Lo dico subito, così non ci penso più: non conoscevo la rocca di Angera finché non ha ospitato il ricevimento di nozze di Beatrice Borromeo e Pierre Casiraghi ed è quindi finita su tutti i giornali.

La rocca di Angera: la storia

La rocca di Angera è una costruzione fortificata che si trova nel comune di Angera, in provincia di Varese, sulla sponda meridionale del lago Maggiore.

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Fu costruita nel XIV secolo dai longobardi, che studiarono con cura un tipo di struttura che fosse allo stesso tempo di difesa e di controllo. Anche la sua posizione, a circa 200 m di altezza su una collina di origine calcarea, la rendeva strategica, perché permetteva di controllare sia le eventuali invasioni che arrivavano dalle Alpi sia i commerci sul lago, centro nevralgico per il commercio di materiali da costruzione. Le famiglie che si sono succedute nella sua proprietà lo hanno modernizzato secondo i gusti delle epoche e hanno aggiunto le attuali mura fortificate. Nel 1447 è passato alla famiglia Borromeo, che la possiede ancora.

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La rocca di Angera: le sale storiche

image1La visita alla rocca di Angera richiede poco più di un’ora, perché non è grandissima, ma sarà un’ora molto intensa, soprattutto se avete la (gran bella) abitudine di osservare con il naso all’insù.

Qui il naso all’insù è quasi un obbligo, perché nella maggior parte delle sale storiche che la compongono l’arredamento è piuttosto scarno: un tavolo centrale, qualche sedia, un camino e dei centrotavola.

Lo so che detto così non è incoraggiante, ma credo proprio che sia una scelta per non distogliere l’attenzione dalle pareti, dove sono esposti quadri in genere di grosse dimensioni che rappresentano soggetti di vario tipo: eventi storici, racconti mitologici, ritratti, tele che celebrano cerimonie avvenute all’interno della rocca.

Devo essere sincera, all’interno della rocca non ho scattato molte fotografie perché non ci sono stanze o scorci particolari che ti lasciano a bocca aperta e che ti fanno esclamare WOW!, però con il senno di poi mi dispiace e l’ho realizzato quando ho cominciato a scorrere le foto e ho realizzato che non ce n’erano abbastanza per poter riassumere e far comprendere a chi non c’è stato quanto è bella.

Come vi dicevo all’inizio del post, la rocca di Angera ha ospitato a fine luglio 2015 il banchetto di nozze di Beatrice Borromeo e Pierre Casiraghi, il terzogenito di Carolina di Monaco e Stefano Casiraghi, settimo nella linea di successione al trono di Monaco. Gli amanti del gossip sapranno che sono una coppia molto riservata, che non ama mettersi in mostra, infatti del matrimonio circolano pochissime foto e praticamente nessuna dell’evento che si è tenuto dentro la rocca.

Non sono un’amante del gossip (quando vado dalla parrucchiera porto un libro, altro che riviste patinate) ma ammetto di averli googlati nella speranza di vedere com’era stata allestita la rocca in quell’occasione. Di bianco come si addice ai matrimoni? Con colori pastello, eleganti e delicati, per rischiarare l’ambiente? O con toni caldi in completa armonia con quelli dell’arredamento originale?

La rocca di Angera non è un palazzo d’impatto, è molto semplice e le sue linee sono pulite ed essenziali. Non è di quei palazzi simbolo di una nazione – come può essere la Reggia di Versailles per la Francia – ma al contrario è una di quelle attrazioni che ti fanno capire quanto è sottovalutato il patrimonio artistico italiano.

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La rocca di Angera: il giardino medievale

Forse vado controcorrente, ma è la parte che mi è piaciuta di più.

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L’impressione che ho avuto visitandola è che nel complesso la rocca di Angera sia molto bella, elegante nella sua semplicità, con una vista sul lago Maggiore che mozza il fiato. E’ quando sono arrivata al termine della visita, però, che mi ha davvero incantata: il giardino medievale.

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Non è curato più di tanto, ci sono erbacce che andrebbero tolte ed le piante che sporgono nei punti di passaggio, ma c’è il pergolato con i grappoli d’uva che scendono giù, c’è il pozzo, ci sono i fiori nati un po’ come gli pareva. E’ un po’ come quelle rare donne affascinanti anche quando si alzano la mattina che non puoi fare a meno di domandarti come saranno dopo una seduta dal parrucchiere, e invidiarle almeno un pochino.

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Ho visto tanti giardini negli anni, quelli bellissimi e curatissimi delle isole Borromee solo il giorno prima di vedere questo, ma alla fine è questo a essermi rimasto nel cuore. Questo, e la vista spettacolare del lago Maggiore dalla rocca, che ho lasciato per ultimo perché si commenta da sola.

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Questo post è stato scritto da:

Stefania

Stefania

Ha una trentina d'anni, una lunga vita da pendolare e un'altrettanto lunga vita da lettrice incallita. Ha una collezione di cartoline che da anni incrementa guardando con espressione angelica chiunque sia in partenza prima di chiedergli: “Mi mandi una cartolina?”. Ha un astio profondo per il caffè, e una dipendenza da cappuccino e Pocket Coffee. Ha anche due lauree, una in Editoria e una magistrale in Traduzione; quello che le manca è una casa tutta sua in cui usarle come complemento d'arredo, ma ci sta lavorando. Quando leggete le parole su Facebook, in genere sono sue.

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