Il castello (hrad) domina benignamente la città di Praga, dall’alto della collina di Malà Strana.

E’ stata una sorpresa visitarlo, e rendersi conto che non si trattava di un unico palazzo, ma di un vero e proprio complesso di edifici, diversi fra loro sia per funzione sia per epoca, una vera e propria cittadella lunga 570 metri e larga mediamente 130.

Fra gli innumerevoli palazzi e giardini, al suo interno si trova anche la cattedrale gotica di San Vito, una delle più grandi d’Europa, che venne costruita nel corso di quasi 600 anni (e comunque non è l’unica chiesa presente nello hrad).
San Vito si incontra dopo un paio di cortili iniziali, dopo essere passati in un porticato che entra su una nuova corte; la sua facciata si trova alquanto sacrificata, poiché di fronte ad essa lo spazio è molto ristretto, ed è impossibile godere di qualsiasi prospettiva. C’è talmente tanto poco spazio che risulta impossibile anche soltanto fare una foto completa all’intera facciata della cattedrale, perché è impossibile raggiungere l’angolatura di ripresa necessaria.

Una volta dentro, vale la pena raggiungere la cima del campanile, che è visitabile.

Lì, dall’alto, si gode di una vista favolosa non soltanto del castello e del famoso Ponte Carlo che attraversa la Moldova, ma di tutta la Città Vecchia (Stare Mesto) di Praga.

Panorama di Praga

Panorama di Praga dall’alto del campanile

Proprio legato alla salita al campanile è un ricordo che mi è rimasto impresso, nonostante siano passati alcuni anni, e ora capirete perché.

La scaletta d’accesso al campanile è una scala a chiocciola in pietra, vecchia e con gli scalini consumati e scivolosi, piuttosto stretta.

Ci sono 297 scalini e bisogna fare attenzione, non soltanto alla testa che gira un po’ a furia di girare in tondo, ma anche alle persone che vengono in senso opposto.
Ecco, io ho avuto il “piacere” di trovarmi in questo stretto cubicolo, intenta a salire gli scalini in un caldo agosto, mentre dall’alto scendevano robusti e rubicondi signori slavi, tutti belli affaticati, sudati e molti senza maniche… lo strusciamento umidiccio è stato inevitabile, e rabbrividisco ancora al pensiero 🙂

Comunque una volta arrivata in cima al campanile, il panorama che si gode da lassù ha ripagato veramente della fatica della salita (e anche di questi piccoli disagi imprevisti, eh sì).

Last Updated on 8 Marzo 2018 by Francesca

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