In questo post vi fornirò tutte le informazioni utili per la visita alla Statua della Libertà ed Ellis Island: biglietti, tour guidati e tutto quello che sono riuscita a carpire con la mia esperienza

Lo so cosa state pensando, vecchi cinici che non siete altro. Sei a New York e vai a vedere la Statua della Libertà, sai che noia. Non è per niente originale, anzi, decisamente scontato! È quello che pensavo anche io, prima di andarci.

Mi dicevo: se un giorno andrò a New York, non perderò certo tempo con la Statua della Libertà. È troppo turistica, troppo caotica, troppo costosa.

E invece volendo vedere Ellis Island, approdo di tutti gli immigrati che nel secolo scorso cercavano fortuna nel Nuovo Mondo, ci si passa per forza davanti e quindi tanto vale fermarsi per un tour alla Statua della Libertà.

Sono luoghi molto turistici e sempre molto affollati. Prenotate i biglietti per tempo perché rischiereste di fare ore e ore di fila e di tornare in albergo senza aver visto niente.

Se avete fretta e non avete tempo di leggere, ecco alcune opzioni:

1) Tour guidato della Statua della Libertà e di Ellis Island

2) Tour della Statua della Libertà con audioguida

3) Crociera di un’ora intorno alla Statua della Libertà e a Ellis Island

4) Accesso rapido alla Statua della Libertà con tour guidato

5) Crociera al tramonto della Statua della Libertà

In qualsiasi modalità decidiate di visitare la Statua della Libertà, fatelo perché a me non solo è piaciuta tanto, ma mi è piaciuta molto di più di Ellis Island.

statua della libertà

Statua della Libertà: biglietti

Il biglietto per il traghetto che porta a Liberty Island lo abbiamo prenotato mesi prima della partenza, non volevamo avere sorprese. Praticamente dopo aver comprato i biglietti aerei, abbiamo preso questi. Non volevamo avere sorprese e l’escursione alla Statua della Libertà di New York era una di quelle cose che non volevo assolutamente perdere.

Come dicevo sopra, il luogo è molto turistico e il rischio di non trovare posto è concreto.

Ci sono diversi tipi di biglietti, a seconda della parte della Statua della Libertà alla quale si vuole accedere: visitare solo Liberty Island, entrare all’interno del piedistallo, o salire fino alla corona.

In tutti i biglietti è compreso anche il traghetto che porta a Ellis Island e la visita al Museo dell’Immigrazione.

Questo è il sito ufficiale dei due monumenti, in cui troverete tutte le informazioni ulteriori.

Noi scegliamo di non visitare l’interno della Statua della Libertà per due ragioni:

1) le file sono lunghissime, anche con i biglietti prenotati e il rischio di passare tutta la mattina ad aspettare… non è neanche un rischio, è una certezza;

2) guardando qualche recensione su Internet, sembra che non valga la pena di perdere tanto tempo.

Clicca qui per acquistare il biglietto senza accesso al piedistallo.

Manhattan da liberty island

Visita alla Statua della Libertà

Il punto di partenza del traghetto per la Statua della libertà è Battery Park, la parte più sud di Manhattan (dove sembra che Madonna faccia jogging tutte le mattine. Lo so, sono informazioni utili).

Arriviamo all’imbaco più di un’ora prima della partenza prevista. Abbiamo letto che i controlli sono molto scrupolosi, come quelli in aeroporto. E come in aeroporto ci sono metal-detector, i controlla – borse e una lunghissima fila.

Ci imbarchiamo sul nostro traghetto appena in tempo.

Ingoio ogni briciolo di pensiero snob che ho nella testa.

Sono emozionata, Miss Liberty è grandiosa. È il simbolo americano per eccellenza ma è anche una bellissima opera d’arte. Maestosa è il termine che più le si addice.

Di fronte a lei non riesco a far altro che pensare: SONO DAVVERO A NEW YORK! e no, NON E’ UN FILM.

Sbarchiamo e iniziamo a girarle intorno. Non so dove guardare, ovunque mi giri c’è l’America in tutto il suo splendore.

Nella guida leggo che in realtà il vero nome dell’opera è “La libertà che illumina il mondo”. Evocativo, davvero powerful, come direbbero qui.

Miss Liberty è alta 93 metri e pare si riesca a vedere fino a 40 kilometri di distanza. Fu progettata e realizzata da Auguste Bartholdi (nato a Colmar, ve ne avevo parlato in questo post) e da Monsieur Eiffel (sì, quello della torre, che ne ha progettato gli interni) e per realizzarla ci sono voluti oltre 2 anni.

È un monumento nazionale (tutta Liberty Island lo è) ed è davvero emozionante vederla finalmente dal vivo. Non è banale e non è scontata, credetemi.

Restiamo su Liberty Island un’ora abbondante, facciamo il giro completo della statua, fotografando lei e Manhattan da tutti i lati.

Cosa dovevano provare le anime che solcavano l’oceano in cerca di una vita migliore e se la ritrovano davanti attraversando la baia dell’Hudson nelle navi che li avrebbero fatti approdare a  Ellis Island?

Riprendo il traghetto per andare a scoprirlo.

Se viaggiate con i bambini e volete approfondire, vi consiglio questa guida di Ellis Island del National Geographic pensata apposta per i più piccoli.

Manhattan sud

Visita a Ellis Island

Ellis Island è l’isoletta che accolto dal 1892 al 1954, anno della sua chiusura, oltre 12 milioni di immigrati che arrivavano nel Nuovo Mondo da oltreoceano.

In precedenza, prima di accogliere i migranti, era un arsenale militare e dagli anni 90 è diventato Museo Nazionale dell’Immigrazione.

Lo dico subito, a me Ellis Island non è piaciuta.

Sarà che l’emozione di fronte alla Statua della Libertà è stata fortissima, difficile da eguagliare, saranno state le scolaresche urlanti, sarà stata la povertà del Museo… insomma, ammetto di essere scappata dopo una visita da minimo sindacale.

Avevo grandi aspettative, avevo letto tanto sugli immigrati, su come erano accolti a Ellis Island, ispezionati (donne incinte da una parte, ciechi, sordomuti dall’altra…). Avevo letto storie di donne e uomini pieni di speranza che venivano rimandati indietro senza neanche poter mettere piede a New York perché non considerati idonei al lavoro.

Insomma, quando mi sono trovata sul luogo, ho trovato un’atmosfera molto fredda e per niente empatica, come mi sarei aspettata.

Un grande stanzone, quattro banchi degli ispettori e niente altro. Ai piani superiori qualche tabellone informativo con qualche storia di esseri umani, qualche aneddoto e niente altro.

Bandiere a stelle strisce, tanta retorica ma poca attenzione alle storie degli uomini e delle donne che quella nazione non solo l’hanno fatta grande, ma l’hanno costruita da zero.

Un peccato e una vera occasione sprecata, soprattutto quando mi accorgo che la ricerca nel database di Ellis Island dei propri antenati è a pagamento!

Va bene il pragmatismo americano, ma così, secondo me, è un po’ troppo. ellis-island-2

Ellis Island

È successo solo a me? Siete mai stati a Ellis Island?

Se state progettando un viaggio a New York, forse vi interessano i miei articoli sulla Freedom Tower, su Coney Island e su come visitarla con pochi soldi. Oppure cliccate qui per tutti gli articoli sulla Grande Mela.

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Questo post è stato scritto da:

Francesca

Francesca

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l'ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d'arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de "I Cassiopei (biografie non autorizzate) e "Storia di Biagio".

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