«O straniero, annuncia
agli Spartani che qui
noi giacciamo in ossequio
alle loro leggi»

Questa è la frase che vi accoglierà sul sito di una delle battaglie più famose dei tempi antichi: la Battaglia delle Termopili, che vide contrapposti l’esercito persiano di Serse e un gruppo di soldati greci, capeggiati da Re Leonida di Sparta.

Leonida: chi era costui?

Leonida (“Figlio del Leone”), nacque a Sparta intorno al 540 avanti Cristo. La data di nascita è indicativa, in realtà non si sa di preciso. Quello che si sa però è che era il terzo figlio del Re di Sparta, Cleomene I.

Avendo due fratelli maggiori, non venne mai trattato come l’erede al trono.

Fu anche sottoposto all’agoghé, un addestramento durissimo che i maschi spartani iniziavano fin dalla tenera età di 7 anni. Processo che li portava, alla fine (se sopravvivevano) a essere cittadini di Sparta.

Per una serie di vicissitudini, Leonida diventò invece Re, succedendo al fratello (del quale tra l’altro sposò la figlia, la bellissima Regina Gorgo). Era amatissimo dalla sua gente, proprio perché si era guadagnato la cittadinanza spartana nel più feroce dei modi. Come loro.

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Leonida era un guerriero nato.

Quando il dio-re persiano Serse si avventurò alla conquista della Grecia, Leonida fu scelto per guidare il gruppo di uomini che avrebbe dovuto fermarlo.

Qui, Erodoto, ci viene incontro. È da lui infatti che sappiamo tutto della Battaglia delle Termopili.

Leonida, i 300 spartani e la Battaglia delle Termopili

Leonida non mise insieme un esercito; probabilmente nessuno credeva che la prima battaglia contro Serse, sarebbe stata decisiva. Oppure, essendo un periodo di olimpiadi, nessuno la voleva una battaglia.

Leonida scelse solo 300 dei suoi soldati spartani.

Perché così pochi? Voleva evitare una strage?

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Scelse gli uomini tra colore che già avessero figli. La loro stirpe infatti doveva essere tramandata.

Gli arrivarono in soccorso poco più di 7000 soldati greci, sempre secondo Erodoto. 7000 contro… alcuni sostengono 2 milioni di persiani. Gli storici moderni credono che non fossero più di 200.000. Una sproporzione comunque enorme.

Come campo di battaglia, Leonida scelse un passo di montagna chiamato Termopili. Stretto tra la terra e il mare. Credeva infatti che nella strettoia naturale, i numeri sarebbero contati poco.

E aveva ragione.

Addirittura Serse aspettò quattro giorni prima di partire all’assalto, sperando che i greci gli consegnassero spontaneamente le armi. Leonida rispose con un laconico: “Vieni a prenderle!”

Per i tre giorni successivi, Serse infranse le sue orde contro lo sparuto gruppo di greci. Scagliò loro contro anche i suoi soldati più terribili, chiamati gli “immortali” a causa della loro ferocia in battaglia.

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Leonida e i suoi 300 spartani, ressero gli assalti, subendo pochissime perdite.

Ma il terzo giorno di battaglia, il settimo da quando erano arrivati alle Termopili, la fortuna di Leonida cessò.

Tale Efialte, forse un contadino del luogo, mostrò ai persiani un sentiero per le capre, che aggirava l’esercito greco e lo prendeva alla spalle.

Leonida capì che per lui era la fine. Mandò via tutti i soldati greci, risparmiandoli per le future battaglie che, era certo, sarebbero arrivate. 

Rimase da solo con i suoi 300 spartani (anche qui, gli storici moderni credono che siano rimasti anche altri 1800 soldati greci, ma comunque la sostanza non cambia).

Leonida venne trafitto dalle lance persiane. I suoi 300 spartani ne protessero il corpo fino alla fine. Che arrivò rapida, anche per loro. Era il 480 avanti Cristo. Leonida era Re da soli 10 anni.

Il corpo di Leonida sarà portato a Sparta solo quattro anni dopo, da colui che comanderà le truppe nella Battaglia di Platea, nella quale i greci, riuniti finalmente in un esercito, sconfiggeranno definitivamente l’esercito persiano di Serse.

Leonida: i luoghi del mito

Sparta

Durante la vacanza greca dell’estate scorsa, mi sono trovata a visitare alcuni dei luoghi storici più famosi del Peloponneso. Non poteva mancare la “sacra Sparta”, come la chiamava Re Leonida. Purtroppo, dell’antica Sparta non rimane assolutamente nulla.

Sul sito dove sorgeva l’antica città, è stata eretta una statua, in onore al suo Re più famoso.

leonida termopili statua sparta

Accanto alla statua, un vecchio cartello indica “Ancient Sparta”. Se lo seguite, troverete questo. Un campo arso dal sole, qualche masso che un tempo era un palazzo. Niente altro.

sparta leonida

Termopili

Anche il passo delle Termopili, ha decisamente cambiato aspetto.

Un tempo stretto tra il mare e la montagna, adesso è una vasta pianura. Il mare si è ritirato parecchi chilometri più avanti e adesso, la strettoia usata da Leonida per fermare Serse, non esiste più. Sul luogo in cui fu tumulato il corpo la prima volta, sorge una statua.

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L’iscrizione in greco prega il viandante di avvertire gli spartani che Leonida e i suoi 300 giacciono lì, come vuole la loro legge. Ai lati della stessa, Eros rappresenta i soldati non spartani morti con Leonida nella Battaglia delle Termopili.

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Poco più avanti un visitor centre.

Attenzione: è il primo sito che ho visitato in Grecia, nel quale i nostri cugini ellenici hanno sfruttato davvero la loro storia a fini turistici. All’interno del centro, pochi reperti, ma tanti pannelli interattivi che aiutano a capire la Battaglia, il contesto storico, la storia di Leonida. Mi ha davvero piacevolmente sorpresa.

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L’ingresso al centro costa 3 euro, ma vi permette di sostare, rinfrescarvi, bere qualcosa, andare in bagno e godervi alcuni filmati che raccontano la leggenda di Leonida e dei suoi 300.

Leonida: film e graphic novel

Confesso la mia ignoranza: prima di aver visto il film “300”, di Leonida avevo vaghi ricordi scolastici. Ma quel film con un Gerard Butler irriconoscibile, che racconta, quasi fosse un fumetto la storia del Re di Sparta, ripercorrendone le gesta, esaltandone la persona e le frasi celebri, mi colpì tantissimo.

Tanto che ho comprato anche la grafic novel dalla quale è tratto, la mia prima (e unica per ora), che vi consiglio caldamente. Anche i mezzi moderni, servono a far conoscere e ad appassionare alla storia che tanto odiavamo a scuola.

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Francesca

Francesca

La capa, dalla cui mente è nato Chicks andTrips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l’ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d’arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de “I Cassiopei (Biografie non autorizzate)” e “Storia di Biagio“.