SentierElsa, il parco fluviale dell’Alta Val d’Elsa: una passeggiata nella naturale nei dintorni di Siena

Se siete stanchi di visitare castelli, vi propongo un’alternativa: che ne dite di una bella passeggiata nel bosco, non troppo lunga, non troppo difficile, ma immersi nella natura in perfetta sicurezza, con lo scorrere dell’acqua in sottofondo?

Tutto questo e molto altro vi aspetta al Parco Fluviale dell’Alta Val d’Elsa, un percorso naturalistico che si snoda lungo il fiume Elsa, in provincia di Siena, e che prende il nome di SentierElsa.

Cos’è il parco fluviale dell’Alta Vald’Elsa e dove si trova

Il Parco Fluviale dell’Alta Val d’Elsa nasce nel 1990 grazie al Comune di Colle di Val d’Elsa e i volontari dell’Arci Pesca Colligiano. Ha un’estensione di 203 ettari e al suo interno si trovano numerose specie di flora e fauna locali.

Il Parco è gratuito, è aperto 365 giorni all’anno e l’ingresso principale è in località San Marziale, nel comune di Colle di Val d’Elsa (proprio nei pressi di un ottimo parcheggio).

Il percorso totale dura circa tre ore, ma è possibile che dobbiate interrompere e tornare indietro se è piovuto tanto nei giorni precedenti e il fiume Elsa si è ingrossato troppo.

parco fluviale Alta valdelsa

Consigli per affrontare il percorso

Il percorso all’interno del parco è semplice, possono affrontarlo grandi e piccini, ma attenzione: siamo sempre all’interno di un bosco e l’accesso a passeggini e sedie a rotelle è fortemente sconsigliato. Anzi, in alcuni punti è proprio impossibile passare se non con le proprie gambe.

Il mio consiglio è di indossare un paio di buone scarpe da trekking se andate in inverno, o di scarpe da ginnastica se andate in estate.
Poi una bella coperta da picnic, un buon libro, qualcosa da mangiare e una bottiglia d’acqua ecologica, che ci sta sempre bene.

parco fluviale Alta valdelsa

Il percorso

Io ho fatto solo metà percorso, entrando dall’ingresso principale, quello di Gracciano, in quanto il guado di Apollo era praticabile solo se si indossavano degli stivali di gomma, di cui ero sprovvista. Quindi ho preso l’uscita più vicina per tornare al parcheggio.

Lungo in sentiero si trovano diverse paline informative sulla flora e la fauna e anche numerosi aneddoti sul punto esatto in cui ci si trova.

Subito all’entrata, per esempio, si trova la Lapide Medicea, un bassorilievo del 1606, che ricorda chi costruì l’argine e perché (“A DIO OTTIMO MASSIMO / QUESTO ARGINE ALLE ACQUE / PORTANTE ENORMI VANTAGGI ALLA CITTÀ / COSTRUITO E CONSERVATO DAI LORO ANTENATI / PER OLTRE CINQUECENTO ANNI / RECENTEMENTE DISTRUTTO DALLA FORZA DEL FIUME / RICOSTRUIRONO I CITTADINI DI COLLE / MOLTO Più GRANDE E FUNZIONALE DI QUANTO ERA PRIMA / SOTTO GLI AUSPICI DI FERDINANDO DEI MEDICI / GRANDUCA DI TOSCANA / 1606).

Proseguendo si trova la Terrazza di Poppea, chiamata così perché due secoli fa, nell’ansa del fiume, fu trovata una prosperosa ragazza che faceva il bagno nuda.

E, andando più avanti, si incontra il primo guado, quello di San Giorgio. Il percorso prosegue in questo modo, fra tratti pianeggianti e sentieri nelle rocce, tra piccole caverne e cascate rumorose.
Si può anche fare rafting con il gommone, basta chiedere all’entrata.

È una buona idea per passare un pomeriggio, sia invernale che estivo, basta che non piova a diritto. Ci sono numerosi posti dove pescare e sedersi a fare due chiacchiere con un’amica.

parco fluviale Alta valdelsa

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francesca

Francesca

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l’ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d’arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de “I Cassiopei (biografie non autorizzate) e “Storia di Biagio”.