Visitare Berlino, la cosmopolita capitale della Germania, è una delle cose più facili da fare; viaggiare a Berlino è semplice, tutto funziona perfettamente. Io lo trovo rilassante da morire.

In questa guida di Berlino (che in fondo al post troverete anche in versione scaricabile in PDF), ho indicato tutto quello che potete vedere e fare nella capitale tedesca, con qualche perla segreta sconosciuta al turismo di massa ma che vale assolutamente la pena di non perdere.

Berlino è organizzatissima, ha dei mezzi pubblici davvero efficienti e niente affatto costosi, si mangia bene a basso costo e tutti parlano inglese.
A Berlino c’è sempre qualcosa da fare, qualcosa da vedere, è una capitale in continuo cambiamento.

Non tutti sono d’accordo con me, anzi: Berlino è una città che si ama o si odia. Tante persone con le quali ho parlato nel corso degli anni non l’avevano affatto apprezzata.

Io sono del #TeamBerlino al 100%.

L’ho trovata una città che, facendo i conti col proprio passato, ha saputo riscattarsi diventando uno dei centri nevralgici d’Europa, senza nascondere nulla di quello che è stata prima.

Il ‘900 di Berlino è stato terribile: la prima guerra mondiale, la recessione e il nazismo, poi i bombardamenti della seconda guerra mondiale e infine, ciliegina sulla torta, il Muro della guerra fredda. Fino a quell’ottobre del 1989, un XX secolo da incubo.

Poi, è arrivato il riscatto.

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berlin dom autunno

Quando andare a Berlino

Ogni periodo è buono per visitare Berlino, è una città che offre una ampia scelta di cose da fare e da vedere. L’inverno è il periodo più sconsigliato, perché il freddo è veramente intenso, ma è anche quando ci sono i mercatini di Natale e la città diventa magica!

Personalemnte l’ho visitata sia in estate che in autunno inoltrato e, in entrambe le occasioni, ho trovato davvero tante cose da vedere e da fare a Berlino, indipendentemente dal meteo inclemente. Infatti, avendo una grande quantità di musei, è perfetta anche da visitare anche quando le temperature sono bassissime.

E grazie a un sistema di mezzi pubblici incredibilmente efficiente, non aspetterete ore il vostro bus al freddo e al gelo.

s-bahn

I mezzi pubblici di Berlino

Per girare in lungo e in largo la capitale della Germania, non esitate a usare i mezzi pubblici. Sono numerosi, puliti, puntuali e anche con un ottimo rapporto qualità prezzo: cioè, sono abbastanza costosi, ma non avrete una lamentela da fare.

C’è la U-Bahn (metropolitana), la S-Bahn (metro di superficie), il bus (su ruote) e il treno regionale. Inoltre, a Berlino c’è una vastissima pista ciclabile che i locali usano estate e inverno in maniera massiva, sempre a dispetto del meteo.

Potrete scegliere liberamente il vostro mezzo preferito in base al tempo che avete a disposizione e al tempo meteorologico.

Consiglio: Se siete stanchi e non avete voglia di camminare, andate a una fermata del bus e prendete il numero 100 o 200. Sono bus di linea (non hop-on hop-off) che toccano i principali monumenti di Berlino: la Porta di Brandeburgo, il Tiergarden ecc. Mettetevi comodi, magari seduti al secondo piano, e godetevi la città che scorre sotto i vostri occhi.

Per maggiori informazioni sulle tratte e gli orari dei mezzi pubblici berlinesi, andate sul sito della BVG.

Cosa fare a Berlino

Berlino è una città che non si finisce mai di esplorare.

Ci sono stata due volte, per una decina di giorni ciascuna e, credetemi, a fine vacanza c’è sempre qualcosa che non ho fatto o che avrei voluto vedere ma che  non ho visto.

Ecco cosa fare a Berlino, specialmente se ci state andando per la prima volta.

