha ispirato eccome. E più studiavo, più mi rendevo conto che in realtà sappiamo veramente poco di ciò che accadde e di ciò che significò quella guerra per la società europea e italiana in particolare.

7. Che cosa ti ha portato a scegliere come ambientazione principale Firenze e la Toscana, invece delle zone di confine che solitamente vengono associate alla Grande Guerra (come Friuli, Trentino, etc..)?

Perché il romanzo si svolge in buona parte nel 1914, quando la guerra da noi non era ancora scoppiata, ma già allungava la sua ombra sull’Italia. La manipolazione dell’opinione pubblica ha fatto il resto. L’Italia era in guerra con se stessa, e alla fine partecipare al conflitto fu una delle cose più sbagliate che potesse fare, poiché apri la porta al grande disastro sociale ed economico che determinò l’avvento della dittatura fascista.

Insomma, mi è piaciuto parlare di questa pagina di storia che, purtroppo, si studia ancora con timore e per questo motivo, in maniera superficiale.

Firenze Florence Cimitero Porte Sante San Miniato a Monte

San Miniato a Monte e il Cimitero delle Porte Sante

Vi abbiamo fatto venire voglia di un viaggio a Firenze?

Comprate il romanzo di Stefania e sarete in ottima compagnia!

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Ringraziamo Stefania Auci e Baldini & Castoldi per averci dato la possibilità di leggere Florence in anteprima, ma le opinioni sono nostre, non dettate da qualcuno. Non aspettatevi niente di diverso da Chicks and Trips!

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