San Giovanni d’Asso è un incantevole paesino delle crete senesi, famoso soprattutto per il tartufo bianco.
Nei pressi di questo borgo medievale si trova il Bosco della Ragnaia, nato dalla creatività dell’artista americano Sheppard Craige. Un giardino d’autore che vorrei ripercorrere con voi.

Proprio qualche giorno fa ho letto che è stato eletto fra i tre giardini più belli d’Europa per la sua categoria nell’ambito del Premio European Garden presso la Fondazione Schloss Dyck.

Il bosco è privato, ma gratuitamente aperto a tutti, dall’alba al tramonto.
Rimane un po’ in disparte e trovarlo non è facilissimo, il nome Ragnaia evoca poi un po’ di timore, se non si conosce bene il significato, così come le regole che si trovano all’ingresso.

Cos’è il Bosco della Ragnaia

La “ragna” era un tessuto che si metteva sugli alberi per acchiappare gli uccelli e da qui il nome, gli enormi lecci del bosco era ideali per stendere queste trappole!

Bosco Ragnaia San Giovanni d'Asso

Sheppard Craige ha acquistato il bosco e dal 1995 continua a lavorare alle sue opere, arricchendo di contemporaneità questo angolo di natura.

Bosco Ragnaia San Giovanni d'Asso
Il bosco è molto esteso, ci attendono circa 9 ettari di passeggiata, siete pronti a far lavorare la vostra immaginazione?
Entriamo e camminiamo in silenzio perché la fantasia possa prendere il sopravvento:
giardino dall’apparente aspetto rinascimentale, costellato da opere contemporanee, natura e strutture di acciaio, di legno, fontane, gong, oracoli, la naturalezza del verde che si accompagna alle mirate incisioni.

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Non ci sono percorsi definiti, ognuno si muove verso ciò che più lo attira, ammira, tocca, riflette, ode o si siede ad osservare.

Le istallazioni suscitano grandi riflessioni, aprono a prospettive diverse, forse non incontrando mai quella dell’autore; hanno nomi per lo più affascinanti, come L’Altare dello Scetticismo, il Centro dell’Universo, Oracolo di Te Stesso. Sheppard rievoca spesso un’ epoca lontana, quando il bosco era popolato da Saggi e ripete la domanda con cui i Saggi concludevano i loro canti: Se Non Qui, Dove?

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Panche di legno segnano alcune aree di sosta, fin troppo facile avere una vista d’insieme su tutto il bosco, con le sue verdeggianti siepi, alti cipressi, secolari lecci e un piccolo corso d’acqua, che piano piano scompare sotto terra.

Agli occhi più attenti le sagaci inscrizioni, che talvolta sono un po’ nascoste dal fogliame, pronte a stupirti e a farti riflettere.

Sembra che da un momento all’altro spuntino spiritelli e folletti da ogni dove per accompagnarti con dolcezza e tranquillità a scorgere in ogni cosa un significato e un valore profondo.
Va da se che la fantasia qui… non è solo una bugia!

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