Santa Maria Novella, Firenze: orari e biglietti saltafila; cosa vedere all’interno e all’esterno.

Il complesso monumentale della Basilica di Santa Maria Novella a Firenze (detta anche SMN) è uno dei luoghi più belli che vedrete mai, pieno di curiosità e di capolavori della storia dell’arte.

Spesso è trascurata dalla maggior parte dei turisti, che le preferiscono altri siti come il Duomo (Cattedrale di Santa Maria del Fiore) o Palazzo Vecchio. Ma se avete tempo, dedicatele un paio d’ore e non ve ne pentirete.

SMN si trova accanto alla stazione ferroviaria centrale di Firenze, che tra l’altro prende proprio il suo nome.

Santa Maria Novella: Orari e biglietti

La Basilica di SMN è aperta:

. ogni lunedì, giovedì, venerdì, sabato e prefestivi religiosi dalle 10 alle 17.
. ogni domenica e festivi religiosi dalle 13 alle 17 (sono festivi religiosi: il 1 Gennaio, il 6 Gennaio, il 15 Agosto, il 1 Novembre, l’8 Dicembre, il 25 Dicembre e Pasqua).

La basilica è sempre chiusa il martedì e il mercoledì.

Santa Maria Novella: 3 modi per saltare la fila; tour e visite guidate

SMN fa parte del circuito dei Musei civici fiorentini. Il biglietto è acquistabile direttamente presso la biglietteria della Basilica il giorno della visita, senza prenotazione.

Se volete saltare la fila, ci sono tre modi per farlo: 1) acquistando i biglietti on line sul sito ufficiale, prenotando il giorno e l’ora di entrata.

Il costo del biglietto è di:

. Euro 7,50 per gli adulti;
. Euro 5 per i bambini tra gli 11 e i 18 anni.

Il biglietto è gratis per: i residenti del Comune di Firenze, i bambini fino a 11 anni, i disabili e gli accompagnatori, i membri di ogni ordine religioso, le guide turistiche italiane e i possessori della Firenze card.

Modo numero 2) per saltare la fila: l’associazione Mus.e organizza visite guidate e attività per tutta la famiglia; basta prenotare il giorno e l’ora della visita sul loro sito e il gioco è fatto.

Se invece siete particolarmente amanti della storia dell’arte e delle curiosità, ecco il modo numero 3) per saltare la fila: prenotando un tour privato che parte dalla piazza omonima antistante la basilica e che include i chiostri e l’interno di SMN.

Santa Maria Novella: la storia

Nel 1219 dodici frati domenicani arrivarono da Bologna e chiesero che venisse loro assegnato un luogo per predicare il proprio culto. Ottennero la piccolissima chiesa di Santa Maria delle Vigne, chiamata così per i vigneti che la circondavano (sembra strano, ma all’epoca il sito era in piena campagna!); ma già nel 1279 erano stati avviati i lavori di ampliamento per un complesso ben più ampio del precedente.

Su commissione della famiglia Ruscellai, l’architetto Leon Battista Alberti progettò la facciata come la vediamo oggi.

Cosa vedere all’esterno di SMN: la facciata

La facciata della Basilica di SMN è la più antica di Firenze e l’unica disegnata così fin dal progetto e poi effettivamente realizzata. La facciata fu opera dell’architetto Leon Battista Alberti e di un frate domenicano, Ignazio Danti. Quest’ultimo era uno studioso degli astri e fece integrare nella facciata ben due congegni che lo aiutassero nelle sue ricerche. Sono visibili ancora oggi.

Il primo è uno gnomone (un quadrante solare costituito da un’asta la cui ombra si proietta su una superficie piana – lo vedete nella foto qui sotto), che si trova a destra dell’ingresso e la seconda è una sfera armillare (un astrolabio sferico formato da cerchi concentrici, che mostra il moto dei pianeti) a sinistra dell’ingresso.

Grazie a questi due strumenti, frate Danti riuscì a calcolare la differenza tra l’anno solare e il calendario giuliano (perché promulgato da Giulio Cesare) e che veniva usato al tempo. Sottoposti i suoi calcoli a Papa Gregorio XIII, riuscì a far approvare il calendario gregoriano, che usiamo ancora oggi.

Sapete la curiosità più sconvolgente? L’allineamento del calendario gregoriano all’anno solare avvenne in una sola notte e nel 1582 si passò direttamente dal 4 al 15 ottobre, in poco più di dieci ore! Tutto questo grazie a un frate e agli strumenti apposti sulla facciata di una basilica fiorentina.

Visita all’interno della Basilica di Santa Maria Novella

I capolavori che troverete all’interno della basilica sono numerosissimi, tutti incredibilmente importanti per la storia dell’arte. Tutti unici nel loro genere.

La Trinità del Masaccio

Giotto rinato, che riprende il lavoro dove la morte lo fermò“, ecco cosa dicono gli storici odierni di Masaccio, questo artista geniale scomparso a soli 27 anni.