In fondo al post, trovate anche la mappa di quello che c’è fare a Berlino, con i pin delle varie attività indicate, in modo da orientarvi.

unter den linden berlino germania

Passeggiare “Unter den Linden”

Nella giornata giusta, Berlino si fa amare e ammirare anche a piedi.

Unter den Linden è il viale principale della Berlino bene, con i negozi più lussuosi, i bar con i tavolini fuori e arriva fino alla Porta di Brandeburgo.
“Unter den Linden” letteralmente significa sotto i tigli. Infatti, questo viale alberato è disseminato di giganteschi alberi che offrono riparo sia dal sole che dalla pioggia. Una volta era la via più elegante della città, adesso è disseminata anche di negozi di souvenir.

Passeggiare lungo Unter den Linden è un bel modo per iniziare a conoscere Berlino, ma la potete lasciare anche alla sera e cenare in uno dei tanti ristoranti che ci sono.

Salire sulla cupola del Reichstag

Il parlamento tedesco, il Reichstag, dopo le bombe della seconda guerra mondiale, è stato completamente ricostruito.
Per simboleggiare la trasparenza della politica, la cupola è stata fatta interamente in vetro nel 1999, dopo che la capitale tedesca era stata spostata da Bonn a Berlino a seguito della riunificazione delle due Germanie.

La camera del Parlamento è sovrastata da tutto questo vetro e, i tedeschi, possono non solo guardare dal vivo cosa fanno i loro rappresentanti, ma anche scrutarli dall’alto, in modo che nessuno si scordi mai che il potere è in mano al popolo.

La vista sulla città e sulla statua della Vittoria Alata dal Reichstag, è impagabile.

Al Reichstag si entra gratuitamente ma prenotate la visita tramite il sito ufficiale, per evitare code.

parlamento berlino cupola

Pedalare nel Tiergarten

Il Tiergarten è il parco più grande di Berlino, il suo polmone verde.

È gigantesco ed è il luogo ideale per passeggiate, picnic e scampagnate in bicicletta. Troverete tanti noleggi bici nei dintorni del Tiergarten (che si trova proprio accanto alla porta di Brandeburgo e al Parlamento), non proprio economicissimi, ma secondo me vale la pena di sfruttare le mille piste ciclabili della capitale tedesca, magari anche per spostarsi tra un’attrazione e l’altra.

All’interno del parco troverete tanti monumenti e memoriali, che ricordano la vita della città degli ultimi secoli.

Il sito più importante, o comunque il più fascinoso dal punto di vista dell’impatto, è la colonna della Siegessäule, la Vittoria Alata, alta quasi 70 metri.

Il Tiergarten fu gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale. La maggior parte degli alberi fu tagliata dai berlinesi stessi, che li bruciavano per scaldarsi. Nel 1949, grazie alle donazioni di tutti i cittadini tedeschi, gli alberi furono ripiantati e il parco assunse l’aspetto che ha oggi.

Visitare la Berlino del Muro e della Guerra Fredda

Partite dalla Porta di Brandeburgo e seguite con lo sguardo una linea di ciottoli in mezzo alla strada.
Questo era il sito originario del famigerato Muro di Berlino, che separò non solo la città, ma il mondo intero in due blocchi, fino all’ottobre 1989.

Chiunque provasse a superarlo veniva ucciso dai cecchini della Germania Est, presenti lungo il perimetro. Ci sono storie che fanno rabbrividire sulle persone che provarono a scavalcarlo, facendo tutte, irrimediabilmente, una fine atroce.

Ci sono tanti percorsi per approfondire la Berlino della Guerra Fredda, ecco i principali punti che secondo me non si possono proprio perdere.

Check Point Charlie

Il Check Point Charlie è uno dei punti in cui si poteva attraversare i muro e passare all’Ovest. Oggi è diventato una meta turistica. Un po’ troppo, per i miei gusti, con le comparse vestite da soldati americani o della DDR che chiedono 5 Euro per farsi fotografare.

