Sono stata a Los Angeles tre volte e, tutte e tre le volte, ho avuto la stessa sensazione: questa città non esiste.

Mi spiego meglio.

Non so voi, ma quando arrivo in una città nuova, mi sembra di iniziare subito a respirare lo spirito di quella città. Una cammina per strade sconosciute e trova dei pattern, un’uniformità nell’architettura, nei ritmi della gente, nello stile di bar e negozi.

Una cammina per strade sconosciute e si fa un’idea (anche se da straniera) di un’identità.

A Los Angeles non ho mai avuto questa impressione.

Innanzitutto perché non si cammina. Estesa su più di 1.300 kmq (solo l’area urbana), c’è poco da fare: a Los Angeles vi serve una macchina.

Certo, avete taxi, metro e autobus, ma credetemi: con questa estensione e  la dislocazione dei punti d’attrazione anche fuori dall’area metropolitana, una macchina vostra è sicuramente la soluzione più comoda, funzionale e meno dispendiosa. Ma dicevo, non si cammina. Quindi non si guarda, non si osserva davvero.

Non si respira l’aria della città – e forse, visti gli ovvi tassi d’inquinamento, è un bene.

Los Angeles: la città dai mille volti.

Tutte e tre le volte a Los Angeles, l’impressione che ho avuto è di una enorme area formata dall’insieme di piccole zone che, loro sì, hanno invece una loro identità.

Per buttarla sul nerd, avete presente il many-faced God di Game of Thrones? Ecco, L.A. è così: può sempre cambiare faccia. La chiamerei una many-faced city.

L'area di Los Angeles

L’area di Los Angeles

E in effetti, la sua storia è quella di un insieme di diverse realtà unificate poi istituzionalmente  e collegate dai sistemi trasporto, ma non davvero armonizzate.

Perché quando voi mi muovete da un punto d’interesse l’altro, in mezzo vi sembra di ritrovarvi nel nulla. Non il nulla da Route 66, ma il nulla da città con delle zone grigie, di nessuno, popolate da distese di asfalto ed edifici difficili da identificare per qualcuno che viene da fuori.

Lo Staple Center

Lo Staple Center, Christmas time 🙂

Che poi lei ci prova anche a fare la città uniforme. Ha un financial district, una downtown, dei parchi (naturali e a tema), delle zone residenziali.

Però,  Los Angeles mi è sempre sembrata un insieme di punti di luce collegati da zone d’ombra. E in queste ombre non ci si ferma: per paura, per ignoranza, perché non si sa cosa aspettarsi. E quando la si lascia, tutto quello che rimane sono questi punti di luce, e la sensazioni che ognuno di essi possa essere, in realtà, un mondo a parte.

Los Angeles: le strade e le palme

Iniziamo dall’immaginario collettivo: le palme. Sì, il 90% delle strade principali  (che sono ciò che in questa città vedete più spesso) sono costeggiate da palme.

Ripensandoci, una costante in questa città l’ho appena trovata!

Beverly Hills

Beverly Hills

Anche quando vi ritroverete in mezzo ai grattacieli, ci sarà sempre lo spazio per quei lunghi tronchi, tanto per ricordarci che in fondo siete sempre in California e non a New York.

Cochran Road

Cochran Road

E l’effetto è ancora più sorprendente durante il periodo natalizio, quando sembra che Babbo Natale si stia facendo una vacanza.

A very Beverly Hills Christmas

A very Beverly Hills Christmas

In generale sulle strade di Los Angeles si viaggia bene. Per i motivi di cui sopra, sono sempre trafficate ma, a parte casi eccezionali, anche scorrevoli.

E poi, naturalmente, c’è La Strada.

Hollywood Blvd

Hollywood Blvd

Hollywood Boulevard

Hollywood Blvd. si trova chiaramente nel quartiere di Hollywood, che va a finire in Sunset Blvd a est (dove ci sono un sacco di locali di proprietà delle star).

E qui sì ci potete passeggiare perché è progettata proprio per questo.

Un murale in una traversa di Hollywood Blvd.

Un murale in una traversa di Hollywood Blvd.

