In questo post vi parlo di Città della Pieve e di cosa vedere in questa perla del centro Italia.
Se parliamo dei borghi più belli d’Italia, Città della Pieve, in Umbria, merita di sicuro una menzione. È un piccolo centro di appena 8 mila abitanti, in provincia di Perugia, arroccato su una collina che si affaccia sulla Val di Chiana.

Ho trovato la visita a Città della Pieve rilassante e interessante allo stesso tempo. Il posto è piccolo, un itinerario a piedi si può fare in mezza giornata ed è forse per quello che mi è piaciuta così tanto.
Le cose rilevanti da vedere sono due o tre, il resto lo si gode passeggiando senza pressione, seguendo i percorsi pensati – e benissimo segnalati – dalla pro-loco.

Una curiosità su questa città: il pittore Piero Vannucci, detto il Perugino, era un realtà nato a Città della Pieve.

città della pieve

Città della Pieve: cosa vedere

Nonostante sia piccolo, questo borgo medioevale è pieno di storia e di panorami da godersi. Sono presenti ancora i resti delle mura che circondavano la città nel medioevo e altre costruzioni coeve.
Passeggiando tra un edificio e l‘altro, scoprirete panorami bellissimi sulle colline e sulla valle circostante.

La Cattedrale

Una delle cose da non perdere a Città della Pieve è senz’altro la cattedrale.

È dedicata ai Santi Gervasio e Protasio ed è in realtà un rifacimento, in stile barocco, dell’antica pieve del XII secolo. Alcuni resti dell’epoca sono ancora visibili sulla facciata.

All’interno si possono ammirare tante opere del Perugino e, nelle cappelle, alcune opere degli allievi della sua scuola.

Attacca alla chiesa si trova la Torre del Pubblico, alta circa 38 metri, sopraelevata nel 1471. La costruzione originale è sicuramente precedente all’anno mille e, con molta probabilità, era anche più alta di quella attuale. Non si sa cosa successe né perché fu distrutta (o perché crollò).
Intorno al XVI secolo, a seguito dell’ampliamento della facciata della cattedrale, fu unita ad essa, senza però rispettare alcun canone estetico.

Palazzo dei Priori e Palazzo della Corgna

Palazzo dei Priori è anche detto Palazzo del Comune Vecchio, fu sede del municipio fino al 1875.
Nella stessa piazza, si trova anche il Palazzo della Corgna, una delle più importanti abitazioni signorili di Città della Pieve.

Il Palazzo della Corgna fu commissionato intorno alla metà del XVI secolo all’Architetto Galeazzo Alessi direttamente da Ascanio della Corgna, al fine non solo di avere un’abitazione “cittadina”, ma anche di riciclare la palazzina di caccia già esistente in loco.

Ascanio della Corgna  era stato nominato dal Papa Giulio II  governatore perpetuo di Castel della Pieve (nome antico di Città della Pieve).

Fece costruire questo bellissimo palazzo, che in origine era dotato anche di un gigantesco giardino. Oggi è di proprietà dell’Amministrazione Comunale.

Se gli esterni in pietra serena mostrano evidenti segni di cedimento al tempo, l’interno è completamente ricoperto di affreschi del Pomarancio, dipinti nel 1564.

Attualmente ospita la biblioteca comunale “Francesco Melosio”.

Santa Maria dei Bianchi

Santa Maria dei Bianchi è una delle tre parrocchie della città ed è visitabile unitamente a al Palazzo della Corgna e alla ex Chiesa di Sant’Agostino.

Un tempo Oratorio della Compagnia dei  Disciplinati, di Santa Maria dei Bianchi si hanno notizie fin dal XIV secolo. Era annessa all’ospedale, diventato in seguito un ospizio.

Intorno al XVIII secolo, sulla struttura precedente si iniziò a costruire il nuovo edificio; addirittura nel 1743 gli interni erano già completi, tanto che nel 1772 si iniziò la facciata.

Conserva alcune bellissime opere del Perugino: in particolare l’affresco Epifania (detta anche l’Adorazione dei magi) del 1504, che il pittore dipinse in un solo anno. Tra l’altro, alcune lettere proprio del Perugino ritrovate nell’800 durante il restauro della Chiesa, fanno scoprire che il compenso, inizialmente di 200 fiorini, fu scontato a 100 perché il Perugino era un “paesano” e quindi disposto a concedere qualcosa. Poi, su richiesta del Sindaco della Compagnia dei disciplinati, il compenso fu ulteriormente ridotto a 75 fiorini, da pagarsi a rate!

La Chiesa, insieme al Palazzo della Corgna, fa parte del Circuito Museale Aperto cittadino.

Santuario della Madonna di Fatima

Si trova poco fuori dall’abitato, ma è molto scenografico, soprattutto all’esterno. È ancora usato per le messe, quindi prima di entrare bisogna fare attenzione a non disturbare i fedeli.

All’interno del Santuario, nell’Oratorio di San Bartolomeo, c’è un affresco riguardante la Crocifissione di Jacopo del Pellicciaio del XIV secolo.

Dove dormire a città della Pieve

In questo gioiellino umbro non mancano di certo le residenze di charme: ecco alcuni consigli su alcuni hotel a Città della Pieve.

Per coloro che non sanno rinunciare a dormire in un centro storico (io sono tra quelli!) personalmente consiglio:

  • il B&B La Vecchia Tenenza, che ha sia camere che appartamenti; tutto pulitissimo e ben tenuto.
  • Hotel Vannucci, uno dei pochissimi hotel del centro storico; se preferite questo tipo di sistemazione, prenotate in anticipo.
  • Relais Castelluccio Palusse: una residenza d’epoca bellissima, vi sembrerà di essere principesse e principi di un’altra epoca. Non è nel centro storico, ma è poco lontano.

Cliccate qui per altri hotel a Città della Pieve.

Dove mangiare a città della pieve

A Città della Pieve non mancano certo osterie, ristoranti e taverne in cui mangiare (e parecchio bene) a qualeiasi ora del giorno e fino a tarda sera.

Fidatevi tranquillament eperché l’offerta di cibo da queste parti e ottima; non incorrerete in fregature da turisti! Quelli che vi consiglio sono i due ristoranti in cui andiamo più spesso;

  • Da Coppetta: Via Vannucci numero 90 – classica trattoria umbra, dove si mangia benissimo e dove i prodotti sono del territorio (la specialità sono i pici cacio e pepe, ma anche carne alla brace, tartufo e chi più ne ha più ne metta)
  • Il Bistrot del Duca: Piazzale Pertini numero 1 – leggermente più raffinato del primo, con piatti più ricercati ma altrettanto buoni!

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Testo di Francesca, foto di FrancescaG

francesca

FRANCESCA

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and TripsSenese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l’ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d’arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de “I Cassiopei (biografie non autorizzate) “Storia di Biagio”.

Romana di nascita, sabina di azione, mamma di cuore. I suoi viaggi sono un mix tra il suo animo cittadino e l’amore incondizionato per la natura della mezza mela con cui condivide la vita. “Alla fine però sono venuti dei bei mix”, assicura lei. Chissà se la pensa così anche Lampo, il gatto più viziato del mondo, che li attende con pazienza a casa ogni volta. Anche se di fatto è un avvocato, Francesca dice di non avere ben chiaro cosa vuole fare da grande, ma sarà bene che lo capisca in fretta perché i figli crescono e le Ducati Panigale costano!




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