Si chiama Villa Adriana e si trova vicino Tivoli: un altro di quei posti in cui sono andata dopo aver letto un libro.

Il libro naturalmente è “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar (se non lo avete mai letto fatelo, è un capolavoro assoluto della letteratura, di quelli che non si dimenticano).

Villa Adriana fu costruita per volere di uno degli imperatori più illuminati di Roma (siamo nel 118 d.C.) per sfuggire allo stress dell’Urbe.

Fu eretta in una zona ricchissima di fonti d’acqua e infatti le fontane sono praticamente ovunque all’interno di Villa Adriana. Erano usate per bere, trasportare i cibi e per raffreddare gli ambienti durante i banchetti ufficiali nelle afose serate estive.

Canopo Tivoli Villa Adriana

L’area sulla quale fu edificata Villa Adriana è immensa, circa 120 ettari. Per adesso ne sono visitabili solo 40, ma per l’epoca aveva un’architettura davvero innovativa.

Pensate che nel sottosuolo erano stati scavati dei tunnel che andavano da una parte all’altra della tenuta, praticamente in tutte le direzioni. All’interno di questi tunnel potevano passare carri trainati da cavalli per trasportare le merci e tutto quello che serviva, senza che l’imperatore o i suoi ospiti che passeggiavano in superficie, fossero disturbati da tutto il trambusto.

Villa Adriana aveva una vera e propria metropolitana ante litteram.

E’ composta da molti edifici spettacolari come il Canopo. Il più bello però, secondo me, è il Teatro Marittimo, creato su un’isola artificiale e circondato da un colonnato che si riflette sull’acqua. Davvero molto suggestivo.

Tivoli Villa Adriana

Purtroppo, gli scavi hanno portato alla luce pochissimo di quello che doveva essere un tempo Villa Adriana. Addirittura nel Medio Evo fu usata come terreno agricolo o come cava per materiali di pregio. Principalmente fu preso il marmo.

Ma ha delle viste davvero eccezionali e, dopo aver letto “Memorie di Adriano”, vi sembrerà un privilegio calpestare lo stesso terreno e visitare i luoghi così fortemente voluti dall’Imperatore.

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Francesca

Francesca

 

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l'ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d'arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e cadere da cavallo. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de "I Cassiopei (biografie non autorizzate) e "Storia di Biagio"