Dovete sapere che mi sono fatta un anno accademico alla University of California – Berkeley.

Studiavo cinema e invece di andare a Los Angeles come avrebbe fatto ogni studente di cinema con una borsa di studio per la California, ho fatto domanda nel posto che faceva più figo e intellettuale. Ed effettivamente, sul CV, fare il nome di Berkeley fa ancora più effetto che UCLA. Ma arriviamo al punto.

Potrei parlarvi dell’FSM, il Free Speech Movement Café nel cuore del campus dove, nel ’68, sono partiti i movimenti studenteschi. Potrei parlarvi dell’edificio del campus senza maniglie, tolte perché, durante quei movimenti, gli studenti ci avevano chiuso dentro il rettore. Potrei parlarvi dell’edificio di Film Studies, tale Dwinelle Hall, in cui esiste un mezzanino sbilenco perché progettato e costruito contemporaneamente da due architetti fratelli che, partendo uno dall’ala destra e uno dall’ala sinistra, solo quando si sono uniti hanno scoperto di aver sbagliato le misure. Potrei anche parlarvi di tutti i tipi strani che la popolano, come il vecchio che ogni tot fa il countdown per la fine del mondo, o ancora degli studenti che giocano a Quidditch. Ah, la mia Biz-erkeley.

Berkeley California Quiddich

Quiddich Game

E invece vi parlo della ridente Piedmont Avenue.

Bellissima, alle spalle avete le hills piene di puma, ai vostri piedi avete Berkeley e più in là ancora vi offre la vista del Golden Gate.

Berkeley golden Gate

Berkeley – Piedmont Av.

Ma che cosa sono queste urla? Le sentite anche voi? Ecco, dovete sapere che siete anche nella via delle fraternity e sorority houses. Io ci ho vissuto per un anno, non in una sororty ma in un normale appartamento locato stranamente in quel territorio da young americans. Io, che sono vecchia dentro.
Party frequentati: uno e mezzo. Alcol (scadente) bevuto: mezzo bicchiere.

Beh, che dire, è esattamente come avete visto nei film: musica, bicchieroni rossi, beer pong, tubi-imbuti-e-giù-giù-giù, gente che sale al piano di sopra, vino dal cartone e birra bud light in lattina. Ho imparato in fretta ad apprezzare questi party da fuori.

Berkely Piedmone Av. California

Let’s Party

PS: c’era un procione che la notte andava a rovistare nella spazzatura della Confraternita-vicina di casa. Nella mia testa, la povera creaturina andava a fare ordine.

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Paola

Paola

Bergamasca di nascita, bolognese d'adozione, californiana per vocazione. Due lauree e un dottorato in Television Studies, si divide fra università, televisione e moda. Ma niente di serio, ci assicura: sotto sotto è sempre la stessa fangirl/geek che va in giro per il mondo a cercare le location di film e serie TV. Ha un grande amore: gli Stati Uniti. Leggenda narra che non si sia mai ripresa veramente dall'anno di studio alla Berkeley e che adesso pensi di essere mezza americana. Si scusa per la qualità delle foto, ma  rifiuta di farsi regalare una macchina fotografica vera perché ha sempre poco spazio in borsa.