Fra i vari highlights, è qui che trovate la celebre Walk of Fame, composta da più di 2500 stelle che si estendono sui marciapiedi dei 15 block della Boulevard fino a incorporare anche altri tre block di Vine St.

Se avete già in mente quale stella volete vedere (e fotografare), vi sarà utile informarvi prima online o comprando una delle tante mappe in vendita sul luogo.

Altrimenti, passeggiate e tenetevi pronti alle sorprese.

Walk of Fame

L’inizio della Walk of Fame

Attenzione però: la Walk of Fame è quella delle stelle con il nome.

Le impronte di mani e piedi + autografi delle star le trovate davanti al TCL Chinese Theater, al 6925, che dal 1944 al 1946 ha ospitato la cerimonia degli Oscar ed è stato oggi riconvertito in IMAX.

 

La facciata del Chinese Theater

La facciata del Chinese Theater

... e un ospite speciale

… e un ospite speciale

Newman & Woodward

Newman & Woodward

Quasi di fianco al Chinese Theater, trovate il Kodak Theater (oggi Dolby Theater), che ospita la cerimonia degli Oscar sin dalla sua inaugurazione, nel 2002.

Qui davanti trovate un sacco di simpatici figuri travestiti da supereroi che non vedono l’ora di fare foto con voi – sì, come quei gladiatori abusivi davanti al Colosseo.

Il Kodak Theater

Il Kodak Theater

E se l’immaginario cinematografico vuole che le star vivano proprio qui, a Hollywood, la realtà è che se volete fare il tour delle ville dei personaggi famosi dovete spostarvi.

Anzi, praticamente rimbalzare da un quartiere all’altro, cosa che può costarvi anche più di 40 minuti di macchina se volete passare da Beverly Hills a Bel Air e poi a Mulholland Drive.

Nota a margine: ai lati delle strade trovate continuamente omini che vi vendono le mappe relative. Che poi quelle ville siano realmente abitate dalle star o che siano solo di loro proprietà, è un’altra questione. Insomma, vedete dei gran cancelli, ma il 99,99% delle volte, nessuna Stella.

Ma se siete fan di Willy Il Principe di Bel-Air, ho un fun fact per voi: la facciata della casa della famiglia Banks, quella compare in ogni episodio (la serie era girata in studio, ma la facciata è di una villa), in realtà si trova a Beverly Hills.

E se vi arrampicate un attimo sulla recinzione, riuscite a vederla – e magari a fangirlare come me!

La facciata della villa di Willy Il Principe di Bel-Air

La facciata della villa di Willy Il Principe di Bel-Air

E questo, comunque, ci porta dove stanno le star.

The Hills

Più o meno nel 2006, su MTV, andava in onda questo reality show chiamato The Hills, sulla vita di sei ragazze a Los Angeles. Chiaramente non un titolo casuale, perché anche se non è San Francisco, Los Angeles non scherza con le colline.

Già lo si nota sulla Highway 5, quella che si prende per risparmiare tempo quando si arriva dal Nord della California in macchina (l’alternativa è questa).

Nei pressi di Modesto, per esempio, vi si para davanti questo sfondo del desktop.

Modesto, California

Modesto, California

The Hills è come gli amici chiamano Hollywood Hills, una mega area collinare sulle Santa Monica Mountains, che include Studio City, Universal City e Burbank, dove girano praticamente l’80% dei film e delle serie TV USA.

A Hollywood Hills c’è anche Griffith Park, che offre il celebre Osservatorio e uno scenario ideale per passeggiate mattutine e crepuscolari, con tanto di viste mozzafiato – infatti ne avevo già parlato qui, ma perché non riproporre le foto?

L'Osservatorio

L’Osservatorio

Hollywood

Hollywood

LA dalla collina dell'Osservatorio

LA dalla collina dell’Osservatorio

Ma sulle colline c’è anche la cultura. Il Getty Museum, per esempio, è diviso in due sedi: una a Brentwood che ospita arte occidentale dal Medioevo a oggi e una a Pacific Palisades che ospita arte dall’Antica Grecia, Roma ed Etruria.