Per rendersi conto di quella che realmente era la vita dei berlinesi durante la Guerra Fredda, vi consiglio di “attraversare” il muro passando dal cosiddetto “Palazzo delle Lacrime”.

checkpoint charlie

Il Palazzo delle Lacrime

Se volete capire bene il come e il perché della creazione del Muro di Berlino e come era la vita dei berlinesi dal ’61 fino all’89, non perdetevi il Tränenpalast, il Palazzo delle Lacrime.
È un piccolo museo, gratuito, interessantissimo e con audioguida anche in italiano.

Si trova accanto alla stazione della U-Bahn di Friedrichstrasse, esattamente nell’originale edificio che i berlinesi dell’Est dovevano attraversare, muniti di lasciapassare chiesto mesi e mesi prima, per andare a Berlino Ovest.

La maggior parte di coloro che tentavano di passare dall’altra parte, lo faceva per sempre. Ma spesso non riuscivano. Fingevano di andare a trovare i familiari dall’altra parte del muro, portando con sé poche cose, o a volte niente, per ingannare i funzionari della dogana.

Alcuni arredamenti del museo, come le cabine e l’orologio sono arredi originali.

Altri documenti sono stati fotocopiati e messi a disposizione per la consultazione dei visitatori, come le lettere o le richieste di viaggio. Si vedono ancora le valige con gli oggetti che chi voleva scappare all’ovest si portava dietro e che, inevitabilmente, venivano sequestrati.

Le cabine in cui, una persona alla volta già dotata di permesso doveva entrare, sono anguste. Per dare una sensazione di soffocamento e quindi di disagio. Il personale che doveva controllare i documenti era posizionato più in alto rispetto agli utenti, guardava il richiedente da una posizione sopraelevata. Era uno dei tanti modi che aveva il regime di intimidire e quindi di scoraggiare i meno coraggiosi. I doganieri erano in divisa (altra intimidazione) e avevano potere illimitato sul lasciapassare.

Potevano strapparlo, invalidarlo, non accettarlo per motivi che non dovevano neanche spiegare. Tutto era fatto in modo che chiunque fosse scoraggiato a passare all’ovest.

I corridoi che si dovevano attraversare per poter andare alla stazione erano un vero e proprio labirinto. Venivano cambiati spesso perché nessuno potesse memorizzarli. La sorveglianza era continua e invasiva. Se qualcuno era sospettato di voler scappare all’Ovest, veniva immediatamente inviato nella prigione della STASI.

Consiglio di visitare il Palazzo delle Lacrime perché si impara tanto sulla nostra storia e psicologia.

Berlino museo Tränenpalast palazzo lacrime

La prigione della STASI

La visita alla prigione della STASI a Berlino (in tedesco Gedenkstätte Hohenschönhausen) è una di quelle esperienze che non si dimenticano.

La STASI era la famigerata polizia segreta di Stato della DDR che, fino alla caduta del muro di Berlino, controllava e spiava praticamente tutti i cittadini di Berlino Est. Dopo il 1989, la prigione della STASI fu chiusa e il sito praticamente abbandonato, fino alla trasformazione in museo, a ricordo delle terribili azioni commesse dai suoi funzionari.

Non si può visitare la prigione per conto proprio, ma solamente tramite tour guidati. Le guide sono in genere ex-detenuti e la maggior parte dei tour è in tedesco, ma si stanno organizzando anche per gli stranieri. Noi abbiamo fatto il tour in un inglese, comprensibilissimo.

L’atmosfera della prigione della Stasi è opprimente, creata apposta per instaurare soggezione e timore, sconforto e rassegnazione.

Chi vi era detenuto? I detenuti erano coloro che non si allineavano al regime, che facevano richiesta per trasferirsi all’Ovest o anche solo richiesta di un passaporto o che la Stasi riteneva potenzialmente pericolosi, anche se non avevano commesso alcunché.

