La nostra amica Katiu, oggi ci porta a scoprire una chicca in provincia di Frosinone: le grotte di Pastena!

Ormai è qualche anno che, soggiornando nella zona di Frosinone nel mese di agosto, vengo attratta dal cartello turistico che indica la direzione delle Grotte di Pastena. E quest’anno, finalmente, sono riuscita ad organizzarmi per andarle a visitare!

A metà strada tra Frosinone e Fondi (LT), nel cuore del Parco Naturale dei Monti Ausoni, si celano le Grotte di Pastena, chiamate anche “grotte di attraversamento”, perchè interamente percorribili (in parte aperte al pubblico, in parte aperte solo agli speleologi).

La storia delle grotte di Pastena

Scoperte alla fine degli anni ‘20 del secolo scorso, nel 1926 il barone Carlo Franchetti le eslorò completamente, e l’anno successivo le aprì pubblico, per mostrare ai locali le meraviglie del sottosuolo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale i cunicoli più profondi diedero riparo a centinaia di profughi, che grazie alla profondità degli stessi si salvarono da morte certa.

La conformazione delle grotte di Pastena

L’ingresso delle grotte è caratterizzato dal passaggio del fiume Mastro, che in inverno riempie l’ingresso creando un piccolo laghetto con relativa cascatella. I corridoi sono ricchi di manifestazioni calcaree. In alcune sale sono presenti enormi stalattiti e stalagmiti con le più svariate forme. La fantasia dell’occhio umano potrebbe vedere in alcune di esse degli elefanti, dei volti, degli scoiattoli.

Tra le varie sale visitabili, un paio in particolare hanno attirato la mia attenzione: la prima, col soffitto quasi a volta, ha la parte alta completamente nera, tanto che potrebbe sembrare quasi “affumicata”. Si tratta di sedimenti lasciati dai pipistrelli (non a caso l’area viene denominata proprio “sala dei pipistrelli”) che, a centinaia, vivono appesi al soffitto.

La seconda sala ha suscitato un interesse più frivolo. Infatti, in una grande area di passaggio, dove è presente una delle rare conformazione di stalattite e stalagmite unite, è stata girata una scena del film “Fantozzi va in pensione”. I nostri stralunati eroi – nella finzione – fanno cadere alcune colonne.

All’interno delle grotte, in profondità, troviamo anche un lago vero e proprio, con le acque limpidissime e, a prima impressione, freddissime.
La temperatura all’interno infatti si aggira tra i 14 e i 15 gradi, con un’umidità costante di oltre il 95%.

Visita alle grotte di Pastena


Le visite alle Grotte di Pastena, aperte dal 1° agosto al 1° novembre, sono previste esclusivamente con l’accompagnamento della guida.
In un’annata normale, le opzioni sono due: o si prenota tramite il sito internet o ci si può presentare direttamente in biglietteria e sperare in un posto libero.

In quest’anno di pandemia, purtroppo, la prenotazione dell’ingresso è prevista esclusivamente tramite telefono: l’operatore, in base al giorno che si sceglie, proporrà l’orario di ingresso disponibile. I gruppi di vista sono stati ridotti ad un massimo di 15/20 persone massimo (contro quasi il doppio degli anni passati).
Il biglietto di ingresso costa 9 euro, ma ci sono delle riduzioni se si volessero visitare anche le Grotte di Collepardo o il Pozzo d’Antullo.

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