Ci siamo, Halloween è alle porte e noi qui in Italia stiamo ad arrovellarci su cosa fare: festa? E se sì, mi devo davvero travestire? Ma i bambini fanno trick or treat anche qui? Quindi devo comprare le caramelle?

Non ho una soluzione a queste annose questioni. Ma ho dei gran bei ricordi di due notti di Halloween passate negli Stati Uniti, due notti molto diverse fra loro.

Correva il 2010 e io mi facevo il mio anno di università a Berkeley. Fra un frat party e una sessione di studio, è un attimo che Halloween arriva e neanche te ne accorgi.

Cosa fare? Prendiamo dei costumi al volo in un pop-up shop (che in realtà era spuntato già da due mesi, ma noi siamo studenti seri e impegnati che non badano a queste cose. No no) e via nella city, a San Francisco.

Quello che ci si presenta davanti è un bellissimo, coloratissimo, felicissimo delirio.

Fra vampiri, fantasmi, zombie, slutty nurses/nuns/cats/mouses, le strade del Mission District ci regalano muertos canterine

Tanta stima per le cantanti!

Tanta stima per le cantanti!

e tanti, davvero tanti party bus.

Need a ride?

Need a ride?

I party bus sono degli autobus affittati da qualche party boy o party girl, poi riempiti di alcol, luci e musica, che fanno il giro della città tutta la notte e raccolgono gente a caso – come si può notare dal simpatico…ehm…cowboy (?), che nella foto sopra corre verso la porta aperta.

No, noi non ci siamo saliti perché “e chissà poi dove ci porta”, “e chissà poi che troviamo uno psicopatico”, “Hey, andiamo a vedere cosa fanno al Blondie’s?”

Il Blondie’s Bar & No Grill è questo locale meraviglioso in Valencia St. in cui con 12 dollari ti compri l’intero shaker di cocktail ( = 3 Cosmopolitan). Not bad.

Ecco, ad Halloween questa era la situazione:

La festa di Halloween al Blondie's Bar

La festa di Halloween al Blondie’s Bar

Tanta stima per i due muratori e la nuotatrice.

Una cosa (e un drink) tira l’altra, alle 3 am ci ritroviamo a cercare un taxi per Berkeley. Ma non prima di aver soddisfatto  la fame post-party a suon di guaca-fries e leggerissimi burritos nel peggior bar di Caracas nella miglior taqueria notturna di Mission.

Una cosa leggera, tanto domani alle 8 fra poche ore abbiamo solo lezione.

Le Guaca-Fries delle 3 del mattino.

Le Guaca-Fries delle 3 del mattino.

Adesso facciamo un salto di quattro anni, nell’Halloween del 2014.

Sono a Madison, Wisconsin, per tre mesi di ricerca nell’ambito del mio progetto di dottorato. La situazione è quindi decisamente diversa, a partire dal fatto che non vivo in mezzo alle confraternite, ma in una tranquilla zona residenziale tipicamente americana.

Halloween si avvicina questa volta piano piano, con le decorazioni nei giardini delle case e davanti ai negozi che iniziano a spuntare la prima settimana di ottobre. Alcune, sono davvero capolavori.

Funny!

Funny!

Guardate bene la finestra in alto...

Guardate bene la finestra in alto…

Can I sit here?

Can I sit here?

La notte di Halloween è davvero molto diversa da quella di quattro anni prima a San Francisco.

Innanzitutto, fa un freddo cane e proprio quella mattina arriva la prima neve della stagione. E con quella, anche un bel raffreddore per la sottoscritta.

Date le circostanze, e anche l’età (quattro anni che fanno la differenza!) decido di rimanere a casa con degli amici e fare del sano pumpkin carving. Ecco la mia primissima opera:

Ne vado molto fiera!

Ne vado molto fiera!

Ma il freddo non scoraggia i trick or treaters, che iniziano a suonare il campanello intorno alle 17 (fa buio presto e loro sono davvero piccoli).

Il primo a cui apro la porta io è un mini-umano che avrà avuto al massimo cinque anni, trevestito da… DARTH VADER. Da Star Wars Fangirl, potete capire la mia profonda emozione. Razione doppia di mini chocolate bars per il piccolo Darth!

La sera se ne va così, fra zucche, bambini e film a tema in televisione – Shining – o in streaming – Ghostbusters e Beetlejuice.

Ma come a San Fracisco, ci vuole uno snack prima di andare a dormire. TREAT!

Halloween cupcakes

Halloween cupcakes