Ti distrai un secondo e la tua Capa sognatrice diventa scrittrice e pubblica un libro: I Cassiopei (biografie non autorizzate).

Cassiopei: di cosa si tratta?

Il libro, edito da Nuova Immagine Editrice, racconta le avventurose vite dei mici ospiti dell’Oasi Felina Cassiopei, gattile extra lusso grazie alle due instancabili umane che se ne occupano.

Si tratta di brevi racconti in cui Francesca narra le storie di alcuni gatti lasciando correre penna e fantasia e riuscendo ogni volta a strappare un sorriso.

Mi ha fatto inevitabilmente pensare a quando guardo Luna dormire pigra e immagino per lei una vita segreta fatta di avventure assurde. Se avete un animale domestico, so per certo che lo avete fatto anche voi ogni tanto.

Ogni racconto è poi corredato da una bellissima foto che Francesca ha fatto al protagonista.

Il risultato è un libro dolce, che fa sognare una realtà diversa per questi bei gatti che si sono tutti dovuti confrontare con la stupidità umana e con la dura vita di strada, prima di giungere a questa oasi serena.

A mio avviso il libro ha un solo, terribile, difetto.

Finisce troppo presto! Avrei voluto leggere ancora altre storie (esigo il racconto di Paris!) e molte altre pagine del diario di Dea (lo confesso, è la mia preferita).

Leggendo mi sono venute in mente delle domande che avrei voluto fare a Francesca. E visto che per una volta ho l’onore di conoscere personalmente la scrittrice, è nata una piccola intervista.

Cassiopei

Intervista a Francesca Cardelli

Gattare si nasce o si diventa?

Una bella domanda. Credo che sia un’attitudine emotiva, la capacità di provare empatia per esseri che non hanno voce, ma hanno emozioni.

La gattara aiuta animali che dal punto di vista umano non sono “suoi”. Spende soldi per comprare cibo a chi non sa chiederlo, e svolge una funzione che dovrebbe essere svolta dagli enti preposti.

Credo che tanto arrivi da dentro, ma tanto può farlo anche l’educazione emotiva che danno i genitori.

Come hai conosciuto I Cassiopei?

Una delle due invasate, Cristina, ha iniziato a lavorare nel mio stesso ufficio circa tre anni fa.

Quando mi disse che aveva messo su un’oasi felina per salvare i gatti di strada, mi offrii per fare le foto da mettere negli appelli, l’unica cosa che so fare.

Ho sempre avuto gatti in casa e mi piacciono da morire. Da quel momento, sono entrata nel tunnel.

Le due umane sono davvero così invasate come racconta Dea?

No, sono molto peggio.

Dea vede solo una piccola parte del lavoro che fanno quelle due assatanate di Anna e Cristina. Oltre al lavoro all’oasi felina, portano gatti dal veterinario, fanno visite pre e post affido, salvano gatti dalla strada, organizzano raccolte fondi, corrono da una parte all’altra della città (ma anche della regione, ma anche d’Italia) per salvare mici in difficoltà, rispondono a richieste, rassicurano adottanti impauriti.

Tutto a loro spese e senza chiedere niente in cambio, se non la consapevolezza di aver aiutato una creatura bisognosa.

cassiopei

Com’è nata l’idea di queste storie originali, divertenti e curiose, prive del diffuso spettacolo del dolore?

L’idea mi è venuta dopo un po’ che leggevo gli appelli nel gruppo Facebook dei Cassiopei. Mi sono accorta che erano uno più triste dell’altro e che mi facevano venire il magone e che, dopo un po’, li saltavo direttamente senza leggerli.

Mi sono detta: perché non creare appelli positivi, che facciano ridere, che mettano in luce le caratteristiche del micio, ma che allo stesso tempo si facciano leggere e non sfruttino il dolore che il gatto ha passato?

L’ho proposto a Cristina che mi ha dato carta bianca.

A livello di adozioni, la tecnica ha dato frutti?

All’inizio non tanto, ma alla lunga sì. Sono stati adottati più gatti dello scorso anno, abbiamo quasi il triplo di follower sulla pagina Facebook, quindi direi che ha funzionato.

Anche se ci sono dei contro: alcune persone, purtroppo, se non leggono cose strappalacrime non prendono sul serio gli appelli. Altre non comprendono l’ironia che c’è dietro e fanno domande assurde.

La maggior parte però ha apprezzato.

E l’idea del libro com’è nata?

L’idea del libro è venuta alla nostra editrice, Laura Neri della Nuova Immagine Editrice. Anche lei è una gattara, discendente da una famiglia di gattari. Dopo aver letto gli appelli, ha contattato Cristina e le ha proposto di raccogliere gli appelli più divertenti in un libretto, da vendere per beneficienza e raccogliere fondi.

L’invasata lo ha detto a me e io ho accettato immediatamente. Poi mi sono fatta prendere la mano.

A noi puoi dirlo: chi è il tuo Cassiopeo preferito?

Non lo dirò mai, neanche sotto tortura. Comunque è molto bello. Forse addirittura è già stato adottato.

Cosa possiamo fare per aiutare concretamente I Cassiopei?

Ci sono tante cose da fare: comprare il libro i cui proventi andranno totalmente ai mici, fare una donazione, adottare un gatto a distanza.

Tutte cose che trovate sul sito internet de I Cassiopei nella sezione “Come Aiutarci”.

Anche condividere appelli della pagina Facebook serve a diffondere le storie il più possibile.

Ma soprattutto ricordarsi che in ogni città c’è un’oasi felina che ha bisogno di volontari. Il nostro tempo è la cosa più preziosa che possiamo donare agli altri.

Indipendentemente dal numero di zampe.

* * *

Spero di aver soddisfatto anche la vostra curiosità.

Io di certo continuerò a seguire le loro storie su Facebook, perché se diventi un #cassiopeier, non puoi farne più a meno.

I Cassiopei: Info

Il libro, è bene ribadirlo, costa 10 Euro e il ricavato andrà interamente all’oasi felina I Cassiopei per affrontare le spese quotidiane che un gattile tenuto con amore richiede.

Lo potete trovare nelle migliori librerie, su Amazon.

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Ebbene sì, il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

La capa lo ha fatto ancora! Cliccate qui per leggere il post sul suo ultimo libro, l’attesissimo (!!!) “Storia di Biagio“.

Questo post è stato scritto da:

FrancescaGi

FrancescaGi

Romana di nascita, sabina di azione, mamma di cuore. I suoi viaggi sono un mix tra il suo animo cittadino e l’amore incondizionato per la natura della mezza mela con cui condivide la vita. “Alla fine però sono venuti dei bei mix”, assicura lei. Chissà se la pensa così anche Luna, la coniglia nana più viziata del mondo, che li attende con pazienza a casa ogni volta. Anche se di fatto è un avvocato, Francesca dice di non avere ben chiaro cosa vuole fare da grande, ma sarà bene che lo capisca in fretta perché suo figlio di 3 anni le ha chiesto come regalo una Ducati Panigale!

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