Se dovessi consigliare due cose da vedere assolutamente ad Istanbul, non avrei dubbi: Aya Sofya (Santa Sofia) e la Moschea Blu.

Si tratta di due capolavori diversi, ma ugualmente affascinanti e il fatto che si trovino a poca distanza uno dall’altro li rende perfetti da visitare in un’unica occasione.

Aya Sofya

La Basilica di Santa Sofia ha accolto tutte le religioni.

Ha una storia lunga ed affascinante che risale al periodo intorno al 500 d.C., quando Giustiniano decise di farla costruire nel luogo in cui sorgeva l’acropoli di Bisanzio e dove già erano state in precedenza edificate due chiese dedicate alla Sapienza.

Giustiniano volle una chiesa di dimensioni tali da far apparire minuscolo qualunque altro edificio in città e Santa Sofia rimase, in effetti, la chiesa più grande della cristianità fino al 1453, anno della presa di Costantinopoli, quando Mehmet il Conquistatore la reclamò per l’Islam, trasformandola in una Moschea.

Santa Sofia, che ha un profondo significato sia per i cristiani sia per gli islamici, fu convertita in museo nel 1934 da Atatürk.

Nel cuore della Basilica

Da fuori forse la Basilica non vi colpirà più di tanto, sembra, oggettivamente, uno strano incastro di pezzi diversi tra loro. Dentro però è indescrivibile. Narra la leggenda che Giustiniano quando vi entrò per la prima volta disse “Sia gloria a Dio per avermi giudicato degno di realizzare una simile opera. O Salomone, ti ho superato!”. Vi basterà entrare per capire che non esagerava.

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Come tutte le opere che sfidano le conoscenze umane, la cupola di Santa Sofia, pur rimanendo un’opera unica al mondo, ebbe bisogno di diverse ricostruzioni nel corso degli anni.

Vi dico qualche numero per darvi un’idea: la cupola misura 30m di diametro, è sostenuta da 40 massicci costoloni (realizzati con speciali mattoni provenienti da Rodi) e poggia su quattro enormi colonne nascoste nelle mura interne.

Tutto ciò regala una sensazione di spazio e grandezza unici.

Le vetrate istoriate e i mosaici d’oro regalano a Aya Sofya una luce incantevole.

I lampadari che pendono dal soffitto e arrivano fino a pochi metri dal pavimento sono stati aggiunti in età ottomana e conferiscono, secondo me, un fascino unico. Mi immagino la Basilica quando era illuminata da lampade ad olio in vetro, doveva essere sconvolgente, perché già solo quando si sono accese le luci artificiali è stato fantastico.

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Il secondo piano offre una vista sulla navata inferiore che regala davvero un senso di grandezza unico.

Preparatevi a trascorrervi il tempo che merita, perché ha fascino da vendere questo posto.

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Moschea Blu

Se Aya Sofya affascina con i suoi interni, la Moschea Blu mi ha stregata da fuori.

La Moschea Blu vista da Aya Sofya

La Moschea Blu vista da Aya Sofya

Il sultano Ahmet I la fece edificare proprio allo scopo di rivaleggiare con Aya Sofya e bisogna riconoscere che ha raggiunto lo scopo.

Anche in questo caso c’è una leggenda e narra che Ahmet fosse così euforico da lavorare a fianco degli operai e degli artigiani, esortandoli e ricompensandoli.

La Moschea è una perfetta fusione di linee curve, una cupola meno pretenziosa di quella di Aya Sofya, semicupole e minareti (sono 6, più di qualsiasi altra mosche di Istanbul e pari solo a quelli de La Mecca).

Da vicino o da lontano lo sguardo viene attratto da tutta quella perfezione.

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Dentro piastrelle blu (a cui la Moschea deve il suo nome), 260 finestre, arabeschi dipinti per abbellire la cupola e le semicupole.

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Si tratta di una moschea ancora utilizzata per il culto, quindi verificate gli orari di accesso, ricordatevi che dovrete togliere le scarpe e le donne si muniscano di un foulard da mettere in testa.

Prendetevi del tempo per passeggiare anche intorno alla Moschea, perché regala davvero angoli unici e indimenticabili.

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A visita terminata, fermatevi nel Sultanahmet Park e godetevi un succo di melograno appena spremuto.

La giornata sarà a questo punto perfetta!

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Dietro le quinte

Questo post nasce da uno scambio di whatsapp tra me e Francesca (alias la Capa) del seguente tenore.

La Capa: “Fra. Lo hai letto l’ultimo di Augias su Istanbul? Lo sto leggendo e mi è venuta voglia di vedere la Moschea Blu! Ci sei stata?”

Io: (che domande…) “Certo. Bellissima. Ma da dentro secondo me Santa Sofia non ha paragoni – occhi a cuore -”

La Capa: “E scrivicelo un post, no?”

Provateci voi a dirle di no! 😉

Questo post è stato scritto da:

FrancescaGi

FrancescaGi

Romana di nascita, sabina di azione, mamma di cuore. I suoi viaggi sono un mix tra il suo animo cittadino e l’amore incondizionato per la natura della mezza mela con cui condivide la vita. “Alla fine però sono venuti dei bei mix”, assicura lei. Chissà se la pensa così anche Luna, la coniglia nana più viziata del mondo, che li attende con pazienza a casa ogni volta. Anche se di fatto è un avvocato, Francesca dice di non avere ben chiaro cosa vuole fare da grande, ma sarà bene che lo capisca in fretta perché suo figlio di 2 anni le ha chiesto come regalo una Ducati Panigale!