Ero praticamente ancora in fasce e già lo leggevo.

Andavo a comprare l’edizione inglese (in italiano sarebbe arrivata qualche anno più tardi) in una piccola libreria del centro, chiusa oramai da anni (adesso c’è un prosaicissimo negozio di telefonia – no, non sono i tempi che cambiano, è una vergogna tutta italiana che chiudano le librerie storiche), con le pareti rivestite di legno e gli scaffali altissimi, ai quali si arrivava con una scala che scorreva dal fondo della parete alla vetrina.

Ricordo ancora l’emozione che provavo nel comprare la rivista. La copertina con il riquadro giallo, le lettere della testata maiuscole, bianche. Iniziavo a sfogliarlo subito, appena uscita dal negozio.

Le pagine patinate e spesse, perfette per le perfette fotografie che mi aprivano gli occhi su mondi lontani, su creature esotiche e popolazioni indigene. Sognavo il giorno in cui avrei partecipato anche io a spedizioni nell’Africa Nera, io cui avrei viaggiato in macchina per gli States con gli occhialoni neri e il fazzoletto al collo.

Su una decappottabile, of course.

Il mio amore per i viaggi, per la lettura e le foto, è iniziato dalle pagine del National Geographic. Non è molto originale, lo so. Quanti di voi hanno subìto lo stesso fascino?

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Francesca

Francesca

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l'ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d'arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e cadere da cavallo. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de "I Cassiopei (biografie non autorizzate).