La strada per Menfi e Tebe passa da Torino  (Jean-Francois Champollion)

Se stai visitando il capoluogo piemontese, una visita al Museo Egizio di Torino dovrebbe essere sicuramente in cima alla lista delle cose da vedere a Torino.

Il Museo Egizio di Torino è il secondo più importante al mondo dopo quello de Il Cairo e, continuando a leggere, spiegherò meglio il perché.

L’ho visitato più volte e, specialmente dopo la ristrutturazione completa avvenuta nel 2015, è sempre molto piacevole trascorrere la giornata al suo interno. 

C’è molto da vedere al Museo Egizio di Torino, dalla Galleria dei Sarcofagi ai laboratori didattici, in questo post ti dirò tutto ciò che devi sapere per pianificare la tua visita.

Ciò includerà tutto, dal risparmio sui biglietti per il Museo Egizio di Torino, a cosa vedere e fare e altri suggerimenti per la tua visita. museo egizio di torino guida

Visitare il Museo Egizio di Torino come una local

Da generazioni, noi ex-bambini torinesi conosciamo bene il Museo Egizio di Torino, poiché è una delle visite pressoché d’obbligo che vengono fatte nel corso della nostra carriera scolastica.

Soprattutto le mummie sono fra i reperti che colpiscono di più la nostra immaginazione.

Ma non ci sono soltanto loro.

L’estrema familiarità con questo museo a volte ci fa dimenticare che il Museo Egizio di Torino è uno dei più importanti al mondo per la tematica, secondo solo a quello del Cairo.

Al mondo ci sono altri musei famosi che conservano cimeli egizi, ad esempio il British Museum di Londra, il Louvre di Parigi o il Neues Museum di Berlino.

piramide Museo Egizio di Torino

Perché il Museo Egizio di Torino è così importante?

Il Museo Egizio di Torino è unico e ha una connotazione particolare rispetto a quelli citati nel paragrafo precedente,

Non solo illustra la storia dell’Antico Egitto e conserva pezzi di particolare interesse artistico. Testi funerari e religiosi, ma ha anche armi, strumenti musicali, utensili, vestiti, resti di cibi, documenti pubblici e privati che raccontano la vita quotidiana dell’Egitto antico, affascinante e misterioso, dal 4000 a.C. al 700 d.C.

Storia del Museo Egizio di Torino

Perché questo museo nacque proprio nel capoluogo piemontese? Il Museo nacque a Torino semplicemente perché prese vita, nel 1824, dalla fusione di due ricche collezioni: quella di Bernardino Drovetti e quella dei Savoia.

Il piemontese Drovetti era console generale di Francia in Egitto durante le campagne napoleoniche, e raccolse oltre 5000 pezzi antichi, che riportò a casa creando il primo nucleo della collezione.

I Savoia la acquistarono unendola agli oggetti (statue, mummie e tavole) che avevano già acquisito nei decenni precedenti per arricchire il museo di antichità dell’Università torinese.

Si formò così un museo Egizio, primo al mondo di nome e di fatto, che venne collocato nel Palazzo dell’Accademia delle Scienze.

Gli oggetti documentavano soprattutto i periodi del Nuovo Regno e dell’Età Tarda (dalla metà del II al I millennio a.C), periodi più recenti rispetto all’epoca delle grandi piramidi.

Questa lacuna venne colmata nei primi decenni del ‘900, grazie agli scavi archeologici condotti da Ernesto Schiaparelli e Giulio Farina, che fecero arrivare a Torino altri 18.000 oggetti.

Vennero ritrovate tombe a el-Giza, sculture delle prime dinastie, arredi intatti di tombe di ignoti dell’Antico Regno.

Si trovarono anche i sarcofagi di Nefertari, moglie di Ramesse II, e la tomba intatta dell’architetto Kha e di sua moglie Merit.

Negli anni Sessanta la collezione crebbe ancora con il Tempio di Ellesjia.

Il Tempio venne donato dal governo egiziano all’Italia nel 1970, come ringraziamento per l’aiuto nel recupero dei templi nubiani minacciati dalla costruzione della diga di Assuan.

Venne trasferito e fedelmente rimontato in un ambiente del Museo.

Secondo me le sale più monumentali del museo sono quelle dello statuario, che raccolgono le grandi statue delle divinità (molte raffigurazioni delle dee Bastet e Sekmet) e dei faraoni (bellissima la grande statua in basalto nero di Ramesse II).Statuina di falco e sarcofago di ibis Museo Egizio di Torino

Il nuovo allestimento

L’allestimento attuale è stato ideato dallo scenografo premio Oscar Dante Ferretti, in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006.

