Un itinerario in Normandia e Bretagna fatto in auto non può non prevedere una sosta in alcuni dei luoghi protagonisti della storia del secolo scorso: le spiagge dello sbarco in Normandia.

Si tratta di luoghi importantissimi dal punto di vista storico, ma anche naturalistico.

Ricchi di flora e di fauna, marine e non, sono zone in larga parte protette. Questo non vuol dire che non si possano visitare e farci sun bel picnic, cosa che vi consiglio assolutamente.

Perché, vi svelerò un segreto: non è vero che in Normandia piove sempre.

Quando la visitiamo noi, la Normandia ci accoglie con un caldo e un sole spiazzanti che fanno decisamente a pugni con i maglioni nelle nostre valigie.

Ma che io mi lamenti del bel tempo, per quanto inaspettato, non esiste!

Detto questo, se volete visitare i luoghi e le spiagge dello sbarco in Normandia, avrete tante domande: quale spiaggia visitare per prima? Come muoversi? Quali musei vedere e quali no?

In questo post, proverò a rispondere a tutte queste domande, che poi erano anche le mie prima di andarci.Spiagge dello sbarco in Normandia

Visitare le spiagge dello sbarco: serie TV da vedere

Già il precedente inverno, quando il viaggio in Normandia ha iniziato a prendere forma, sono cominciate anche le letture e le visioni di film sullo sbarco.

Prepararsi e conoscere gli avvenimenti accaduti, è fondamentale per visitare luoghi come la Normandia, importantissimi per la nostra storia recente.

  1. un classico, Il giorno più lungo di Cornelius Ryan, il primo libro mai scritto sullo sbarco, pieno di aneddoti divertenti, commoventi, eroici e curiosi – episodi avvenuti poco prima, durante e poco dopo lo sbarco stesso;
  2. il secondo è Banda di Fratelli, una mini serie TV di una decina di anni fa prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks sulle vicende della Easy Company (ossia la compagnia “E” del 2º Battaglione del 506º Reggimento di Fanteria Paracadutista della 101ª Divisione Aviotrasportata, detta anche le “aquile urlanti” – Screaming Eagles) – vi dico solo che mi è piaciuta talmente tanto che dopo averla presa in prestito in biblioteca, l’ho comprata e l’ho rivista da capo (due volte).

Tratto da Enrico V di W. Shakespeare:

Da oggi, fino alla fine del mondo, noi saremo ricordati.

Noi, pochi fortunati, noi, Banda di Fratelli.

Perché colui che oggi è con me

e versa il suo sangue sul campo,

egli è mio fratello.

spiagge dello sbarco in normandia

Dove si trovano e quali sono le spiagge dello sbarco in Normandia?

Le spiagge relative al D-Day (6 giugno 1944) si trovano nella Francia del Nord, nella regione Normandia.

Dal villaggio di Ouistreham fino alla penisola del Cotentin, e quindi da est verso ovest, si trovano le 5 spiagge dello sbarco in Normandia:

  • Sword Beach
  • Juno Beach
  • Gold Beach
  • Omaha Beach
  • Utah Beach

arromanches les bains

Come visitare le spiagge dello sbarco in Normandia?

