È un’uggiosa giornata di dicembre in quel di San Francisco, quando i nostri eroi si imbarcano su un traghetto che li porterà verso un cumulo di rocce a 2,5 km dalla costa.

Lo skyline della città è alle loro spalle, così come la libertà del Sogno Americano.

Bye bye San Francisco

Bye bye San Francisco

Raccontata così, la gita ad Alcatraz, fa cool, no? Soprattutto perché davvero la giornata era degna di tutti i film ambientati lì: un’atmosfera cupa e lugubre già al molo, pronti per la partenza.

Ma la prima risata arriva in fretta, quando in fila per salire sul traghetto, gli addetti ci chiedono se vogliamo fare una foto “con Alcatraz”.

Noi pensiamo che no, ce la possiamo fare anche da soli. Guardate, si vede da qui!

Eccola!

Eccola!

Poi loro ci fanno vedere che la foto non te la fanno lì, che la luce è brutta, te la fanno perfetta davanti a uno sfondo finto che riproduce l’Isola in una splendida giornata di sole.

L’Internet non ha ancora prodotto il faceplam giusto per rappresentare graficamente la nostra reazione. Comunque, partiamo e in circa 10 minuti siamo su The Rock.

Il tour è libero, con delle guide vestite da guardie che, sparse qua e là, spiegano aneddoti e fun facts sull’isola – per esempio, il trasporto notturno di Al Capone con depistaggio finale per evitare che i suoi scagnozzi si facessero trovare a San Francisco pronti a liberarlo.

Tutto è mantenuto (o ricorstruito) come alla chiusura della struttura nel 1963: le celle, la sala mensa con gli orari e i regolamenti, le docce, le sale di “preparazione” dei nuovi arrivati.

Come nei film/1

Come nei film/1

Come nei film/2

Come nei film/2

Io, come nei film.

Io, come nei film.

Particolare cura, ovviamente, è riservata alla cella degli evasori raccontati dal film Fuga da Alcatraz – vera storia qui – la cella in questione infatti dietro a un vetro e contiene a ancora la grata staccata a suon cucchiaiate notturne e il fantoccio che il sostituisce il prigioniero.

Uguale a Clint Eastwood, no?

Uguale a Clint Eastwood, no?

E alla fine, la cosa che ti rimane della gita ad Alcatraz, è proprio questa: stai visitando uno di quei posti così presente nell’immaginario collettivo da arrivare a diventare un luogo mitico.

Non passi un pomeriggio a vedere come funzionava una prigione di massima sicurezza arrocata su un’isoletta al largo di San Francisco. Passi un pomeriggio a camminare in un immaginario cinematografico.

E sì, è una figata.

Ma poi ti capita di guardare la città da lì ed è già come come se ti mancasse.

San Francisco vista da Alcatraz

San Francisco vista da Alcatraz

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