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E’ un grigio lunedì di febbraio, piove e fa un gran freddo.

Ho bisogno di ricordarmi di un bel posto visto nel mondo per arrivare con più facilità al week end, così mi siedo e assaporando una fetta di torta sfoglio un album di foto e subito mi soffermo sulla magica città di Hoi An, Vietnam.

hoi an vietnam

Hoi An: Un po’ di storia

Hoi An è una piccola cittadina, tanto dolce e romantica di sera, quanto indaffarata di giorno, colorata e sempre ospitale, insomma una tappa da non perdere se ci si trova nella parte centrale del Vietnam.

Nel Medioevo la città era un fiorente porto a cui attraccavano navi da tutto il mondo.

Il vigoroso commercio e la varietà delle persone che vi erano coinvolte hanno da sempre regalato ad Hoi An un grande varietà culturale, offrendo un’affascinante combinazione tra elementi occidentali ed orientali.

Numerosi mercanti soggiornavano qui a lungo e si facevano costruire residenze, contaminandosi (in senso positivo) con i locali, mentre la seta fu da subito apprezzata nel mondo per la sua alta qualità e ogni giorno bastimenti carichi di questa merce preziosa salpavano per compiacere la vanità di molte aristocratiche.

hoi an vietnam

fascino color ocra

Le antiche case dei mercanti cinesi e giapponesi sono oggi degli edifici storici protetti dall’UNESCO e con le loro facciate color ocra e i ballatoi in legno scuro offrono uno spaccato di Medioevo.

I templi, costruiti nei secoli dalle diverse comunità, sono tanti piccoli angoli di mondo, riprodotti qui, da chi vi ha abitato.

hoi an vietnam

Verso la fine del XIX secolo, il fiume Thu Bon si insabbiò rendendo impossibile l’accesso alle navi, che furono dirottate verso altri porti vietnamiti e Hoi An perse la sua fama e rimase a lungo isolata.

Oggi dobbiamo dire grazie a questi eventi, perchè hanno permesso alla magica Città Vecchia di Hoi An di rimanere fossilizzata nel suo passato e preservarsi per noi viaggiatori moderni!

Vietnam

Cosa fare a Hoi An

Di giorno la cittadina offre numerosi intrattenimenti, partendo dal vivace e colorato mercato del centro;

hoi an vietnam

passeggiate senza meta tra le minuscole vie, visite ai templi, godersi il panorama a bordo di una barca o di un risciò;

hoi an vietnam

hoi an vietnam

Rilassarsi in spiaggia, curiosare tra i laboratori di artigiani. Imperdibili le botteghe storiche dove è ancora possibile assistere alla costruzione delle lanterne, un processo interamente artigianale in cui mani esperte distendono ed incollano i pezzi di seta su intelaiature di bambù.

hoi an vietnam

farsi cucire abiti su misura dai laboriosi sarti, che sbucano fuori come folletti dalle innumerevoli sartorie artigianali, comprare artigianato locale nei deliziosi negozietti e infine sedersi e gustare dell’ottimo cibo, come il Lao Cau.

hoi an vietnam

E poi arriva la sera, il cielo si vela di rosso e pian piano lascia il posto a tante minuscole e colorate luci, che incorniciano le vie con tanta grazia e dolcezza.

La descrizione è fiabesca perché è semplicemente questa la sensazione che danno tutte le lanterne di seta illuminate!

hoi an vietnam

Hoi An è la Città delle Lanterne.

Tante lucette che fluttuano leggere sopra le teste e i tanti nasi all’insù, sembrano sospese magicamente al solo fine di offrire emozione e magia.

Cosa c’è di più romantico di una passeggiata al lume di lanterna? Provare per credere!

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la magica atmosfera delle lanterne sul fiume

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Questo post è stato scritto da:

Selena

Selena

E' la donna delle contraddizioni: è capace di partire con un itinerario di viaggio così dettagliato da far invidia alla miglior Monica di Friends o allo sbaraglio, di dormire in un letto king size o in un sacco a pelo, di mangiare in un ristorante stellato o in un mercato rionale, di entusiasmarsi davanti a un'opera d'arte o di fronte a un piatto di noodles. Curiosa verso ciò che non conosce, pensa che saper viaggiare significhi mettersi in gioco e cercare sé negli altri, per imparare senza pregiudizi. Deve ai suoi genitori l'educazione al viaggio e per questo spera di essere in grado di fare la stessa cosa con la sua adorabile bimba; che dire, la sua è proprio una famiglia di viaggiatori a 360°!