Una volta, parlando di mezzi di trasporto, mi hanno detto di chiudere gli occhi e immaginarmi un viaggio. Passato qualche secondo, mi hanno chiesto: “Dove sei?”
“In treno.”
“Cosa vedi fuori dal finestrino?”
“Il mare.”
“Il mare?”
“Sì, i viaggi in treno che preferisco sono quelli che costeggiano il mare.”

La ragazza del treno sono io.

Lo so che, per i frequentatori abituali delle librerie, in questo periodo la definizione di ragazza del treno rimanda a tutt’altro, ma vi giuro che sono proprio io: se devo intraprendere un viaggio e c’è la possibilità di andare dal punto X al punto Y in treno, fate conto che abbia già il biglietto in mano.

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La prima volta che sono andata a Roma in treno da sola ho preso un Intercity che ci ha messo più di 3 ore ad arrivare.

Sono passati anni, eppure ricordo ancora quel viaggio che costeggiava il Mar Tirreno, almeno per un po’. Era primavera, era mattina, e il sole era alto nel cielo. Avevo le cuffie nelle orecchie e un libro sulle gambe, eppure mi sono incantata a guardare le onde.
I finestrini erano bloccati, ma riuscivo comunque a immaginarmi l’odore del mare.

Sono così diversi tra loro, l’odore del mare e quello del treno; succede così di rado di poterli assaporare insieme che vale la pena gustarsi il momento fino in fondo, soprattutto se il viaggio è quello di andata, quando le possibilità davanti a te sembrano infinite.

la ragazza del treno

Viaggiare in treno mi ha sempre rilassato e permesso di isolarmi, di pensare, di godermi un bel libro o un bel film, di riflettere, di affrontare e magari anche trovare soluzioni a problemi che non affrontavo mai.

Un paio di volte ero così presa dal libro che stavo leggendo da non accorgermi che eravamo arrivati a destinazione; una volta mi sono addormentata e mi sono svegliata alla mia fermata che il treno aveva già aperto le porte e i primi passeggeri erano già scesi. Aaaaaaahhh!

la ragazza del treno

Dopo anni da pendolare per l’università, ho trovato lavoro vicino a casa e il treno era tornato a essere un’eccezione. Quando l’azienda dove lavoravo si è trasferita, probabilmente ero l’unica dipendente contenta di dover prendere il treno ogni giorno.

Nelle ultime settimane, in treno, ho letto un libro che parla di treni.

O meglio, di una ragazza che viaggia in treno. Meglio ancora, di una ragazza che viaggia in treno per (fingere di) andare a lavorare e che ogni giorno osserva dal finestrino una coppia che fa colazione sul terrazzo di casa, immaginando la loro vita perfetta, al contrario della sua che sta andando a rotoli. Solo che vede qualcosa che non dovrebbe vedere e quando questa viene data per dispersa, la ragazza del treno (Rachel, non io) finisce per trovarsi impelagata nelle indagini.

La ragazza del treno è un thriller avvincente, che scorre bene e che sa alternare con apparente facilità i punti di vista dei tre personaggi femminili. Se siete tra colori che scelgono le vacanze a settembre, questo è il libro che fa per voi.

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