«E quando torno da lei, la Fagiana è passata a parlare di un’altra scultura che si chiama Volto Santo. Dice che sta a Lucca ed è un Gesù fatto di legno, strano e scuro e antichissimo, da mille anni i pellegrini ci vanno in visita da tutta Europa perché è miracoloso. Viene proprio dalle terre lontane dove Gesù è nato, l’ha scolpito un signore che non era uno scultore, era uno normale che però era l’ultima persona ancora viva che aveva conosciuto Gesù, e allora voleva scolpire per forza la sua faccia. Solo che appunto non era uno scultore e non ci riusciva, ma insisteva giorno e notte, giorno e notte, chissà perché.»

Fabio Genovesi, Chi manda le onde

Secondo la leggenda, sfinito dal troppo lavoro che non dava risultati, Nicodemo si addormentò e al suo risveglio, un giorno e una notte dopo, la statua era completa e riproduceva perfettamente il volto di Gesù.

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Pur frequentando Lucca quotidianamente, anche io ho appreso la storia del cosiddetto Volto Santo dalle pagine dell’osannato Chi manda le onde, in cui Fabio Genovesi presta la sua voce a Luna, la protagonista, per riassumerne la leggenda, e lo fa in maniera egregia come al suo solito (d’altronde, ci sarà un motivo se ha vinto il Premio Strega Giovani 2015).

La copertina di “Chi manda le onde” di Fabio Genovesi (e il mio piede sinistro)

Il Volto Santo è un crocifisso di legno custodito nella cattedrale di San Martino a Lucca. La leggenda gli attribuisce una natura non umana e per questo motivo, fin dal Medioevo, è stato oggetto di culto.

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Il duomo di Lucca è molto visitato da turisti provenienti da ogni parte del mondo per la sua bellezza, e a questi si aggiungono i fedeli che ogni anno arrivano incuriositi dal Volto Santo e dalla particolarità della sua storia: sempre secondo la leggenda, infatti, il Volto Santo era a bordo di una nave senza equipaggio che, lasciata libera nelle acque del Tirreno, arrivò fino al porto di Luni, dove i lunensi cercarono di abbordarla senza riuscirci. Quando questa in seguito si arenò spontaneamente sulle coste liguri, il vescovo di Lucca si accaparrò la reliquia.

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Ma il carattere “miracoloso” del Volto Santo non si fermerebbe alla sua creazione: pare infatti che, una volta arrivato a Lucca, il crocifisso sia stato collocato nella chiesa di San Frediano, ma che il giorno seguente sia stato ritrovato, non si sa come, vicino al duomo di San Martino; i lucchesi interpretarono questo ritrovamento come un segno e da allora la sua collocazione è rimasta la stessa, in un tempietto costruito per l’occasione da Matteo Civitali nel 1484.

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Il culto del Volto Santo è così sentito che Lucca gli ha dedicato una festa, l’Esaltazione della Santa Croce, che inizia per i vespri il 13 settembre e dura tutta la giornata del 14, quando la città si riempie di luci per la cosiddetta luminaria.

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