le grotte … e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto

Le parole di Carlo Levi, tratte dalla famosissima opera “Cristo si è fermato a Eboli” colgono appieno – così come definita ne Le mille patrie – la dolente bellezza di Matera:

Arrivai a Matera verso le undici del mattino. Avevo letto nella guida che è una città pittoresca, che merita di essere visitata, che c’è un museo di arte antica e delle curiose abitazioni trogloditi che [cioè scavate nella roccia]. […] Allontanatami un poco dalla stazione, arrivai a una strada, che da un solo lato era fiancheggiata da vecchie case, e dall’altro costeggiava un precipizio. In quel precipizio c’è Matera. La forma di quel burrone era strana; come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso in un apice comune, dove si vedeva, di lassù, una chiesa bianca, Santa Maria de Idris, che pareva ficcata nella terra. Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l’inferno di Dante, in quello stretto spazio tra le  facciate e il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto. Le porte erano aperte per il caldo, Io guardavo passando: e vedevo l’interno delle grottesche non prendono altra luce ed aria se non dalla porta. Alcune non hanno neppure quella: si entra dall’alto, attraverso botole e scalette. … Dentro quei buchi neri dalle pareti di terra vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi, Sul pavimento erano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali. Ogni famiglia ha in genere una sola di quelle grotte per abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini, bestie… Di bambini ce n’era un’infinità… nudi o coperti di stracci… Ho visto dei bambini seduti sull’uscio delle case, nella sporcizia, al sole che scottava, con gli occhi semichiusi e le palpebre rosse e gonfie. Era il tracoma. Sapevo che ce n’era quaggiù: ma vederlo così nel sudiciume e nella miseria è un’altra cosa… E le mosche si posavano sugli occhi e quelli pareva che non le sentissero… coi visini grinzosi come dei vecchi e scheletrici per la fame: i capelli pieni di pidocchi e di croste… Le donne magre con dei lattanti denutriti e sporchi attaccati a dei seni vizzi… sembrava di essere in mezzo ad una città colpita dalla peste…

Sassi di Matera

I Sassi di Matera

Le forti parole di Levi smossero le coscienze a livello nazionale e Matera fu così definita la “vergogna d’Italia” da Togliatti e de Gasperi, nel 1952 gli abitanti furono allontanati e trasferiti in moderne abitazioni.

I contadini vennero così distanziati dalle proprie origini, creando forse un’altra contraddizione (?).

Dopo anni di totale disinteresse, il 9 dicembre 1993 i Sassi di Matera sono stati inclusi dall’Unesco tra i beni comuni dell’umanità e più recentemente, Matera è stata designata Capitale europea della cultura per il 2019.

Sassi di Matera

La povertà decritta lascia oggi un’eredità importante perché rappresenta, oltre ad un grande tesoro culturale-storico-turistico, anche un’opportunità per valorizzare sempre di più il territorio, le sue tradizioni e la sua gente.

Sarò banale, ma la straordinaria visita ai Sassi di Matera mi ha fatto sentire partecipe di un presepe vivente. Passeggiare in museo a cielo aperto, cogliere le caratteristiche della vita contadina e della civiltà rupestre, ammirare le numerose chiese scavate nella roccia dove sono ancora visibili bellissimi affreschi, capire che qui nulla si è aggiunto, ma si è tolto alla roccia per creare strutture, secondo quella che viene definita architettura in negativo.

Sassi di Matera

Attraversiamo placidi il Sasso Barisano e quello Caveoso, i quartieri, il primo è stato per lo più ristrutturato e convertito in sistemazioni alberghiere e negozi, molte grotte infatti ospitano botteghe artigiane, ristoranti e sistemazioni di charme, il secondo è più selvaggio e ci permette di fare un salto indietro nel tempo, con un occhio sempre presente sull’aspra gravina.

Sassi di Matera

Ripeto, sembra di camminare in un presepe, la sera poi le luci che luccicano fioche rievocano ancor di più quest’atmosfera.

Sassi di Matera

L’armonia pur nel caotico sovrapporsi delle grotte rende unico questo luogo, altri meglio di me, hanno lasciato un pensiero con cui vi voglio salutare:

In effetti la prima volta che l’ho vista, ho perso la testa, perché era semplicemente perfetta.”- Mel Gibson, New York Daily News

(parole del regista del celebre “The passion of the Christ” con cui descrive i Sassi di Matera, dopo aver ultimato le riprese del film)

Siete mai stati nei Sassi di Matera? Cosa avete pensato camminando all’interno di un presepe?

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