Villa Carlotta è bella, ma il suo giardino botanico lo è di più.

Il bello di avere amici con interessi diversi dai tuoi è che a volte finisci per scoprire che hanno ragione loro e che quella cosa che affascina tanto loro (in questo caso i giardini botanici) in realtà affascina pure te.

La cosa più difficile dello scrivere questo post è stato scegliere le fotografie, e arrivati in fondo scoprirete che non mi è riuscito benissimo. 🙂

 

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Amo la lavanda.

Prima di andare sul lago di Como non sapevo che il clima lagunare fosse particolarmente indicato per la coltivazione della lavanda, che cresce in grandi quantità e fiorisce da maggio a luglio, quando viene raccolta.
E’ un rilassante naturale e qualche goccia del suo olio essenziale messo agli angoli del cuscino aiuta a dormire meglio, a combattere il mal di testa, il nervosismo e anche l’ipertensione. Inoltre è considerata fin dall’antichità un portafortuna, che non guasta mai.

 

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“L’ortensia è magica per i Pesci e rappresenta la capacità di questo segno di espandersi e di captare gli umori dell’ambiente.”

Non ricordo dove ho trovato questa citazione, ma da nata sotto il segno dei pesci non posso che apprezzarla.

 

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Vi immaginate cosa vorrebbe dire avere la possibilità di munirsi di un bel libro, magari in un pomeriggio di primavera quando stare al sole significa avvertire quel piacevole formicolio in tutto il corpo? Borges – scrittore, saggista, poeta e traduttore argentino del XX secolo – diceva che il Paradiso doveva assomigliare a una specie di biblioteca; non so voi, ma questa panchina con vista sul lago di Como secondo me ci si avvicina parecchio.

Villa Carlotta: la valle delle felci australi

Il caldo-umido registrato nella valle delle felci australi, invece, assomigliava molto di più al Purgatorio:

 

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Il giardino di bambù

Se volete sentirvi piccoli e insignificanti, il giardino di bambù fa al caso vostro, visto che possono raggiungere i 40 m di altezza e i 30 cm di diametro.

 

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Il giardino zen

Nella parte alta del giardino botanico di Villa Carlotta, infine, c’è quello che viene chiamato il giardino zen.

In Giappone c’è una vera e propria arte nella cura e nell’allestimento dei giardini, che in tutte le loro forme e i loro stili hanno un compito ben preciso: evocare immobilità e serenità in chi passeggia e catturare l’essenza della natura, con cui l’uomo deve vivere in consonanza.

 

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Il passaggio sotto la porta Torii è considerato una forma di purificazione o, nelle credenze popolari, più semplicemente un simbolo di fortuna e prosperità.

 

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Un bel modo di chiudere la visita al giardino botanico di Villa Carlotta e questo post, no?

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Questo post è stato scritto da:

Stefania

Stefania

Ha una trentina d'anni, una lunga vita da pendolare e un'altrettanto lunga vita da lettrice incallita. Ha una collezione di cartoline che da anni incrementa guardando con espressione angelica chiunque sia in partenza prima di chiedergli: “Mi mandi una cartolina?”. Ha un astio profondo per il caffè, e una dipendenza da cappuccino e Pocket Coffee. Ha anche due lauree, una in Editoria e una magistrale in Traduzione; quello che le manca è una casa tutta sua in cui usarle come complemento d'arredo, ma ci sta lavorando. Quando leggete le parole su Facebook, in genere sono sue.