Ha dato alle sale un’ambientazione buia molto suggestiva, con sapienti giochi di specchi.

Ma dopo le Olimpiadi è stato tutto il Museo Egizio ad essere oggetto di ristrutturazione.

I cantieri sono andati avanti dal 2010 al 2015, per settori, senza mai chiudere il museo ai visitatori. Il 1° aprile 2015 il nuovo Museo Egizio è stato presentato ufficialmente.

Gli spazi espositivi sono stati ampliati, occupando anche i piani più alti del palazzo dell’Accademia delle Scienze (precedentemente occupati dalla Galleria Sabauda che è stata spostata), e le collezioni sono state ricollocate in senso cronologico.

Tutto il percorso di visita è stato impostato ex-novo.

La biglietteria e il bookshop adesso si trovano al piano ipogeo (-1), insieme al settore dove viene illustrata tutta la storia del museo stesso. Si prende poi una moderna scala mobile – risalendo metaforicamente il fiume Nilo riprodotto su una parete laterale – per raggiungere il secondo piano, da dove ha inizio la visita. Tutte le bacheche e le vetrine sono state riammodernate  e valorizzate al meglio, come spazi e come illuminazione.

I vecchi biglietti giallognoli con le scritte a macchina (che avevano un loro fascino retrò…) sono stati sostituiti da didascalie più ampie, in italiano e in inglese.

Gli oggetti sono stati redistribuiti in modo radicale.

Sono ora presenti postazioni multimediali di approfondimento.Statua di Ramesse II tra Amon e Mut - Museo Egizio di Torino

Curiosità sul Museo Egizio di Torino

Una curiosità: quando percorrete la Galleria dei Sarcofagi, alzate gli occhi verso il soffitto e osservate anche gli affreschi degli animali che fanno capolino dalle lunette in alto.

Non hanno attinenza con l’Egitto, ma sono dipinti del vecchio museo di scienze che aveva sede nel palazzo nel ‘700, e che sono stati riscoperti dai lavori dei cantieri. Belli e delicati.

Il museo si è lanciato in un’intensa attività di promozione e comunicazione rivolta al grande pubblico.

Anche Alberto Angela ha dedicato alla riapertura del museo la puntata-documentario “Una notte al museo“, andata in onda su RaiUno.

Noi torinesi siamo molto fieri del nostro Museo Egizio, e siamo orgogliosi che venga scoperto ed apprezzato anche da un pubblico molto più ampio.

Sarcofago di Merit - Museo Egizio di Torino

Dove si trova il Museo Egizio di Torino

Il Museo si trova nel centro di Torino, in Via Accademia delle Scienze numero 6. 

Come arrivare al Museo Egizio di Torino

Ci sono tante opzioni per arrivare al museo in totale autonomia, ecco qui di seguito elencate le più popolari.

Il modo più semplice per arrivare al Museo è quello di usare i mezzi pubblici. A Torino infatti sono particolarmente efficienti e numerosi e, in occasione delle Olimpiadi Invernali del 2006, è stata aggiunta anche una comoda metro.

  • Autobus/tram: A seconda della parte di Torino da dove arrivate, ecco tutte le linee che fermano davanti al Museo. I nomi delle fermate sono Bertola o Castello. Linee 4 e 15; linee 58, 58B, 11, 55, 57; linee 72 e 72B; linee 13, 56, 51; linea 27; linee 13, 15, 55, 56; linea 7 (in servizio sabato, domenica e festivi).
  • Metropolitana: Linea 1 – fermata PORTA NUOVA.
  • A piedi: dalla Stazione Porta Nuova: Prendendo via Lagrange (che poi diventa via Accademia delle Scienze), si arriva al Museo Egizio in 10-15 minuti. Dalla stazione di Porta Susa, il Museo si raggiunge in circa 20-25 minuti.
  • Auto: se invece preferite usare un mezzo proprio, il parcheggio più vicino al Museo Egizio è il parcheggio Roma – San Carlo – Castello, con ingresso da piazza Castello (angolo via Viotti); piazza Carlo Felice; via Lagrange.

Sarcofagi al Museo Egizio di Torino

Orari di apertura del Museo Egizio di Torino 

Il Museo Egizio di Torino è normalmente aperto tutti i giorni, con orario ridotto solo il lunedì.

