Le sottolineo, le evidenzio, le riempio di post-it e segno a margine, tra una freccia e l’altra, le cose che non voglio perdermi.
Tra le loro pagine tengo sempre una penna e altri post-it, casomai, sfogliandola per l’ennesima volta, trovassi qualcosa che mi era scappato alla prima lettura (e alla seconda e alla terza).

Le vivo e per questo mi piace conservarle una accanto all’altra nella libreria, ricordi di viaggi più o meno lontani.
Sono le guide turistiche.

E mi piace sfogliarle anni dopo e sentire sulla pelle le sensazioni che quelle informazioni danno alla mia mente che quei posti di ha visti e fatti suoi.

E’ per questo che, quando mi hanno rubato la borsa, il dispiacere più grande è stato per la mia amata guida Touring Parigi e l’Île-de-France – La Défense, i Bois, I musei, Versailles e Frontainebleau che avevo cresciuto e coccolato durante i preparativi di un viaggio tanto agognato.

Non compro sempre lo stesso tipo di guida, perché mi piace sfogliarle e legguicchiare in qua e là in libreria.

Non è detto che le guide turistiche che vanno bene per Londra vadano bene anche per Reykjavik, secondo me.

Non tutti però la pensiamo allo stesso modo. Ci sono persone che preferiscono affidarsi sempre allo stesso editore perché sanno come lavora. Si fidano dei dati che trovano nelle loro guide, e sanno come muoversi al loro interno.

E poi, siamo sincere, quelle guide turistiche tutte ordinate una accanto all’altra sono proprio belle da vedere nella libreria di un viaggiatore seriale!

 E ora a noi, abitudini turistiche delle chicks! 😉

Le guide turistiche Touring Editore, scelte da Francesca

Che vi avevo detto? Non siamo tutti uguali, e per una persona che cambia ogni volta tipo di guida turistica ce n’è almeno una che sceglie come si affida alla stessa collana come fida compagna di viaggio.

Guide turisticheLa nostra Francesca è una di queste:

« Le guide Touring sono le mie guide preferite da sempre. Mi piace tutto di loro: il formato lungo e stretto, la carta patinata, il fatto che ci siano poche foto, che lo scritto occupi tutto lo spazio. Colonne di parole fitte fitte, piene di posti nuovi da esplorare.

Mi piacciono i loro asterischi accanto ad un luogo: * un asterisco “posto molto interessante”; ** due asterischi “da non perdere”.

Mi piace anche quello che non c’è. Non ci sono recensioni su ristoranti, hotel, bar.

Niente consigli che scadono in fretta. Puoi prendere una guida Touring di 20 anni fa e ti dirà ancora tutto quello che vuoi sapere sulla storia di un posto, un’opera d’arte, una città. Indispensabile.»

 

 

 

 

 

 

 

 

Paola, che sceglie le guide turistiche fai-da-te… e gli amici

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La nostra Paola ha un grande spirito di adattamento e amici sparsi per il globo, quindi fa una scelta alternativa:

«Ho usato davvero poche (ma buone) guide cartacee nella mia vita, solitamente scelte in base al prezzo e alla “simpatia” che mi ispirano sfogliandole.

Quello che faccio più spesso è invece fare ricerche online, prendendo appunti su un block notes. Anche qui non ho dei siti preferiti. Scelgo al momento e poi metto insieme le informazioni. Spesso riguardanti location di film e serie TV, ambientazioni di libri, luoghi storici, etc.

Poi devo ammettere che sono così fortunata da avere amici e parenti sparsi per il mondo. Quindi alla fine la cosa migliore è sempre affidarsi ai “locals”. »

 

Le guide turistiche Lonely Planet, scelte da FrancescaGi e da Selena

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Selena dice: « Sono affezionata alle classiche Lonely Planet… Un po’ perché mi piacciono un po’ per abitudine. Il ripiano della libreria a loro dedicato e’ bellissimo da guardare per rievocare emozioni e ricordi.

Le trovo complete, con utili informazioni. Mi piacciono anche le loro cartine e le poche immagini. Però vanno lette con occhio critico. A volte non condivido i loro top. Alla prossima lonely! »

13886414_10155061496414622_8924067335947316894_nDiversa è invece l’opinione di FrancescaGi: « Non sono troppo categorica, ma compro essenzialmente Lonely Planet.

Non ho un motivo preciso se non che a forza di usarle, ormai so già dove trovare quello che cerco al primo tentativo.

Mi piacciono perché danno un quadro completo del posto che si visita, sia dal punto di vista culturale, sia storico, sia sociale. Mi piacciono i commenti dei vari autori (la critica, ad esempio, al riscaldamento troppo alto del Museo di storia naturale di Vienna l’ho trovata azzeccatissima!). Mi piace la selezione di alcuni locali dove mangiare.

Non sempre seguo i consigli. Avere però un suggerimento ufficiale può tornare utile- Di certo lo è stato alle Lofoten: la Lonely consigliava un pub a Kabelvaag dove siamo stati benissimo).
Se il viaggio è più impegnativo, mi capita di comprare più di una guida. Ho fatto così per Canada ed Egitto.
Le mie Lonely sono diventate una collezione che arricchisco con i vari depliant dei posti visitati, con le cartine, i biglietti dei musei…

Nota di costume: durante il primo viaggio a Parigi mi aggiravo con la mia guida Mondadori per le Tuileries quando un pittore mi chiama. Mi avvicino e lui mi prende la guida di mano. Sfoglia un po’ e poi indica fiero una sua foto sulla guida. Mi chiede se una sua dedica ci farebbe piacere. Non facciamo in tempo a rispondere che la guida è autografata! »

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C’è un mondo dietro le guide turistiche, dietro a chi le scrive e dietro a chi le legge. Non tutti cerchiamo le stesse cose, non tutti cerchiamo le stesse cose a seconda dei posti in cui andiamo, a volte non sappiamo neanche noi cosa vogliamo-

Io, per esempio, finisco sempre per scegliere guide senza recensioni di ristoranti, e poi per decidere dove andare a cena passo in rassegna mezzo Tripadvisor!

Forse è quello che distingue un viaggiatore da un turista, chissà.

Guide turistiche

Quale sarà la vostra prossima meta? E quale sceglierete fra le tante guide turistiche esistenti?

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