Il post di Francesca sulle Ville Medicee mi ha fatto venire voglia di scrivere dell’Area Archeologica di Ostia Antica.

Anche questo post, quindi, sarà altamente polemico. Preparatevi.

L’area archeologica di Ostia Antica

Ostia fu la prima colonia romana fondata nel VII secolo a.C. dal re di Roma Anco Marzio.

Si sviluppò particolarmente in epoca imperiale come centro commerciale e portuale, strettamente legato all’approvvigionamento di grano per la capitale. Rimase a lungo centro residenziale e amministrativo e fu abbandonata in epoca alto-medievale.

Le rovine della città furono scavate a partire dagli inizi del XIX secolo. Si sono conservate, insieme ai monumenti pubblici, numerose case di abitazione e strutture produttive, che ne fanno un’importante testimonianza della vita quotidiana antica.

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L’Area Archeologica di Ostia Antica insieme a Pompei è il sito archeologico più grande del pianeta con un’area di 150 ettari (!!!). Sembra che ne sia stato riportato alla luce solo il 40%. Più della metà della città sarebbe ancora sepolta.

Tantissimi sono gli edifici che si sono conservati fino a noi. Girare per Ostia antica permette davvero di rivivere un po’ il mondo di secoli fa.

Mi chiedo che spettacolo possa essere stato assistere alle Memorie di Adriano interpretato da Giorgio Albertazzi nel Teatro Romano. Solo ad immaginarlo mi vengono i brividi.

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Le Terme di Nettuno, complesso termale pubblico costruito da Adriano e inaugurato nel 139 d.C., mi hanno fatto venire una curiosità incredibile di poter vedere davvero un posto del genere in tutto il suo splendore.

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Il Thermopolium in Via di Diana

Il Caseggiato del Termopolio è il perfetto esempio di quello che intendo. Un classico caseggiato romano con stanze e taverne che si sviluppano intorno ad un cortile che si è conservato meravigliosamente fino ai giorni nostri. La maggior parte delle stanze aveva una funzione commerciale. Il lato meridionale dell’edificio si affaccia sul Decumano Massimo, anche qui si trovano dei negozi. Vi sono addirittura i resti di un “Bar-Tavola Calda”.

Il bancone marmoreo con lavabo si trova ancora integro al suo interno. Un mortaio rinvenuto nella stanza è stato installato sul bancone stesso. Di fianco all’entrata si trovano delle panchine. Sopra di esse sono visibili affreschi ben conservati.

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Ora la parte polemica

L’Area Archeologica di Ostia Antica è un tesoro inestimabile. Magnifica anche così. Ma non basta.

Il biglietto costa solo 8€.

Ma non ci sono i soldi per aprire aree già scavate, non ci sono i soldi per scavare altre aree, non ci sono soldi per conservare i mosaici come si dovrebbe, non ci sono soldi per garantire il posto con una vigilanza adeguata,… Vado avanti?

Quando siamo andati noi (un paio di anni fa, magari nel frattempo è cambiato tutto e mi rimangio volentieri ogni cosa), gli scavi erano sporchi, maltenuti, con erbacce incolte a destra e manca, senza uno straccio di vigilanza. Ragazzi tedeschi in gita mangiavano allegramente i loro panini stravaccati su mura antiche di secoli senza che nessuno dicesse loro qualcosa. Dei cinque bagni all’esterno, ne funzionava uno. Senza sapone né carta igienica, ovvio, e pulito per modo di dire. C’erano turisti che cercavano una guida, ma se non si prenotano per tempo non c’è modo di usufruirne.

Si tratta di un’area così vasta (e tutto sommato nemmeno collegata malissimo con Roma) che, se fosse attrezzata a dovere, sarebbe un invito ai turisti a fermarsi tutto il giorno.

In qualsiasi altra parte del mondo un sito archeologico del genere prevederebbe un biglietto d’ingresso congruo, investimenti per valorizzarlo, strutture adeguate, personale in abbondanza.

Probabilmente prevederebbe anche file interminabili per entrare, mentre noi di sabato mattina lo abbiamo trovato semi vuoto.

A questo punto mi pongo una domanda molto simile a quella di Francesca nel suo post. Capisco l’incanto di Roma e la scelta di chi viene nella capitale di concentrarsi sulle abbondanti meraviglie della città, ma davvero non esiste un modo per valorizzare un bene così prezioso e unico al mondo?

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FrancescaGi

FrancescaGi

Romana di nascita, sabina di azione, mamma di cuore. I suoi viaggi sono un mix tra il suo animo cittadino e l’amore incondizionato per la natura della mezza mela con cui condivide la vita. “Alla fine però sono venuti dei bei mix”, assicura lei. Chissà se la pensa così anche Luna, la coniglia nana più viziata del mondo, che li attende con pazienza a casa ogni volta. Anche se di fatto è un avvocato, Francesca dice di non avere ben chiaro cosa vuole fare da grande, ma sarà bene che lo capisca in fretta perché suo figlio di 2 anni le ha chiesto come regalo una Ducati Panigale!