Ecco i normali orari di apertura:

  • Lunedì: 9.00 – 14.00
  • Martedì-Domenica: 9.00 – 18.30

Statua di Ramesse II al Museo Egizio di Torino

Museo Egizio di Torino: biglietti

Per accedere al Museo c’è bisogno di un biglietto.

È fortemente raccomandato acquistarlo prima della visita, online, per evitare di fare troppa fila all’ingresso o addirittura di non entrare affatto.

A causa del grande afflusso di visitatori infatti gli ingressi sono contingentati e c’è il rischio di non riuscire a visitare il museo. 

Quanto costa visitare il Museo Egizio di Torino

Queste sono le tariffe per il 2023:

  • Adulti: 18 euro
  • Ridotto: 15 euro
  • Ragazzi da 15 a 18 anni: 3 euro
  • Bambini da 6 a 14 anni: 1 euro
  • Bambini sotto i 6 anni: gratis
  • Famiglia (2 adulti e 2 bambini minori): 36 euro

Dove acquistare i biglietti per il Museo Egizio di Torino

Ci sono numerose opzioni per l’acquisto dei biglietti per il Museo Egizio.

Eccole tutte:

  • Alla biglietteria in loco (sconsigliassimo per i motivi di cui ho parlato sopra);
  • Online sul sito di Get Your Guide
  • Online sul sito di Tiqets
  • Online sul sito di Civitatis

Personalmente raccomando uno di questi tre siti per un motivo semplice: i biglietti sono rimborsabili entro 24 ore dalla data della visita. 

È una comodità straordinaria, se pensate che avrete il biglietto prenotato ma che, se per qualsiasi motivo non dovreste andare, vi saranno restituiti tutti i soldi.

Anche questa è una buona opzione, ma dovete essere assolutamente certi di andare, perché in caso contrario non avrete rimborsi.

Statue al Museo Egizio di Torino

Sconti sui biglietti

Se visitate Torino o il Piemonte per almeno due giorni, considerate di acquistare la Piemonte Card.

In questa carta, infatti, è incluso anche l’ingresso al Museo Egizio di Torino, insieme a numerosi altri monumenti che vorrete visitare durante il vostro soggiorno nel capoluogo piemontese.Galleria dei Sarcofagi - Museo Egizio di Torino

Info generali per la visita al Museo Egizio di Torino

Infine, ecco alcune informazioni aggiuntive che vi possono essere utili per la visita.

  • Accessibilità: Il Museo Egizio prevede percorsi e laboratori specifici per bambini e ragazzi (ma anche per adulti) con bisogni specifici. Ci sono percorsi tattili accompagnati da egittologi con esperienza nel settore per tutti i ciechi e gli ipovedenti. All’interno delle sale del Museo non ci sono barriere architettoniche: sedie a rotelle e passeggini possono accedere senza problemi.
  • Animali: sono ammessi unicamente gli animali utilizzati per la pet therapy, previa presentazione di certificato medico e i cani da accompagnamento per persone diversamente abili.
  • Bambini: nel museo sono disponibili sia percorsi accompagnati da un egittologo a misura di famiglia, sia percorsi con videoguida e audioguida specifici. Nei bagni sono presenti i fasciatosi e ci sono toilette baby, per i bambini. Per far divertire i più piccoli, è stato inventato lo Spazio ZeroSei Egizio.  È un luogo pensato per introdurre in forma di gioco e di racconto i più affascinanti temi dell’antico Egitto. È un ambiente che offre ai bambini un’esperienza di scoperta e conoscenza della civiltà faraonica, attraverso un percorso guidato divertente sotto la guida di educatori specializzati. È aperto sabato, domenica e festivi, con orari dedicati (9:15, 10:45, 12:15, 15:00 e 16:15). Le attività durano circa un’ora e i bambini devono essere accompagnati da un adulto. Il costo è di 5,00 euro a bambino.

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Questo post è stato scritto da:

Roberta

Roberta

Era ancora il secolo scorso quando si è laureata in Scienze della comunicazione, si è poi ritrovata quasi per caso a lavorare nel mondo che rappresenta il simbolo del secolo attuale: il World Wide Web. Anche se non ha i capelli biondi, a 3 anni ha fatto come Alice ed è caduta nella tana del coniglio, dove ha scoperto il paese delle meraviglie chiamato Lettura. Giusto il tempo di diventare grande e ha cominciato a intraprendere viaggi alla scoperta di luoghi conosciuti sulla pagina scritta (e se sono le Isole britanniche è anche meglio). Riservata ma curiosa, pigra ma multitasking, è un’ammiratrice del disordine organizzato.