Venivano rapiti con camioncini che, per non destare sospetti negli eventuali testimoni, avevano stampate le insegne del lattaio o del fruttivendolo.

Incappucciati e ammanettati, i malcapitati venivano fatti girare per ore e ore per le strade di Berlino e, disorientati, condotti in questo posto di cui nessuno – se non gli agenti della Stasi stessi – conosceva l’esistenza. Essendone sconosciuta l’esistenza, nessuno aveva idea di dove si trovasse e nessuno vi si poteva avvicinare. Nelle mappe non era segnalato. Un non-luogo.

Una volta portati all’interno, seguivano torture fisiche, psicologiche, isolamento e interrogatori continui perché il soggetto ammettesse anche quello che non aveva fatto.

Una volta firmata la “confessione”, veniva condannato e trasferito in altre prigioni. Le famiglie erano avvertite giorni e giorni dopo il rapimento e solo a seguito dell’emissione della sentenza.

Come era strutturata la prigione? Si può visitare quello che era chiamato “U-boot”, il sottomarino. Si trovava sottoterra, senza finestre, ed era composto da celle umide e illuminate 24 ore su 24 da una lampadina fioca. Un letto di legno e un catino per i propri bisogni fisici come unico arredamento.

Spesso le celle venivano riempite con 20 cm di acqua. La scarsa ventilazione faceva marcire la pelle, si creavano infezioni e febbre. Nel momento della massima fragilità, il detenuto veniva interrogato, generalmente di notte per non dare nessun tipo di riferimento del tempo che passava.

I detenuti non potevano parlare, fischiare, cantare o altro. Le celle erano sempre singole, non potevano incontrare nessun altro detenuto. Quando erano trasportati per i corridoi, dovevano camminare a testa bassa, con le mani legate dietro la schiena e non guardare mai né a destra né a sinistra.

Le stesse guardie erano tenute all’oscuro dei nomi e dei motivi di detenzione, si rivolgevano ai prigionieri chiamandoli con un numero. Gli interrogatori erano sempre video sorvegliati e registrati con doppie telecamere. Anche chi interrogava era sottoposto a sorveglianza segreta.

È un luogo tetro e sinistro, che descrivere è difficile.  Visitare le sale degli interrogatori è come fare un salto nel tempo. Gli arredi sono originali, i macchinari anche, nulla è stato toccato da quando nel 1990 la Stasi è stata sciolta e la sua prigione chiusa. I mobili, le tende, tutto fa pensare alla parola “regime”. Le stanze quadrate, tutto è così privo di bellezza e fantasia.

Vedere la East Side Gallery

Disseminati in tutta la città, ci sono ancora numerosi pezzi ancora in piedi del muro di Berlino. La parte più grande e più bella è la quella che chiamano la EAST SIDE GALLERY.
Questa parte costeggiava il fiume Sprea ed è ancora in piedi per più di un chilometro.

Dopo la caduta della cortina di ferro nel 1989, oltre 100 artisti provenienti da tutto il mondo hanno dipinto questa parte di muro, a ricordo di quel periodo storico. Il traffico e lo smog hanno danneggiato i dipinti originali, ma sono stati restaurati e in parte sostituiti con nuove opere.

Un vero e proprio museo a cielo aperto.

east side gallery muro

Passare un pomeriggio sull’Isola dei Musei di Berlino

Sita in mezzo al fiume Sprea, l’Isola dei Musei ospita una delle collezioni di oggetti storici e d’arte tra le più importanti e belle al mondo. Gli edifici di per sé hanno fatto guadagnare all’Isola dei Musei la protezione UNESCO nel 1999.

Tra i musei che si possono visitare in quest’isola, il mio preferito è il Pergamon Museum, a mio parere uno dei più belli al mondo. All’interno di questo spettacolare Museo si possono ammirare templi interi di civiltà passate: l’Altare di Pergamo, il Mercato di Mileto ma soprattutto la spettacolare porta che dava l’accesso a Babilonia: la Porta d’Ishtar. Camminare in quel corridoio ed entrare da quella porta fatta di piastrelle azzurre decorate con leoni d’oro, non ha prezzo.