  • Auto: Il modo migliore per visitare le spiagge della Normandia, se si ha abbastanza tempo è farlo in auto. Viaggiare on the road consente di scegliere quali spiagge, memoriali, cimiteri e monumenti visitare. Permette di andare al proprio ritmo, tornare indietro se si vuole, restare più a lungo in un posto che ci piace. È possibile visitare piccole realtà e fare deviazioni dai percorsi turistici. È quello che abbiamo fatto noi nel nostro itinerario in Normandia e Bretagna. Leggi il mio post su come noleggiare un’auto low cost in Francia.
  • Tour guidati: Se non avete voglia di guidare, potete fare base a Parigi e programmare un’escursione di un giorno. Il vantaggio di fare un tour è, ovviamente, avere una guida che organizzi tutto e racconti i punti salienti di un luogo. Una buona guida sa come coinvolgere il viaggiatore raccontando storie e fatti sul D-Day e sulle spiagge dello sbarco. Chiaramente, essendo i luoghi dello sbarco sparsi su una vasta area, i tour organizzati scelgono di visitare solo alcuni punti, per sfruttare al meglio il tempo. Cliccate qui per un tour di un giorno da Parigi o qui per un tour di un giorno da Bayeux.
  • Mezzi pubblici: non è facile fare un tour completo delle spiagge dello sbarco solo con i mezzi pubblici. Da Parigi, un treno locale arriva alla stazione di Arromanchel-les-Bains, ma impiega oltre 2 ore e mezzo. Da lì, occorre spostarsi in bus lungo la costa.

monumento dday

Monumento alla Easy Company a Breacourt Manor

Dove fare base per visitare le spiagge dello Sbarco?

Una volta arrivati, essendo la zona abbastanza vasta, ma visitabile in uno o due giorni, bisogna scegliere dove fare base per visitare il sito.

Noi abbiamo alloggiato ad Arromanches-les-Bains. Con un colpo di fortuna, visto che era alta stagione, abbiamo trovato un piccolo albergo che si affacciava sulla spiaggia e lo abbiamo usato come base.

Se siete fortunati come me, date un’occhiata all’Hotel D’Arromanches Pappagall

Altrimenti, anche alloggiare a Caen o a Bayeux è ottimo per poi muoversi lungo la costa.

monumenti dday normandia

Quanto tempo occorre per visitare le spiagge dello sbarco?

Rispondere a questa domanda è molto difficile.

Dipende dall’interesse che avete nella storia e dal tempo a disposizione.

Noi abbiamo passato qui due giorni, ma poi durante la strada del ritorno, abbiamo deviato di nuovo per dormire a Carentan.

Oltre alla storia, le spiagge sono famose località balneari, incontaminate e bellissime (non pensate alle nostre spiagge zeppe di stabilimenti e ombrelloni, lì non c’è niente!).

Fare picnic e passare tutto il giorno a rilassarsi in riva all’oceano, non è un brutto modo di passare le vacanze!

Comunque, direi che 2 giorni sono il tempo minimo per visitare le spiagge del D-Day.

resti ponte arromanchel les bains

Le spiagge dello sbarco in Normandia.

Dopo tutti i film e le letture, le spiagge dello sbarco in Normandia che mi trovo davanti, non sono quelle che mi ero immaginata: sono grandissime, selvagge, si respira aria di libertà e il mare è di un color cobalto strabiliante – alcune sono addirittura protette come luoghi naturali di riproduzione flora e fauna.

Tutta la costa normanna, da Merville fino a Quineville (ma anche l’interno, Carentan, St. Mère Église, St. Marie du Mont) è punteggiata di monumenti, lapidi, targhe commemorative, piccoli altari dove sventolano bandiere francesi o americane.

cimitero americano normandia

Decine di piccoli musei di ogni tipo (a St. Come du Mont c’è persino quello dedicato alle gesta della Easy Company chiamato Dead Man’s Corner Museum) sorgono in ogni paesino e attirano turisti da tutto il mondo (tantissimi sono americani).

Gli alleati avevano diviso le spiagge dello sbarco in cinque settori, ognuno affidato ad un paese diverso:

Da est verso ovest: Sword Beach affidata a inglesi e ai francesi, Juno Beach affidata ai canadesi, Gold Beach di nuovo agli inglesi; Omaha e Utha Beach affidate agli americani.

Seguendo anche noi quest’ordine (arrivando da Est), attraversiamo il Ponte di Normandia e iniziamo la visita da Ouistreham e da Sword Beach.

resti ponte arromanches les bains

Sword Beach

Le forze britanniche sbarcarono a Sword Beach intorno alle 7 del 6 giugno 1944.

