Tra le poche cose che rimpiango dell’essere romana c’è il fatto che non potrò mai guardare la mia città con la meraviglia del turista. Finirò sempre per darla almeno un po’ per scontata!

Talmente tanto che, soprattutto in passato, mi capitava di parlare con amici che avevano visitato Roma solo qualche settimana e alla fine avevano visto più interni di chiese e più monumenti di me.

Proprio per questo negli ultimi anni non appena posso metto scarpe comode, tracolla leggera e mi butto alla scoperta di Roma con l’avidità della turista.

Piazza Navona

Alla scoperta di Roma!

Ieri abbiamo approfittato della magnifica giornata.

Con la scusa di vedere la mostra di Escher, in corso al Chiostro del Bramante (ci sarà fino al 22 febbraio 2015), ci siamo regalati un pomeriggio da viaggiatori.

Abbiamo lasciato la macchina sul lungotevere, all’altezza di Piazza Trilussa. Ci siamo diretti verso l’Isola Tiberina.

Vista la giornata quasi estiva sarebbe stata perfetta una grattachecca al chiosco della Sora Mirella (secondo noi la migliore di Roma), ma era ancora chiuso.

Abbiamo passato il ponte e ci siamo affacciati a vedere l’incantevole Chiesa di San Bartolomeo. Abbiamo proseguito passando sull’altra sponda del Tevere e ci siamo inoltrati nel quartiere ebraico passando davanti al Portico d’Ottavia e proseguendo lungo la strada. Adoro l’aria di altri tempi che si respira nell’ex ghetto, un’atmosfera da paese intrisa della romanità più verace.

Campo de’ Fiori!

Attraversata via Arenula ci siamo affacciati dentro San Carlo ai Catinari e abbiamo proseguito in direzione di piazza Campo de’ fiori passando per via dei Giubbonari, che con quell’aria alternativa e i banchetti degli artigiani mi piace sempre.

Siamo arrivati sulla piazza verso le 16.30, quando gli ultimi banchi del mercato vengono smontati per far posto alla movida romana. Nei locali affacciati sulla piazza turisti stranieri mangiavano pizza e pasta o sorseggiavano birra guardando assorti gli operatori dell’Ama che pulivano la piazza e i piccioni che mangiavano avidamente… De gustibus

Noi abbiamo continuato la nostra passeggiata resistendo persino al richiamo della fantastica pizza bianca romana del Forno Campo de’ Fiori (se siete turisti, la dovete provare!!! Poi attendo ringraziamenti!).

Attraversato Corso Vittorio Emanuele II, abbiamo raggiunto uno dei posti di Roma che amo di più: Piazza Navona.

Mi piace tutto di questa piazza: l’aria avvolgente, gli artisti di strada, la fontana dei quattro fiumi, i pittori, le finestre con i fiori,… Obbligatorio un salto dentro Santa Agnese in Agone, capolavoro di Borromini, con una cupola che ti fa venire il torcicollo e che non smetteresti più di guardare (purtroppo è vietato fotografarla).

Chiostro del Bramante

Ancora pochi passi e siamo arrivati alla nostra meta: la Chiesa di Santa Maria della Pace, dove si trova il Chiostro del Bramante.

Chiesa di Santa Maria della Pace

Una discreta fila ci ha accolti prima di poter entrare a vedere la mostra di Escher.

Il chiostro è semplicemente perfetto e al termine della mostra (molto bella, ma questa è un’altra storia – cit.). Ci siamo anche concessi una bibita al bar dal quale si gode una bellissima vista sull’interno e una pace inaspettata nella costante frenesia romana.

Chiostro del Bramante

Siamo tornati indietro facendo la stessa strada alle prime luci della sera.

Quando siamo arrivati a metà di via dei Giubbonari mi sono accorta che la Chiesa di Santa Barbara de’ Librari era aperta e sono voluta entrare a curiosare nella piccolissima chiesa.

Mentre io ero lì affascinata dalla piccola struttura e annusavo quell’aria che sapeva di chiuso e umido, mio marito è stato catturato da ben altri profumi.

Su Largo de’ Librari, infatti, si trova un locale davvero caratteristico. Si chiama Er Filettaro, dove si gustano quelli che a detta di molti sono i migliori filetti di baccalà alla romana, si possono mangiare serviti a tavola oppure a portar via… quale modo migliore per concludere questa giornata da turisti?

Filetti di Baccalà

Filetti di Baccalà

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FrancescaGi

FrancescaGi

Romana di nascita, sabina di azione, mamma di cuore. I suoi viaggi sono un mix tra il suo animo cittadino e l’amore incondizionato per la natura della mezza mela con cui condivide la vita. “Alla fine però sono venuti dei bei mix”, assicura lei. Chissà se la pensa così anche Luna, la coniglia nana più viziata del mondo, che li attende con pazienza a casa ogni volta. Anche se di fatto è un avvocato, Francesca dice di non avere ben chiaro cosa vuole fare da grande, ma sarà bene che lo capisca in fretta perché suo figlio di 3 anni le ha chiesto come regalo una Ducati Panigale!