La statua più famosa di Michelangelo, il David, è una delle cose da non perdere a Firenze. È un capolavoro assoluto della storia dell’arte e dell’umanità, un pezzo di una bellezza straordinaria, ma questo significa solo una cosa: tutti coloro che vanno a Firenze vogliono vederlo

Vi capiterà, se sceglierete di fare un itinerario a piedi a Firenze, di passare per Piazza delle Belle Arti e di vedere una coda infinita che si allunga per Via degli Alfani: è la fila per entrare a vedere il capolavoro di Michelangelo. 

Fortunatamente, ci sono modi di comprare i biglietti on line e di saltare la coda. 

Vi consiglio caldamente di farlo, perché il museo è abbastanza piccolo e permette l’accesso a un numero massimo di 200 persone alla volta. Capite che, con migliaia di turisti che ogni giorno vorrebbero entrare, le possibilità di vederlo sono veramente ridotte se non si prenota il biglietto. 

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David di Michelangelo: dove si trova e come arrivare

La prima cosa da sapere, è che il David si trova alla Galleria dell’Accademia. L’entrata è al numero 58 di Via Ricasoli, tra il Duomo e Piazza San Marco.

Alla Galleria dell’Accademia si può arrivare solo a piedi essendo in Zona a Traffico Limitato. Il parcheggio per auto più vicino è quello della Stazione di Santa Maria Novella.

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David di Michelangelo

Biglietti per il David di Michelangelo e la Galleria dell’Accademia

Costo dei biglietti

  • biglietto ordinario 12 euro;
  • biglietto ridotto (cittadini europei dai 18 ai 25 anni) 2 euro;
  • gratis: bambini sotto i 18 anni; gruppi di studenti delle scuole dell’Unione Europea, accompagnati dai loro insegnanti, previa prenotazione; i docenti e gli studenti iscritti alle facoltà di architettura, di conservazione dei beni culturali, di scienze della formazione e ai corsi di laurea in lettere o materie letterarie con indirizzo archeologico o storico-artistico delle facoltà di lettere e filosofia, o a facoltà e corsi corrispondenti istituiti negli Stati membri dell’Unione europea, Accademie di belle arti o a corrispondenti istituti dell’Unione Europea; le guide turistiche dell’Unione Europea munite di valida licenza; i cittadini dell’Unione Europea portatori di handicap e un loro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria; il personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo; giornalisti italiani e stranieri iscritti all’albo nazionale italiano dei giornalisti.
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5 modi per avere un accesso prioritario per la Galleria dell’Accademia e saltare la fila per vedere il David di Michelangelo

Ma veniamo a noi. Ecco i modi più veloci per vedere il capolavoro di Michelangelo:

  1. Acquistare i biglietti sul sito ufficiale della Galleria, prenotando il giorno e l’ora. Essendo la capienza del museo ridotta, i biglietti tendono a essere venduti alla svelta. Non ne troverete last minute. Nei periodi di alta stagione, potreste non trovare posto per diverse settimane, quindi prenotate in anticipo. 
  2. Prenotando telefonicamente al numero 055 294883 (il costo della prenotazione è di 4 euro).
  3. Comprando un biglietto saltafila di terze parti che dia la possibilità di accedere anche a un’app per la visita guidata a tutta la Galleria.
  4. Approfittando di un tour guidato privato o semi privato per non perdere niente dei capolavori che la Galleria contiene (oltre al David ci sono anche i famosissimi Prigioni di Michelangelo). 
  5. Partecipando a un tour a piedi per Firenze, che includa il biglietto di entrata saltafila alla Galleria dell’Accademia.
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Storia del David di Michelangelo

La mia prof. di arte delle medie era ossessionata da questa scultura e mi ricordo ancora la lezione sulle proporzioni anatomiche di un David adolescente, sulla rottura con l’arte classica che voleva il David ritratto con la testa di Golia in mano (come quello di Donatello per esempio, ospitato nel Museo del Bargello), sulla friabilità del perfetto blocco di marmo e l’affascinante storia di come Michelangelo scolpì il David.

A un Michelangelo poco più che venticinquenne fu commissionata un’opera ritenuta impossibile.

Il blocco di marmo (soprannominato il Gigante), dal quale la statua doveva essere ricavata, era infatti troppo alto e stretto e di cattiva qualità. Già altri due scultori avevano provato a lavorarlo, abbandonando l’idea dopo uno studio iniziale.

Secondo loro le due gambe non avrebbero mai retto il peso enorme della statua.

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Michelangelo non si fece intimorire. Si mise all’opera nel 1501 e, per i tre anni successivi, si nascose da sguardi indiscreti, creando un’aspettativa e una curiosità mai visti prima.

Nel 1503, per la festa del patrono di Firenze, San Giovanni, aprì ai cittadini il recinto dove stava lavorando in gran segreto. Il David era oramai quasi finito.

Vi lavorò poi altri tre anni, consegnando il capolavoro non solo a Firenze, ma alla storia dell’umanità. Non sono una storica dell’arte né tanto meno una critica e a descrivere il David non provo neanche.

Ma l’emozione che si sente di fronte a tale grandezza e a tale perfezione è tanta. Cosa vuol dire essere così bravi nel lavorare una materia prima, nel trasformare un pezzo di marmo nel capolavoro per antonomasia, in quello che si ritiene essere l’oggetto più bello mai creato da mano umana?

Sono domande che davanti al David vengono spontanee e avere una macchina del tempo per vedere giorno dopo giorno come Michelangelo abbia lavorato il Gigante per trasformarlo nel David, sarebbe interessante.

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Curiosità

  • Il David di Michelangelo è alto 517 centimetri, largo 199 e pesa oltre cinque tonnellate.
  • La commissione per Michelangelo fu di 400 fiorini.
  • Il 18 maggio 1504 il David fu collocato in quella che sarebbe rimasta la sua sede definitiva per parecchi secoli, di fronte a Palazzo dei Priori (ora Palazzo Vecchio) – che infatti ne ospita una copia proprio all’entrata. Ci vollero più di quaranta uomini per trascinare la statua.
  • Nel 1512 fu colpito da un fulmine, che danneggiò le caviglie e il basamento.
  • Il 26 aprile del 1527 ci furono dei gravi tumulti a Firenze: il braccio sinistro fu spezzato in tre parti e la fionda fu scheggiata. Furono il Vasari e Francesco Salviati a raccogliere e custodire i pezzi frantumati per il restauro successivo.
  • Nel 1872 la statua fu trasportata, su rotaie per le vie del centro, da Piazza della signoria alla Galleria dell’Accademia, dove ancora si trova.
  • Nel 1991 una parte di uno dei due piedi fu presa a martellate da un folle. Fortunatamente si riuscirono a recuperare i frammenti e a restaurare il capolavoro.

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