Una volta tanto i nostri governanti ne fanno una intelligente! Così, approfittando dell’iniziativa Una Domenica al Museo, che prevede l’entrata gratuita ai musei statali (aderenti) la prima domenca del mese, di buon mattino mi alzo e vado al Museo dell’Accademia di Firenze a vedere il David di Michelangelo.

David Michelangelo Firenze Accademia

Mi vergogno a dirlo, ma non c’ero mai stata.

Nonostante abiti vicino, le kilometriche code intraviste passando, mi hanno sempre dissuasa, ma, questa volta, sono decisa a entrare.

In effetti, a parte le solite orde di turisti, il fatto che sia gratis attira anche diversi locali, ma in meno di un’ora riesco a passare. Ne vale la pena, lo sapevo già.

David Michelangelo Firenze Accademia

La mia prof. di Arte delle medie era ossessionata da questa scultura e mi ricordo ancora la lezione sulle proporzioni anatomiche di un David adolescente, sulla rottura con l’arte classica che voleva il David ritratto con la testa di Golia in mano (come quello di Donatello per esempio), sulla friabilità del perfetto blocco di marmo e l’affascinante storia di come Michelangelo scolpì il David.

A un Michelangelo poco più che 25enne fu commissionata un’opera ritenuta impossibile.

Il blocco di marmo (soprannominato il Gigante) dal quale la statua doveva essere ricavata, era infatti troppo alto e stretto, di cattiva qualità e altri due scultori avevano già provato a lavorarlo, abbandondonando l’idea. Secondo loro le due gambe non avrebbero mai retto il peso enorme della statua.

David Michelangelo Firenze Accademia

 

Michelangelo si mise all’opera nel 1501 e per i tre anni successivi si nascose da sguardi indiscrti, creando un’aspettativa e una curiosità mai visti prima.

Nel 1503, per la festa del patrono di Firenze, San Giovanni, aprì ai cittadini il recinto dove stava lavorando in gran segreto.

Il David era oramai quasi finito.

Vi lavorò poi altri tre anni, consegnando il capolavoro non solo a Firenze, ma alla storia.

Non sono una storica dell’arte nè tanto meno una critica e a descrivere il David non provo neanche.

Ma l’emozione che si prova di fronte a tale grandezza (messo sul suo piedistallo è enorme, mette soggezione) e soprattutto tale perfezione è tanta. Cosa vuol dire essere così bravi nel lavorare una materia prima, nel trasformare un pezzo di marmo nel capolavoro per antonomasia, in quello che si ritiene sia l’oggetto più bello mai creato da mano umana?

Sono domande che davanti al David vengono spontanee e avere una macchina del tempo per vedere giorno dopo giorno come Michelangelo abbia lavorato il Gigante per trasformarlo nel David, sarebbe interessante.

David Michelangelo Firenze Accademia

 

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Museo dell'Accademia

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Francesca

Francesca

 

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l’ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d’arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e cadere da cavallo. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de “I Cassiopei (biografie non autorizzate).

 

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