La presenza del nemico era modesta e trovarono una resistenza moderata.

Appena mezz’ora dopo lo sbarco, l’offensiva inglese era già nell’entroterra.

Su oltre 29.000 uomini sbarcati a Sword Beach, le vittime furono solo 683.

Sembrano tante, ma è un numero molto basso rispetto alle altre spiagge.

L’assalto a Sword Beach nel D-Day si concluse con una rapidissima vittoria degli Alleati.

sword beach normandia

La prima casa liberata durante lo sbarco: Sword Beach

Juno Beach

Le truppe che sbarcarono a Juno Beach, oltre alle truppe tedesche, dovettero affrontare anche un altro ostacolo: le barriere marine al largo.

Arrivarono quindi più tardi del previsto e subirono pesanti perdite nella prima ondata.

Alla fine della giornata, riuscirono comunque a prendere il controllo dell’area e ricacciare indietro i nazisti.

Su 21.000 canadesi sbarcati a Juno Beach, alla fine del 6 giugno le vittime furono circa 1.200.

Juno beach

Le ali della Libertà

Gold Beach

Insieme a Sword Beach, l’assalto a Gold Beach fu guidato dalle truppe britanniche.

Gli obiettivi degli inglesi per Gold Beach per il D-Day erano molto ambiziosi: assicurarsi una testa di ponte, liberare Arromanches-les-Bains dai nazisti, entrare in contatto con gli americani a Omaha Beach, liberare Bayeux e riunirsi con i canadesi a Juno Beach.

L’assalto a Gold Beach ebbe successo; i britannici aggiunsero Bayeux alla fine del 6 giugno e la liberarono il giorno successivo.

Delle 25.000 unità britanniche che sbarcarono a Gold Beach, le vittime furono tra 1.000 e 1.100.

Arromanches-les-bains: Una menzione a parte va fatta per Arromanches Les Bains, un paesino bellissimo alla fine di Gold Beach, dove ci fermiamo a dormire.

Si tratta di un villaggio tipico normanno, pieno di casette a graticcio, di fronte al quale fu creato un porto artificiale galleggiante per permettere lo sbarco dei mezzi pesanti e i cui resti si possono vedere ancora oggi.

Complice la bassa marea, si riesce perfino ad arrivare a piedi ad uno di questi pezzi di ponte.

Vi assicuro che è davvero enorme: come abbia fatto a non affondare è, per me, un miracolo della fisica.

Poco all’interno rispetto ad Arromanches-Les-Bains, a dieci minuti di macchina, in mezzo ai campi di grano maturo e illuminate dall’infinito tramonto normanno, ci sono le batterie tedesche di Longues-sur-Mer, visitabili liberamente, che avevano il compito di colpire le navi alleate che si affacciavano per attraccare.

Gold beach normandia

Omaha Beach

Proseguiamo sempre verso ovest e arriviamo alla famigerata Omaha Beach, detta, dopo il 6 giugno 1944, bloody Omaha.

Qui, il D-day (che i francesi chiamano ostinatamente Jour-J) fu pagato il tributo di vite umane più alto.

Quello che si vede a Omaha Beach è interessante e incredibilmente commovente.

Insieme alla vicina Utah Beach, Omaha Beach è stata il luogo di sbarco delle truppe americane.

Ma, mentre Utah Beach ebbe un successo travolgente con relativamente poche vittime, Omaha Beach fu una battaglia combattutissima.

Il 6 giugno 1944 più di 34.000 soldati americani sbarcarono a Omaha Beach, la più grande di tutte le zone di sbarco del D-Day.

omaha beach normandia

L’obiettivo principale delle truppe  era quello di stabilire una testa di ponte profonda 8 chilometri, che si estendesse dal fiume Vire a ovest fino a Port-en-Bessin a est.

A questi punti si sarebbero poi collegati con le altre truppe americane a Utah Beach e con le truppe britanniche a Gold Beach.