L’altro museo che, secondo me, non deve essere perso è il Neues Museum che ospita il busto della Regina d’Egitto Nefertiti – pare la donna più bella mai esistitia. Se come me siete degli appassionati della storia dell’Antico Egitto, non lo potete perdere.

bode museum berlino isola dei musei germania

Visitare il Memoriale degli Ebrei Europei Assassinati

A due passi dalla Porta di Brandeburgo, si trova questo monumento “memoriale”, in ricordo di tutti gli ebrei assassinati durante l’Olocausto.
Di Berlino adoro anche questo: invece di cancellare il proprio passato, lo espone al giudizio di tutti, non solo perché ognuno faccia le proprie valutazioni, ma perché quello che è accaduto non si ripeta.

Un vero e proprio MEMENTO.

Il memoriale a ricordo degli ebrei assassinati è un monumento complesso, fatto per disturbare: consiste in 2,711 parallelepipedi di cemento, che rappresentano delle bare. Sono di altezza diversa e messe su un terreno sconnesso.

Camminarci in mezzo crea un sentimento strano, di angoscia mista a commozione.

Quando visitate questo monumento NON ARRAMPICATEVI SOPRA I BLOCCHI DI CEMENTO. Non è proibito da nessun cartello, ma lo trovo quantomeno irrispettoso. I blocchi di cemento rappresentano delle tombe e salirci sopra per farsi un selfie, secondo me, è una mancanza di rispetto e di sensibilità intollerabile.

La parte esterna del memoriale è sempre aperta con libero accesso, giorno e notte. C’è anche un Centro Informazioni sotto il livello stradale, dove trovare la storia delle vittime, fotografie, reperti, ecc.

memoriale ebrei assassinati

Visitare la Chiesa Kaiser Wilhelm Memorial.

Detta il “dente spezzato”, la Chiesa Kaiser Wilhelm è uno dei monumenti più controversi e interessanti di Berlino. Questa chiesa subì evidenti danneggiamenti durante i bombardamenti alleati della Seconda Guerra Mondiale, ma non è mai stata restaurata.

Mostra le conseguenze della guerra, cosa causano i bombardamenti. Evidenzia in modo comprensibile a tutti e immediatamente visibile cosa accade quando l’odio vince sulla ragione.

dente spezzato chiesa berlino

Andare a Boxhagener Platz, per il mercatino della domenica

Tutte le domeniche in Boxhagener Platz, nel quartiere di Friedrichshain, si tiene un curiosissimo fleamarket, un mercatino delle pulci.

Se prendete la U-Bahn la fermata più vicina è Samariterstrasse, ma ci sono tantissime linee di bus, e anche la S – Bahn, che arrivano lì vicino.

Non andateci troppo presto, perché alle 10 del mattino la maggior parte dei venditori deve ancora esporre la merce, ma vale la pena darci un’occhiata; il mercato di Boxhagener Platz è famoso per i libri usati e per i dischi in vinile, ma trovaterete davvero di tutto: avete presente le sedute del parrucchiere con il lavandino dietro? Anche quelle.

Più che un mercatino delle pulci è qualcosa del tipo: hai qualcosa da vendere? Devi svuotare la cantina? Porta tutto qui, metti su un banchino e decidi il prezzo.

Al mercato infatti partecipano venditori sia professionali (commercianti) che privati.

Boxhagener Platz

Cosa vedere a Berlino

Oltre alle numerose cose da fare, a Berlino ci sono anche tante cose da vedere, assaporare e guardare con ammirazione, come il suo monumento più famoso: Brandenburger Tor, la Porta di Brandeburgo.

Porta di Brandeburgo

Il monumento più famoso di Berlino, si trova alla fine del Tiergarten, subito prima di Parisier Platz. Ci capiterete davanti mille volte. Io preferisco sempre vedere la Porta di Brandeburgo di notte, ha un fascino e una severità che il giorno cancella.

