Cosa c’è di meglio in una domenica piovosa che approfittare di “#DomenicalMuseo”? Con la prospettiva di un pomeriggio diverso dal solito, abbiamo lasciato il divano per vedere il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Il bilancio finale è stato più che positivo, anche perché visitare questo Museo vuol dire godere di due meraviglie in un colpo solo.

Villa Giulia

La villa fu costruita tra il 1550 e il 1555 come residenza di campagna per Papa Giulio III.

Quest’ultimo non fece certo economia quando si trattò di scegliere gli artisti da impiegare nella sua dimora. Vi lavorarono, tra gli altri, Giorgio Vasari, Bartolomeo Ammaniti, il Vignola e Michelangelo Buonarroti.

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Villa Giulia

Villa Giulia

Le sale sono affrescate in un modo che vale da solo il costo del biglietto (9 Euro nei giorni normali).

Nel 1870 l’edificio divenne proprietà del Regno d’Italia e venne destinato a sede di raccolta e poi di esposizione dei materiali rinvenuti nel territorio tra i monti Cimini e il Tevere. Iniziò così la destinazione museale della villa, alla quale negli anni trenta furono aggiunte due ali esterne per ospitare le collezioni e i servizi.

Il giardino interno della Villa con il bel tempo deve essere un luogo paradisiaco considerato che era bellissimo anche con il cielo color piombo e l’umidità penetrante della pioggia caduta copiosa.

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Uno sguardo al ninfeo e poi di corsa dentro al Museo per sottrarci alla pioggia.

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Ninfeo di Villa Giulia

Il Museo Nazionale Etrusco

Se volete avere un quadro d’insieme delle opere pre-Romane del Lazio, dell’Etruria meridionale e dell’Umbria appartenenti alle civiltà etrusca, falisca e capenate, questo Museo è quello che fa al caso vostro.

Se avete dei figli che stanno studiando la storia etrusca, io credo che una visita a questo Museo possa davvero rappresentare un elemento di approfondimento e valorizzazione dello studio per loro.

Tra l’altro nella nostra visita abbiamo incontrato molti bambini con i genitori e sembravano tutti realmente interessati. Bella sensazione!

Io mi sono persa a rimirare quelle teche così piene di frammenti di vita arrivati sino a noi da persone così lontane nel tempo da sembrare quasi di un altro pianeta.

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Tra le opere di spicco del Museo figura senza ombra di dubbio il Sarcofago degli Sposi.

Cos’è il Sarcofago degli Sposi?

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Il sarcofago degli sposi al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Si tratta di un sarcofago etrusco in terracotta scolpito nel VI secolo a.C.. Figura praticamente su ogni libro di storia scolastico quando si parla di etruschi.

La scultura raffigura una coppia di sposi sdraiata in un triclinio a un banchetto nell’atto di scambiarsi “qualcosa”.

Secondo alcuni studiosi, la mano sinistra dell’uomo con il palmo aperto verso l’alto e le dita allungate starebbe per ricevere alcune gocce di profumo versategli dalla sua compagna. Nella mano destra si è, invece, supposta l’esistenza di una ghirlanda o un uovo.

La coppia rappresenterebbe secondo gli studiosi la doppia immagine dei convitati che festeggiano da vivi e da morti.

Io ho visto solo una coppia di innamorati uniti per l’eternità, ma forse sono troppo sentimentale.

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Considerate che la scultura è stata rinvenuta nel XIX secolo durante scavi nella necropoli della Banditaccia a Cerveteri totalmente a pezzi.

Fu Felice Bernabei, fondatore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a capirne il grande valore e ad acquistare i frammenti dal principe Ruspoli nel 1893.

L’opera di restauro ha provveduto a integrare sapientemente le parti mancanti avendo cura di non alterare i reperti ritrovati, rendendola a noi così come ora la vediamo.

Dite la verità. Non siete mai stati a Villa Giulia, ma guardando le foto avete avuto un dejà vù?

Se siete stati al Louvre, vi posso spiegare il perché.

Sempre nella necropoli ceretana della Banditaccia, infatti, fu rinvenuto un sarcofago molto simile a questo che dal 1863 è conservato al Museo del Louvre di Parigi.

Vi ho incuriositi? Approfittate dei musei gratuiti tutte le volte che ne avrete occasione e non ve ne pentirete!

Villa Giulia

Villa Giulia