Tra tutte le spiagge del D-Day, Omaha Beach ha visto la più grande perdita di vite umane con più di 2.000 soldati uccisi, solo nelle prime ore dello sbarco.

Infatti, nelle colline che sovrastano Omaha Beach, a Colleville-sur-Mer, c’è il cimitero americano più grande della Normandia (quello in cui sono girate le scene che aprono e chiudono Salvate il Soldato Ryan di Steven Spielberg).

È impressionante vedere più di dieci mila croci bianche in file interminabili, che scendono e salgono dalle dolci colline normanne e si stagliano sullo sfondo del mare francese. È una visione toccante (e uso un eufemismo).

Dal cimitero di Colleville-Sur-Mer si scende a piedi direttamente a Omaha Beach, attraversando un’oasi naturale che protegge l’ecosistema delle dune.

Omaha è davvero enorme, è difficile rendersi conto della dimensione, anche vedendo le foto.

È immensa e silenziosa.

Si sentono il vento, il mare, i gabbiani; un gruppo di cavalli in fila che trottano in lontananza.

Qui, il 6 giugno 1944, morirono oltre un terzo di tutte le vittime (militari e civili) del D-Day.

Spiagge dello sbarco in NormandiaSpiagge dello sbarco in Normandia Utah Beach

Ancora più a ovest, prima di arrivare a Utha Beach, ci fermiamo a Pointe du Hoc, uno sperone di roccia che si getta nel mare da oltre venti metri di altezza, famoso perché sono ancora visibili, anche dal satellite, i crateri lasciati dalle bombe sganciate prima e durante il D-Day.

Sopra Pointe Du Hoc infatti c’erano delle batterie tedesche, i cui resti sono visitabili ancor oggi, che dovevano assolutamente essere distrutte per permettere lo sbarco.

C’è un bellissimo episodio narrato ne Il giorno più lungo che ha come protagonista un gruppo di Rangers americani che avevano il compito di conquistare Pointe du Hoc e che dovete assolutamente leggere.

pointe du hoc

Vedere con i miei occhi i luoghi di cui tanto avevo letto durante i mesi invernali di preparazione al viaggio è forse la cosa che mi ha emozionata di più.

Gli Stati Uniti in realtà aggiunsero Utah Beach all’elenco delle zone di sbarco del D-Day all’ultimo minuto, ma finì per svolgere un ruolo importante nel successo degli Alleati in Normandia.

Lo sbarco a Utha aveva lo scopo di proteggere la penisola del Cotentin e catturare Cherbourg (una città portuale) all’estremità settentrionale.

Le vittime di Utah Beach furono solo 197, su 23.000 soldati sbarcati.

È difficile descrivere le emozioni provate durante la visita alle spiagge dello sbarco in Normandia: combattuta tra la bellezza selvaggia dei luoghi e la crudeltà della guerra, è un posto che non lascia indifferenti.

utah beach normandia

Lo sbarco in Normandia visto dal più grande di tutti: Robert Capa

Non posso chiudere un articolo che parli delle spiagge dello sbarco in Normandia senza questa foto.

La lapide che apre il sito dedicato ai reporter di guerra caduti mentre facevano il loro mestiere è un monumento a chi il mestiere di reporter di guerra lo ha inventato: Robert Capa, il più grande dei fotografi, l’unico ad essere sbarcato ad Omaha Beach con la prima ondata di soldati, l’unico ad aver fatto fotografie durante D-Day.

Per innamorarvi di quest’uomo leggete come descrive i momenti dello sbarco nella sua autobiografia Leggermente fuori Fuoco – un libro scansonato e ironico, assolutamente imperdibile.

spiagge dello sbarco in normandia

Questo post è stato scritto da:

Francesca

Francesca

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l'ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d'arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de "I Cassiopei (biografie non autorizzate)" e "Storia di Biagio".