Borghi suggestivi come l’isola di San Giulio, in vita mia, ne ho visti pochi.

Se consideriamo che è un isolotto lungo 275 metri e largo 140 metri, questo la dice lunga sulla meraviglia racchiusa in questo appezzamento di terra galleggiante nel bel mezzo del lago d’Orta.

Ma andiamo per ordine.

La leggenda dell’isola di San Giulio

La leggenda vuole che l’isola di San Giulio sia stata abitata da draghi e serpenti fino alla fine del IV secolo, quando Giulio, religioso greco promotore del cristianesimo, la scelse come luogo per costruire una chiesa cristiana.

Nessuno degli abitanti del luogo fu disposto a spingersi fino alle rive dell’isola per timore degli esseri che la infestavano, ma Giulio non si arrese, distese il suo mantello sulle acque del lago d’Orta (o di Cusio) e camminando su esso arrivò fino all’isola; lì sconfisse i draghi e i serpenti con la forza della fede e gettò le fondamenta della sua centesima chiesa cristiana, proprio dove oggi sorge la basilica di San Giulio.

Il culto di San Giulio si festeggia il 31 gennaio.

L’isola di San Giulio oggi

La basilica di San Giulio occupa la maggior parte del territorio dell’isola omonima, insieme al monastero delle monache benedettine. E’ visitabile, ma l’ingresso rimane nella parte posteriore della chiesa, nascosto quasi del tutto dal palazzo vescovile, sede del convento (infatti noi non l’abbiamo trovato).

Oggi sono pochissime le persone che vi abitano in pianta stabile, e la maggior parte delle abitazioni che danno direttamente sul lago fungono solo da residenza estiva. Un peccato, da una parte, ma una grande fortuna per l’isola stessa che in questo modo si può conservare in tutta la sua integrezza.

IMG_9450

Una delle cose che ho apprezzato di più, oltre alla bellezza architettonica, alla brezza che soffiava nella lunga – e unica – strada pedonale che percorre tutta l’isola, alle ortensie e ai gerani rossi ovunque fosse possibile, è proprio la sensazione che l’isola di San Giulio sia racchiusa in una bolla di cristallo e che tu, turista appena sbarcato dalla barchetta in pantaloncini e con la reflex al collo, abbia la possibilità di visitare un momento sospeso nel tempo.

IMG_9429

qualcuno diceva gerani e ortensie?

La Via del Silenzio

Buona parte del fascino dell’isola di San Giulio è dovuto alla Via del Silenzio, che è il nome della strada pedonale che percorre completamente l’isola.

IMG_9432

la targa che annuncia l’inizio della Via del Silenzio

Il silenzio che regna sull’isola, turisti permettendo, è dovuto a un fattore da non sottovalutare: non ci sono macchine. Ovvio no? Essendo così piccola, anche i pochissimi abitanti e le suore si muovono a piedi o con le barche per raggiungere la terraferma, che dista all’incirca 400 m.

Questo crea un’atmosfera quasi surreale che permette di godersi a pieno le installazioni in metallo su cui sono riportate, da un lato e dall’altro, una serie di aforismi sul silenzio, la pace interiore e la meditazione, in quattro lingue: italiano, tedesco, inglese e francese.

IMG_9484

ogni viaggio comincia da vicino

Sapete qual è la cosa che mi è piaciuta di più? Che quest’idea ti “costringe” a stare con il naso all’insù.

IMG_9436

quando sei consapevole il viaggio è finito

L’isola di San Giulio è piena di scorci bellissimi, ma proprio pieni, e non scontati; sarebbe facile camminare dritti, stando attenti a dove si mettono i piedi, guardando solo a destra e a sinistra.

IMG_9479

La curiosità di leggere gli aforismi, invece, fa sì che le persone alzino gli occhi e poi addirittura si voltino indietro, per leggere l’iscrizione sul retro della placca. E’ geniale nella sua semplicità!

IMG_9452

nel silenzio accogli tutto

(da un lato … e dall’altro)

Isola di san giulio

sii semplice, sii te stesso

Come raggiungere l’isola di San Giulio

L’isola di San Giulio si raggiunge da Orta San Giulio, da dove partono ogni 15 minuti delle imbarcazioni che vi portano sull’isola e vi riportano al costo di 5 euro a/r.

Il molo dove scenderete sarà il punto in cui vi ritroverete alla fine della via del silenzio, e a quel punto non dovrete far altro che aspettare la nave che entro pochi minuti vi riporterà sulla terraferma.

IMG_9405

le imbarcazioni che collegano Orta San Giulio all’isola di San Giulio

 

L’isola di San Giulio nella letteratura

L’isola di San Giulio compare due volte nella letteratura italiana:

Schermata 2016-08-23 alle 00.21.45la prima è nel romanzo breve di Gianni Rodari C’era due volte il barone Lamberto, ovvero i misteri dell’isola di San Giulio, pubblicata per la prima volta nel 1978 e tradotta in 11 lingue.

Questa novella per ragazzi racconta la storia del barone Lamberto, che vive sull’isola insieme al maggiordomo Anselmo e altre sei persone che lui paga per ripetere il suo nome a ripetizione al microfono, perché secondo un’antica profezia “colui il cui nome è sempre pronunciato resta in vita”.

Un giorno l’isola di San Giulio viene occupata da un gruppo di banditi e il nipote del barone, unico familiare ancora in vita, cerca uno stratagemma per far morire lo zio ma far ricadere la colpa sui banditi. Ci riuscirà?

C’era due volte il barone Lamberto, pubblicato nel 1978, è edito da Einaudi Ragazzi.

 

Schermata 2016-08-23 alle 00.24.57La seconda comparsa dell’isola di San Giulio nella letteratura italiana è nel romanzo Numero Zero di Umberto Eco, in cui viene nominata spesso.

Si tratta dell’ultimo romanzo di Eco, pubblicato pochi mesi prima della sua morte, in cui il protagonista è un ghost writer fallito, Colonna, a cui viene fata l’offerta della vita: entrare a far parte di un giornale nuovo, spregiudicato, che farà informazione senza preoccuparsi di pestare i piedi ai piani alti. In realtà dietro a questa nuova pubblicazione c’è l’opposto, ovvero le manovre finanziarie di un personaggio che ha tutti gli interessi a entrare a far parte di quei piani alti. Colonna si troverà non per sua volontà invischiato in intrighi che avranno come base fatti della storia recente reale rivisti in chiave complottistica.

Numero zero è stato pubblicato nel 2015 da Bompiani.

L’isola di San Giulio nel cinema

Di recente, l’isola di San Giulio è diventata Borgoventoso nell’ultimo film di Giuseppe Tornatore, La corrispondenza.

Il film racconta la storia di Amy Ryan (Olga Kurylenko), studentessa fuori corso e stuntwoman, che ha una relazione a distanza con il professor Edward Phoerum (Jeremy Irons), con cui si incontra saltuariamente a Borgoventoso, dove lui ha una seconda casa.

I due si danno appuntamento a una conferenza, ma all’ultimo Edward le comunica che non potrà esserci. Amy ci va comunque, e in quell’occasione scopre che il professor Phoerum è deceduto.

Nonostante ciò, la ragazza continua a ricevere quotidianamente della corrispondenza inviata dal suo amato.


E per chiudere in bellezza questo post, scomodiamo proprio Umberto Eco e il suo Numero zero:

L’isola di San Giulio sfolgorerà di nuovo nel sole.