Durante la sua gita sul Lago di Como, Simona ha visitato anche un altro luogo patrimonio FAI: il Monastero di Torba.

E noi le abbiamo chiesto di parlarcene!

Il monastero di Torba

Il nostro mini soggiorno in Brianza ci ha riservato una sorpresa: nel pernottamento erano inclusi anche due biglietti omaggio per visitare il Monastero di Torba a Gornate Olona.

Non ci siamo fatti scappare questa opportunità inattesa e così, in una mattina di fine inverno scaldata da un bel sole, ci siamo messi in macchina. La strada per il Monastero è ben segnalata e all’arrivo c’è a disposizione un’area di parcheggio destinata ai visitatori.

L’ingresso al sito è nascosto dietro a una curva, ma con pochissimi passi si arriva alla biglietteria. A un primo impatto si pensa di aver sbagliato strada e di essere finiti in una fattoria perché la prima cosa che ci si trova davanti è un fienile. Superato lo stupore però ci si accorge che dall’altra parte dello spiazzo sorge una piccola chiesa un po’ male in arnese. Sebbene mal conservata, la chiesa, che ospita una piccola cripta, mostra ancora tracce di affreschi.

Monastero di Torba

Ancora pochi passi e a fianco a una piccola struttura che ospita un forno si scorgono i resti di un antico muro romano. Questo è il Monastero di Torba: un condensato di storia risalente al V secolo dopo Cristo.

La storia del Monastero di Torba

Sul luogo sorgeva un castrum romano, un avamposto militare, per il controllo del fiume Olona e della strada di comunicazione con le Alpi. Per la sua posizione strategica il sito venne poi riutilizzato da Goti, Bizantini e Longobardi.

Poi, nell’VIII secolo, vi si stabilirono delle Monache Benedettine.

Monastero di Torba

Lentamente alcune strutture del castrum furono inglobate negli edifici che ospitavano le celle delle sorelle, le sale comuni e il refettorio.

Questo ha permesso che almeno una delle torri del castro arrivasse ai nostri giorni. Nel XIII secolo, infatti, a seguito di alcuni scontri tra famiglie nobili, il vescovo Ottone Visconti fece abbattere tutte le fortificazioni.

Il declino del monastero è iniziato nel 1400 quando le suore si trasferirono in un altro convento e destinarono la proprietà alla produzione agricola. Nei secoli, i mezzadri lasciarono cicatrici permanenti al sito: ricoprirono gli affreschi e convertirono la chiesa in stalla.

Monastero di Torba

La fattoria fu abitata fino agli inizi degli anni ’70 e in seguito entrò a far parte del patrimonio FAI.

La storia triste del Monastero però ha un epilogo felice: nel 2011 è entrato a far parte di un progetto UNESCO che mira a proteggere il patrimonio longobardo in Italia.

Consigli pratici

Il mio consiglio è di visitare il luogo in primavera o in estate, per godere appieno della campagna, oppure potrebbe essere inserito in un itinerario per cicloturisti.

Se pianificate una visita informatevi anche sugli orari di apertura del punto ristoro ospitato all’interno del Monastero. Noi non abbiamo potuto approfittare ma il menù affisso fuori era davvero invitante.

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