Anche in questo caso lo raggiungete comodamente in macchina (comodamente = ci vuole almeno un’ora dal Centro, che per comodità identifichiamo con Hollywood Blvd.).

Perché l’ho messo nelle Hills? Perché la prima sede (il Getty Center) è su una collina, appunto. E, al di là delle controversie con Italia e Grecia, offre una bellissima struttura/composizione…

Getty Museum

Getty Museum

Getty Museum

Getty Museum

…ma anche una vista inestimabile dell’intera area losangelina. Con le sue luci e le sue ombre, i suoi alti e i suoi bassi.

La vista dal Getty

La vista dal Getty

Le spiagge

Ed eccoci qui, finalmente. Quella parte di Los Angeles che, almeno per me, sembra il paradiso. La Full California Experience, tutto quell’immaginario (televisivo e cinematografico) su sterminate distese di sabbia, fra il Pacifico da una parte e le ville che avete sempre sognato dall’altra.

Baywatch/2

Baywatch/2

Baywatch

Baywatch

Tipica fauna locale

Tipica fauna locale

Guess what? Palme.

Guess what? Palme.

Se considerate anche l’intera contea, la lista delle splendide spiagge di L.A. è davvero interminabile: Malibu, Newport, El Matador, Manhattan Beach, Hermosa Beach, Cabrillo…

Queste sono tutte più o meno lontane dall’agglomerato urbano, cioè dalle 10 miglia in su distanti dalle due spiagge più popolari (e veloci da raggiungere): Santa Monica e Venice Beach.

E come la Los Angeles stessa, non troverete una spiaggia uguale all’altra.

Santa Monica

Santa Monica è la spiaggia dell’entertainment, delle famiglie, dei giochi e dei ggiòvani coi rollerblade.

Si trova alla fine della Route 66, che termina proprio sul suo celebre Pier, quello con il Pacific Park.

Santa Monica

Santa Monica

Santa Monica Pacific Park

Santa Monica Pacific Park

Santa Monica Pacific Park

Santa Monica Pacific Park

Vista dal Pier di Santa Monica

Vista dal Pier di Santa Monica

Oltre a una vista spettacolare, alle giostre, ai negozi e al punto finale della Route 66, nel park trovate un paio di chicche per i cinefili americanofili: il carosello dove hanno girato La Stangata e il memoriale a Forrest Gump, davanti al Bubba Gump, che proprio qui conclude la sua corsa.

Santa Monica Carousel

Il carosello de “La stangata”

Remebering Forrest Gump

Remebering Forrest Gump

Fuori da Pier, proprio sulla spiaggia, potete invece trovare Muscle Beach, dove si allenava Arnold Schwarzenegger.

Muscle Beach

Venice Beach

A 10 minuti di macchina da Santa Monica, trovate Venice Beach.

Se avete voglia di camminare, ci arrivate in una quarantina di minuti. Se non avete voglia, magari vi viene perché è la strada è questa….

Passeggiando fra Santa Monica e Venice Beach

Passeggiando fra Santa Monica e Venice Beach

Ecco, Venice Beach è già un altro mondo: dai turisti con cappellino e zainetto ai fricchettoni. Che poi i turisti ci sono anche qui, ma si confondo proprio e l’atmosfera freak, a tratti hip, è davvero avvolgente.

Innanzitutto, gli skateparks. Preparatevi a vedere dei veri professionisti in azione.

Skaters a Venice Beach

Skaters a Venice Beach

Ma non dimenticatevi di guadare sempre nelle vie laterali, perché la street art qui la fa da padrona e vi regala spettacoli come questo:

Un murale in una via laterale di Venice Beach

Un murale in una via laterale di Venice Beach

E dopo avere fatto un giro fra i negozi di gadget e magliette super-hippie, di marijuana “medica” (dicono che serva la ricetta. Dicono), di botox (sì, vi vendono anche il botox), di tatuaggi (veri), sedetevi con una birra in mano a godervi il tramonto.

Avete visto un altro piccolo mondo, un altro punto di luce, di Los Angeles.

Tramonto a Venice Beach

Tramonto a Venice Beach

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