Commissionata dal Kaiser Federico Guglielmo II di Prussia nel 1788, come simbolo di Pace, fu aperta al traffico nel 1791. È alta oltre 26 metri e larga 65. È sempre stata il centro della storia della capitale e della nazione: durante la Battaglia di Berlino, del 1945, divenne il punto focale dell’avanzata dell’Armata Rossa, che qui arrivò e dichiarò conquistata la Germania; durante la guerra fredda, si trovava nella “terra di nessuno”, tra est e ovest. Dopo la caduta del muro, divenne il simbolo della neonata repubblica tedesca.

Alexanderplatz

Alexanderplatz era il simbolo della Berlino est. Adesso è un’enorme area commerciale, dominata dalla Torre della TV (sulla quale, se volete, si può salire) snodo nevralgico dei trasporti pubblici berlinesi e, a Natale, sede di uno dei più importanti mercati della capitale.

Fu creata come una piazza per il mercato dei buoi e deve il suo nome allo zar Alessandro I, che visitò Berlino agli inizi dell’800.

È una delle mie piazze preferite di Berlino, sempre viva e piena di gente che passeggia, mangia o pattina all’esterno. Merita sempre una visita, anche solo per vedere dal basso la torre che la sovrasta.

alexanderplatz

Gendarmenmarkt

Anche Gendarmenmarkt, una bella e centralissima piazza, fu bombardata pesantemente e completamente distrutta negli anni ’40. Ma, al contrario della Chiesa Kaiser Wilhelm, è stata completamente restaurata.

Dominata dalla Konzerthaus (Sala Concerti) e fiancheggaita da due chiese gemelle, la Französischer Dom (Chiesa Francese) e la Deutscher Dom (Chiesa Tedesca) è una piazza molto elegante, alla quale siamo arrivati in bici dal Tiergarten. A me ha stranamente ricordato Vienna, ma non saprei indicare il perché, forse per la simmetria delle due chiese gemelle.

Gli Hackesche Höfe

È uno dei posti più particolari di Berlino, nel quartiere Mitte, dove, come dicono tutte le guide, si respira un’aria decisamente fin de siècle.

In realtà, il quartiere degli Hackesche Höfe è un labirinto di piccole corti, otto in tutto, l’una accanto all’altra, che al momento della loro costruzione, dovevano fare da corredo agli appartamenti.

I palazzi sono ricoperti da mattonelle di ceramica disegnate dagli architetti che progettarono il quartiere.

Ai piani terreni di quasi tutti gli edifici ci sono negozi, librerie, teatri, piccole botteghe di souvenir fatti a mano e cartoline dipinte da giovani artisti.

Ci sono anche ristoranti e bar nei quali, a prezzi da gioielleria, potete mangiare la mitica Torta della Foresta Nera (io, a dire la verità, l’ho mangiata altrove a causa del budget sempre limitato): una bomba fatta con pan di spagna al cacao, marmellata di ciliegie e panna montata con scaglie di cioccolato e ancora ciliegie candite – tipica di Berlino.

Si accede al quartiere degli Hackesche Höfe da Rosenthaler Strasse numero 40/41 (non so perché ma a Berlino i numeri civici sono l’uno accanto all’altro, in sequenza, e non come da noi i pari da un lato e i dispari dall’altro), dove ci accoglie una scritta nero e oro decisamente anni ’40.

Sui lati dell’accesso, a terra ci sono le pietre d’inciampo. 7 placche di bronzo ricordano i nomi di chi abitava qui e che, dopo la deportazione nei campi di concentramento, non ha più fatto ritorno.

I cortili sono numerati e per fortuna ci sono non solo cartelli che indicano le direzioni per i cortili adiacenti, ma anche vere e proprie planimetrie che fanno vedere la pianta generale di tutto il complesso, dove si vede come si può passare da un cortile a un’altro.

