Questo post sulle Ville Medicee inizierà in modo polemico, lo dico subito. E finirà con una domanda, alla quale spero risponderete.

Ho visitato le Ville della Petraia e di Castello per caso, credevo che fossero aperti solo i giardini.

Invece no.

Ville medicee La Pietraia

La seconda è la sede dell’Accademia della Crusca ed è aperta molto spesso, basta controllare gli orari sul sito.

La prima, la Petraia, è aperta tutti i giorni, le visite sono guidate ed orarie. Non è possibile prenotare, occorre presentarsi lì e basta. Fanno passare solo 30 persone alla volta.

Ed è gratis.

Ma non vi preoccupate, posto lo troverete senz’altro.

Ville medicee Castello

La polemica verte su questo.

Quando abbiamo deciso di fare la visita, non mi sarei mai aspettata tutta questa opulenza.

La Petraia è splendida, il salone principale toglie il fiato, è tenuta benissimo. Ha una storia che ripercorre quella italiana in maniera speculare. La guida è brava e preparata.

E allora, perché non c’è mai nessuno? Perché la guida così scoraggiata da temerne la chiusura?

Villa della Petraia è praticamente sconosciuta al turismo di massa. Non è pubblicizzata, non ci sono mezzi per raggiungerla, pochissimi sanno che la visita è possibile.

Perché?

Ville medicee La Petraia

Se una meraviglia del genere fosse in un altro paese, in un’altra città, farebbero la fila per vederla e sarebbe valorizzata al massimo. Turisti da tutto il mondo pagherebbero biglietti salatissimi pur di accedervi.

E invece è gratis e non la visita nessuno.

È vero che Firenze offre così tanto che un capolavoro del genere passa per forza in secondo piano?

Non so, giudicate voi, secondo me basterebbe pochissimo. Un biglietto cumulativo, un bus navetta una volta l’ora, un po’ di pubblicità sui siti (o blog) giusti.

Sono proprio curiosa di sapere quello che pensate, dopo aver visto le foto.

Ville medicee Castello 4

Ville Medicee:

In origine le Ville Medicee erano più di venti, sparse in tutta la Toscana. Servivano da residenze di campagna, casini di caccia e controllo del territorio per i Medici.

Ad oggi, alcune sono private e non visitabili, in una c’è un ristorante, alcune sono andate distrutte, altre demolite perché pericolanti.

Quelle che ho visitato io, la Petraia e Castello, si trovano a Firenze.

Ville medicee La Petraia

Ville Medicee: La Petraia

A Villa della Petraia si accede dai giardini all’italiana. Si chiama così a causa della natura sassosa del suolo sulla quale fu costruita.

È in una posizione strategica rispetto a Firenze e infatti il nucleo originario, la torre di avvistamento, è di epoca medioevale e serviva proprio per controllare il territorio.

Nel cinquecento fu acquistata dai Medici. Cosimo I iniziò la costruzione della Villa come la conosciamo oggi. La donò in seguito al figlio, Ferdinando I, che completò l’opera.

Ville medicee La Petraia

Caterina De’ Medici: Regina di Francia

Nel ‘700, estinta la dinastia fiorentina, la villa passò ai Lorena.

I Savoia

Nell’Ottocento, con l’Unità d’Italia e con Firenze capitale, passò di proprietà alla Corona. Vittorio Emanuele II ne fece la residenza dell’allora amante, poi moglie, la Bella Rosina.

Ville medicee La Petraia Firenze

Camera da letto di Rosina

Divenne infine di proprietà dello Stato Italiano, dopo la caduta della monarchia.

Dal 2013 è patrimonio Unesco con le altre “Ville e Giardini Medicei della Toscana”.

Si accede all’interno dal salone principale, questo:

Ville medicee La Pietraia 3

Gli affreschi, originari dell’epoca medicea, rappresentano episodi come la liberazione di Gerusalemme (di Cosimo Daddi) e la storia della famiglia fiorentina.

L’epoca di questi ultimi affreschi è il tardo 1600 e sono di Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano.

Ville medicee La Pietraia

Maria De’ Medici: anche lei Regina di Francia

I Savoia coprirono con una vetrata il salone principale, trasformandolo da corte aperta in salone per le feste. La vetrata, oltre a dare una bellissima luce a tutto l’ambiente, ha anche protetto gli affreschi dalle intemperie degli ultimi 200 anni, preservandoli come sono oggi.

Ville medicee La Pietraia 4

Purtroppo degli arredi di epoca medicea è rimasto pochissimo. Ma gli arredi sabaudi, non sono da meno. Anzi, c’è una collezione di orologi da tavolo molto particolare.

Come spesso accadeva nell’ottocento, tante stanze sono a tema. C’è la sala egizia, la camera blu, quella verde ecc..

Al piano primo, due logge sovrastano il salone principale. Anche da questa angolazione, quello che era il cortile della Villa, fa una certa figura.

Ville medicee La Pietraia 10

I Savoia fecero costruire anche una sala giochi, all’interno della quale si può ancora vedere con un flipper… d’epoca!

Ville medicee La Pietraia 14

La visita finisce nella Cappellina più antica, con degli affreschi da perdere la testa.

Il Paradiso nella Cappellina più antica

Ville Medicee: Castello

A poche centinaia di metri da Villa della Petraia, c’è Villa di Castello, oggi sede dell’Accademia della Crusca.

Ville medicee Castello

Essendoci pochissimo personale, i parchi che circondano le due Ville, sono aperti alternativamente. Per cui, dopo aver visitato gli interni della prima, andiamo a visitare il parco della seconda.

I giardini, anche questi all’italiana, sono rigogliosi e molto belli.

Ville medicee Castello 5

Ville medicee Castello 1

Centro del giardino è la fontana sovrastata dalla statua di “Ercole che scoppia Anteo”. La guida ci spiega che è usato il termine “scoppia” perché l’acqua della fontana usciva dalla bocca di Anteo con un getto alto quasi sei metri. Per cui, sembrava che il semidio strizzasse tanto Anteo da farlo scoppiare.

Ville medicee di Castello 3

La nostra visita termina con i giardini di Villa di Castello.

Concludendo:

Ditemi voi se ho ragione o no a far polemica.

Ville medicee Castello 5

Ville medicee La Pietraia 9

Ville medicee La Pietraia 8

Ville medicee La Petraia 15

Ville medicee delLa Petraia 16

Una chick tra i Medici

Può la bellezza notevole, eterna e probabilmente senza pari al mondo, di una città come Firenze, giustificare il fatto che le sue Ville Medicee siano praticamente dimenticate?

Cosa si potrebbe fare per farle conoscere di più? Come farle entrare in maniera permanente nelle rotte turistiche?

Avete idee?

 

Questo post è stato scritto da:

Francesca

Francesca

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l'ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d'arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de "I Cassiopei (biografie non autorizzate) e "Storia di Biagio".

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