Vi capita mai di vedere un luogo in tv o di leggere di una città in un libro e di volerci andare a tutti i costi? A me capita spessissimo.

Una volta, a Passaggio a Nord Ovest, parlavano di una cittadina soprannominata la “Roma di Spagna” per i tanti monumenti di epoca romana tutt’ora presenti nella pianta della città.

Quando nel 2011 visitiamo l’Andalusìa, prendo la palla al balzo e ci dirigiamo verso il centro della penisola iberica a Mérida, capitale della regione dell’Extremadura.

Il nome della regione, è tutto un programma ed è ben meritato.

Arriviamo a Mérida in un pomeriggio caldissimo.

Dopo una breve rinfrescata nel nostro b&b (consigliato, carino e pulito ma soprattutto economico), verso le 5 del pomeriggio, decidiamo di iniziare la visita alla città.

Mai errore fu più clamoroso. Ci saranno 45 gradi all’ombra, i bar spagnoli chiusi per la siesta fino alle 6 del pomeriggio, praticamente in giro ci siamo solo noi.

Mérida Extremadura Spagna

Armati di borraccia d’acqua fresca, sandali, cappellini, nikon e guida ci incamminiamo per le strade bollenti e deserte.

Visitare Mèrida

La trasmissione di Alberto Angela aveva ben reso l’idea della romanità di quella che gli emeriti, i soldati di Augusto, fondarono nel 25 a.C..

Il Puente Romano sul Rio Guadiana, anche sotto la luce abbagliante del sole spagnolo è impressionante. Così come impressionante è il Templo de Diana (anche se i restauri spagnoli, tesi più alla cancellazione del tempo passato che alla conservazione del bene, non mi trovano per niente d’accordo).

Mérida Extremadura Spagna

Ma sono due le cose che mi hanno tolto davvero il fiato.

Il primo è il Teatro Romano eretto completamente in marmo da Agrippa nel 16 a.C., riusciva a contenere perfino 6.000 spettatori. É conservato benissimo e nella luce del tramonto ha un’atmosfera pazzesca.

Mérida Extremadura Spagna

L’altro è l’Acueducto de los Milagros, lo spettacolare acquedotto che portava in città l’acqua raccolta dallo sbarramento di Proserpina, del quale restano 827 metri di arcate, alte 25 metri ciascuna, che sono state scelte da una colonia di cicogne per la nidificazione.

Vi assicuro che il rumore prodotto dai becchi di questi uccelli è fragoroso e stare a guardarli mentre prendono il volo dai loro nidi, è ipnotozzante.

Siamo stati ore nel parco che circonda l’acquedotto a goderci l’aria che si raffresca e il sole che tramonta, dando finalmente un po’ di tregua.

Mérida Extremadura Spagna

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merida

 

Mèrida, Extremadura

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Francesca

Francesca

 

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l’ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d’arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e cadere da cavallo. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de “I Cassiopei (biografie non autorizzate).

 

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