Perché perdersi agli Hackesche Höfe è davvero facilissimo!

Hackeschen Hofe Berlino

Il Museo Ebraico

Una delle architetture di Berlino più sorprendenti, create negli anni Duemila, è l’edificio che ospita lo Judisches Museum, il Museo Ebraico. Si trova nel quartiere di Kreuzberg ed è stato aperto nel 2001.

L’edificio è stato progettato dall’architetto polacco Daniel Libeskind. L’intera struttura è rivestita da una facciata di metallo lucente, con tutta una serie di sottili fessure a zig-zag che assomigliano a cicatrici. L’idea è quella di uno spazio disturbato e scomodo che rispecchi la difficile storia della cultura e della società ebraica in Germania nel corso dei secoli.

Gli spazi vuoti in diverse parti dell’edificio si estendono verticalmente attraverso l’intero museo e, nelle intenzioni dell’architetto, vogliono essere metafora dell’assenza degli ebrei dalla società tedesca.

Non c’è un ingresso principale, l’accesso al museo avviene dalla facciata barocca del vecchio edificio adiacente.

Nei corridoi sotterranei c’è l’esposizione permanente, che si sviluppa i tre sezioni principali. Nel piano sotterraneo, l’asse dell’Olocausto e l’asse dell’Esilio espongono oggetti legati alle persecuzioni degli ebrei durante il nazismo.

In fondo al primo corridoio c’è una porta che permette di entrare nella Torre dell’Olocausto, uno spazio chiuso, vuoto e buio che si sviluppa verso l’alto.

In fondo al corridoio dell’Esilio, si trova il Giardino dell’Esilio. Qui, una serie di 49 alti parallelepipedi di cemento, con alberi piantati in cima, sono disposti in maniera particolare rispetto al dislivello del terreno, tanto da creare una forte sensazione di disagio in chi ci cammina in mezzo.

Il terzo asse, quello della Continuità, porta invece i visitatori verso la scala che li conduce al secondo piano, dove comincia la visita.

Prima però è d’obbligo una tappa intermedia al piano terra, verso il cosiddetto Vuoto della Memoria. Si tratta di uno stretto spazio verticale che si sviluppa verso l’alto, sul cui pavimento ci sono oltre diecimila maschere rotonde di ferro, sagomate a forma di volto, su cui i visitatori camminano.

È un’installazione di un artista israeliano, Menashe Kadishman, dedicata a tutte le vittime innocenti della guerra e della violenza, e prende il nome di “Shalekhet” (Foglie cadute). Il rumore dei passi dei visitatori sulle maschere di ferro è impressionante, e si sente già dalle sale attigue.

Salendo al secondo piano, si trova l’esposizione permanente. Si viene accolti da un colorato e poetico albero, tra le cui foglie i visitatori sono invitati ad appendere un bigliettino a forma di melagrana sul quale scrivere un augurio per il mondo.

La mostra comincia dalla storia delle prime comunità ebraiche lungo il Reno, passando attraverso la vita delle donne ebree, degli oggetti tradizionali e rituali, i cambiamenti e gli adattamenti agli stili di vita delle varie epoche.

Si scende al primo piano, con i cimeli delle ricche famiglie borghesi di mercanti, imprenditori e scienziati, testimonianze dell’attiva e produttiva partecipazione ebraica alla vita tedesca dell’Ottocento, per arrivare agli anni del Nazismo e delle persecuzioni, e giungere a oggi, momento in cui la comunità ebraica tedesca è nuovamente rappresentata da circa centomila persone.

Altre cose da fare a Berlino

Come ho detto, a Berlino non ci si annoia mai e le cose da vedere sono tantissime. Se avete voglia (e tempo), molto bello da vedere è il duomo, il Berliner Dom, completamente ricostruito dopo i bombardamenti alleati, oppure il Volkspark Friedrichshain, il terzo parco più grande di Berlino, gioiello della Germania Est.

