Se ci fate caso, il web pullula di siti in cui si parla di viaggi con i bambini, di mommy blog in cui la blogger di turno viaggia con il proprio figlio o la propria figlia.

Anche io ho scritto qualche post di questo tipo, da quando la famiglia si è allargata.

Pensandoci bene, però, non è esattamente così. Mi sono resa conto che, da quando nostro figlio ci ha colonizzato la vita, noi non viaggiamo con lui.

Ma viaggiamo per lui.

Il suo arrivo ha infatti radicalmente cambiato il nostro modo di viaggiare, così come ha cambiato noi come persone. Ora che è ancora piccolo (2 anni e mezzo) scegliamo luoghi che siano in linea con le sue esigenze, e le sue passioni. Con la sua voglia di vedere cose nuove.

Ama il verde, la natura e gli animali?

Allora via libera ad agriturismi e fattorie didattiche che lo stimolino, lo incuriosiscano e gli diano spazio. Pic nic a tutto andare, al posto del ristorante.

Oasi Tevere Farfa

Terminillo

Adora il mare?

Allora andrà benissimo la classica vacanza “stanziale”, tutta nello stesso posto (impensabile prima che arrivasse) per lasciarlo libero di godersi sole, mare e sabbia, fino a non poterne più e cadere addormentato sotto l’ombrellone.

Le città d’arte, le mete esotiche, le esperienze “strane” arriveranno a tempo debito, quando anche lui riuscirà a godersele davvero, quando la sua curiosità andrà oltre.

Prima, se avevamo due giorni per visitare una città, eravamo in grado di fare piani di battaglia perfetti. Giri ambiziosi che prevedevano scorribande in lungo e in largo, a pranzo un panino, a merenda una fiesta e poi di corsa fino a sera inoltrata. Per vedere tutto, per non perdere niente. Per sfruttare al massimo le ore di luce e non solo.

Ora so già che è tanto vedere una, massimo due cose.

Salerno

I bambini hanno un altro ritmo per assaporare le cose e l’unica cosa che conviene fare è rallentare e assecondare il loro passo.

La cosa incredibile, però, è che nonostante il cambiamento radicale che ha portato nelle nostre vite, non ho la sensazione di “aver perso qualcosa”, anzi.

Per una iperattiva come me, dover rallentare e rispettare i suoi tempi è un modo prezioso per scoprire la calma. E notare particolari che prima avrei ignorato.

Vedere il mondo con i suoi occhi e attraverso la sua curiosità è un continuo stimolo a non dare nulla per scontato. Rispondere ai suoi infiniti “perché?” è una sfida che non annoia mai.

Explora – Il museo dei bambini di Roma

Grazie a nostro figlio abbiamo visto l’alba sul mare (più volte nella stessa vacanza), abbiamo riscoperto posti già conosciuti e provato nuove esperienze.

Tortoreto Lido

Torre Morgana

Prima detestavo tornare in luoghi già visti (salvo rare eccezioni), mi sembrava di perdere tempo, perché il mondo è così grande, le cose da vedere così tante e il tempo così poco.

Ora voglio tornare in ogni singolo posto per condividere con lui la magia di quello che ho visto in precedenza, perché veda quello ho visto, ami quello che ho amato. E voglio anche scegliere insieme a lui ogni meta futura.

Il mondo è così grande… e noi vogliamo scoprirlo tutto, per lui!

Perché non abbia paura di non trovarsi nel suo ambiente, per stimolarlo a scoprire nuovi elementi e per metterlo alla prova. Per regalargli, attraverso i viaggi, gli strumenti per capire quello che lo circonda, per plasmarlo il mondo alle sue esigenze e per plasmare se stesso a quello che lo aspetta nella sua avventura. Il massimo che un genitore può fare, non è risolvere i problemi al proprio figlio. Ma insegnargli a risolverli da solo. E uscire dal proprio guscio e viaggiare è un modo per mettere tutti noi alla prova.

Per vincere insieme le paure, i timori e imparare insieme che le paure e i timori, visti dalla spiaggia con il sole che sorge dentro i suoi occhi, sembrano meno importanti.

 

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FrancescaGi

FrancescaGi

Romana di nascita, sabina di azione, mamma di cuore. I suoi viaggi sono un mix tra il suo animo cittadino e l’amore incondizionato per la natura della mezza mela con cui condivide la vita. “Alla fine però sono venuti dei bei mix”, assicura lei. Chissà se la pensa così anche Luna, la coniglia nana più viziata del mondo, che li attende con pazienza a casa ogni volta. Anche se di fatto è un avvocato, Francesca dice di non avere ben chiaro cosa vuole fare da grande, ma sarà bene che lo capisca in fretta perché suo figlio di 3 anni le ha chiesto come regalo una Ducati Panigale!

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