Tra le sue opere più importanti c’è la Trinità, che si trova nella navata sinistra di SMN, realizzata nel 1427. La particolarità è che, per la prima volta nella storia dell’arte, i committenti non sono religiosi, non è la Chiesa, ma bensì due ricchi borghesi, dipinti ai piedi della croce, senza aureole (in quanto peccatori e non santi).

trinità masaccio smn

La Cappella Tornabuoni con gli affreschi del Ghirlandaio

Dietro l’altare maggiore, si trova la Cappella Tornabuoni (i Tornabuoni erano una ricca famiglia fiorentina: forse avrete sentito parlare di Lucrezia Tornabuoni, la madre di Lorenzo il Magnifico), affrescata dal Ghirlandaio.

È la parte che mi ha colpita di più. Non sono un’esperta d’arte, né di storia dell’arte, ma ai piedi di questi incredibili affreschi l’unica parola che mi è venuta in mente è stata “trionfo”. Non saprei spiegare perché.

Gli affreschi raffigurano scene tratte dalla vita della Madonna e di San Giovanni Battista e furono realizzati da Domenico Ghirlandaio e dai maestri della sua bottega, tra il 1485 e il 1490.

Il Crocifisso di Giotto

Al centro della navata maggiore, appeso a quattro metri da terra, si trova il Croficisso di Giotto, dipinto tra il 1290 e il 1295. È una delle prime volte nella storia dell’arte che Cristo è dipinto sofferente, morente: Christus patiens.

Quando Giotto iniziò l’opera, aveva poco più di 20 anni.

crocifisso di giotto santa maria novella firenze

Il Crocifisso ligneo del Brunelleschi

Questo capolavoro in legno scolpito dal Brunelleschi fu creato a causa di una vera e propria sfida lanciatagli da Donatello. Filippo Brunelleschi, infatti, aveva aspramente criticato il crocifisso, anch’esso in legno, scolpito dallo stesso Donatello e appeso in Santa Croce perché troppo realistico: secondo Brunelleschi Gesù sembrava un “contadino in croce”. Donatello sfidò quindi Filippo a fare di meglio.

Brunelleschi scolpì questa opera tenendo a mente sia la perfezione del crocifisso di Giotto, che la divinità del soggetto, facendo piegare Gesù sulla croce per “generare spazio”.

Alla vista della perfezione dell’opera del Brunelleschi, si dice che Donatello abbia lasciato cadere le uova che teneva in mano (appena acquistate) e abbia esclamato “A te è concesso fare i Cristi e a me i contadini“.

crocifisso brunelleschi firenze smn

La cappella di Filippo Strozzi

A destra della Cappella Tornabuoni, un po’ più dimessa rispetto all’opulenza degli affreschi di quest’ultima, si trova la Cappella commissionata da Filippo Strozzi il Vecchio a Filippo Lippi, terminata nel 1502.

Si tratta di un ciclo pittorico che narra le storie della vita dei santi Filippo Apostolo e Giovanni Evangelista.

Visita alla parte esterna di SMN

Terminata la visita alle navate interne, si passa all’esterno e ai chiostri, anche questi non certo privi d’importanza.

Il Chiostro dei Morti

La parte più antica del complesso deve il suo nome alla funzione cimiteriale che ha rivestito per secoli. Per qualche strano, assurdo motivo, è la mia parte esterna preferita. Quando nel 1279 iniziarono i lavori di costruzione del complesso da parte dei frati bolognesi, questa parte già esisteva.

Il chiostro assunse l’aspetto odierno dopo l’alluvione del 1333 e la ricostruzione a opera del Buontalenti. Gli affreschi vennero restaurati durante la metà del 1900, ma l’alluvione del 1966 li deteriorò ulteriormente. Solo nel 2011, con gli interventi di consolidamento e ripristino, questa parte è stata riaperta al pubblico.

Il Chiostro Verde

Edificato intorno al 1333, deve la sua notorietà a una serie di affreschi di Paolo Uccello, che ne decorano tre lati. Il suo nome, Chiostro Verde, gli è stato attribuito a causa della particolare tecnica pittorica usata al tempo, detta della terra verde.

Le pitture sono sulla storia della Genesi; il ciclo inizia con la Creazione, nella campata nord-est e prosegue con le storie dei padri del cristianesimo: Noé, Abramo, Isacco e Giacobbe.

La sala capitolare o Cappellone degli Spagnoli

Costruita tra il 1343 e il 1355, inizialmente questa cappella aveva la funzione di sala capitolare del convento. Prese il nome di Cappellone degli Spagnoli quando fu donata alla comunità iberica che si instaurò a Firenze, a seguito del matrimonio tra Cosimo I de’ Medici ed Eleonora di Toledo.

Informazioni generali per la visita

La visita alla Basilica di Santa Maria Novella richiederà circa due ore, se volete ammirare tutto con calma e senza fretta. L’accesso è strutturato in modo che i portatori di handicap non abbiano problemi durante il percorso.

Trattandosi di una basilica, è sempre bene controllare gli orari delle messe e avere un abbigliamento consono a un luogo di culto.

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