Da vedere è anche la parte della biblioteca pubblica, con edifici moderni e studenti che sfrecciano in bici. Oppure, se il tempo lo permette, anche fare una bella crociera sullo Sprea non è affatto male. Addirittura, quando l’ho fatta io, c’era qualcuno che faceva il bagno (brividi!).

Voi non lo fate 😉

Se siete amanti dello shopping e avete già sbirciato nei negozi di Unter den Linden, il centro commerciale KADEWE è il posto dove andare. Tra l’altro, all’ultimo piano, c’è anche un ottimo ristorante e vendono delizie provenienti da tutto il mondo.

Molto bella è anche la Kurfürstendamm, detta Kudamm, la strada dei negozi. Un vialone lunghissimo dove trovare di tutto. Se ancora non avete finito i soldi, a Potsdamer Plaz troverete pane per i vostri denti.

Dove dormire a Berlino

Nella capitale tedesca alloggi economici e puliti non mancano di certo. È una città molto ospitale e non avrete problemi a trovare un alloggio adatto ai vostri gusti e alle vostre tasche.
Personalmente ho dormito in due strutture, molto simili tra loro, che mi sento di raccomandare:

  • ibis Berlin Kurfuerstendamm, vicina al KADEWE, a 2 minuti a piedi dalla U-Bahn Wittenbergplatz, e proprio di fronte a una panetteria che fa degli ottimi cappuccini e ha delle paste buonissime per colazione (Kamps);
  • ibis Berlin Mitte, sopra Alexanderplatz e quindi vicino ai mezzi pubblici, accanto a un distributore TOTAL con all’interno un piccolo bar ottimo per la colazione (e non è ironico).

Se non siete fan della catena Ibis, potete scegliere il Park Inn Berlin Alexanderplatz: un hotel con camere ultra moderne e una vista magnifica.

 

torre tv

Cosa e dove mangiare a Berlino

A Berlino si mangia benissimo e a qualunque ora. Se siete amanti dello street-food non potete perdervi il mitico Curry 36, all’uscita della U-Bhan Mehringdamm, una vera istituzione in città!

Oppure, se come me siete golosi di dolci, una bella fetta di Schwarzwälder Torte, la torta della Foresta Nera, mangiata in una delle mille pasticcerie disseminate per la capitale tedesca. O anche in uno dei chioschi dentro la metro.

Personalmente, essendo una grande fan dei carboidrati, non mi lascio scappare le panetterie berlinesi, dove si trovano panini buonissimi di tutti i tipi e a basso costo.

sprea germania fiume torre tv capitale

Cosa leggere e vedere prima di andare a Berlino

Una donna a Berlino – Anonima – Un libro bellissimo e controverso, un diario scritto da un’anonima sotto l’occupazione della capitale tedesca da pare dell’Armata Rossa, alla fine della Guerra. L’autrice ha voluto rimanere anonima perché all’epoca della pubblicazione, negli anni ’50, le donne che erano state stuprate dai soldati russi erano viste come “collaborazioniste” e quindi additate di tradimento della patria. È una storia vera, un incubo vissuto da centinaia di tedesche che nessuno ha mai voluto ascoltare.

– Quei giorni a Berlino – Lilli Gruber – Un reportage giornalistico che mi è piaciuto molto. Racconta l’atmosfera durante i giorni della caduta del muro e come questo sia stato, in realtà, quasi “fortuito”, quasi figlio del caso. Chiaramente non fu così, ma leggere in dettaglio cosa successe, è interessante.

Good Bye, Lenin! – Un film che ha fatto un’epoca, una storia raccontata con leggerezza ma che mostra tutte le assurdità di quel regime.

Guida di Berlino – PDF

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pin berlin

Questo post è stato scritto da:

Francesca

Francesca

 

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l’ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d’arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e cadere da cavallo. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de “I Cassiopei (biografie non autorizzate) e “Storia di Biagio

 

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