Può sembrare strano a dirsi, ma quando ripenso alle Concerie di Fès, o Chouara, il primo senso che si risveglia non è la vista, ma l’olfatto.

Ricordo nitidamente due odori contrapposti. Penso prima al profumo fresco e aromatico dei rametti di menta che vengono offerti ai visitatori da tenere sotto il naso per allontanare l’altro odore, quello forte, nauseante, avvolgente delle pelli di mucca, pecora, cammello e capra stese ad asciugare.

Il quartiere delle concerie medievali di Fès è da non perdere per l’impatto visivo che regala.

Lo spettacolo delle cisterne ad alveolo è perfettamente godibile dai tetti a terrazzo dei numerosi negozi di pelletteria della Medina.

Anche noi siamo saliti per le rapide scale di un negozio e quando ci siamo affacciati al terrazzo la vista è stata affascinante e suggestiva.

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Le cisterne delle concerie

I lavoratori si aggirano agili intorno e dentro le vasche piene dei pigmenti multicolori.

Basterà uno sguardo e i vostri occhi si riempiranno di giallo curcuma, blu indaco, verde menta, bianco calce. Le pelli vengono pulite, ammorbidite, colorate ed infine stese ad asciugare.

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In Marocco esistono diverse industrie che conciano il cuoio marocchino ma le concerie di Fès sono le più antiche del mondo e sono così preziose da essere state classificate come Patrimonio Mondiale dall’Unesco.

Concerie di Fès

Quattro ettari di storie e colori, circondate da centinaia di case bianche, divise in quattro zone e dotate di 1.200 bacini.

A guardare queste vasche sembra di fare un viaggio nel tempo indietro di secoli, poi basta alzare lo sguardo per tornare ai nostri tempi con la moltitudine di parabole che si affolla sui tetti delle case.

Uscire a mani vuote dalla pelletteria credo sia umanamente impossibile. Come resistere a tanto meraviglioso colore?

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Concerie di Fès

Io mi sono regalata un paio di ballerine blu petrolio che sono una gioia per gli occhi e per i miei piedi. Mai ho trovato ballerine tanto morbide e comode.

Un ultimo sguardo dall’alto prima di scendere di nuovo i ripidi scalini che riportano nel cuore dei vicoli della Medina.

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Vi siete persi la storia di quando ho rischiato di finire investita dentro la Medina di Fès? La trovate qui.