In questo post vi spiego perché una visita a Palazzo Pitti non dovrebbe mai mancare durante un itinerario a Firenze. Vi do alcune dritte perché la vostra visita vada liscia, in modo da godervi al meglio il palazzo.

⇒ ATTENZIONE: visitare il Palazzo Pitti può essere complicato, sia in periodo di pandemia, che durante l’alta stagione, a causa del grande affollamento. Prenotare i biglietti online per Palazzo Pitti è assolutamente imperativo! Vi lascio due link per acquistare al volo un biglietto salta fila e per prenotare una visita guidata per piccoli gruppi (consigliatissima!).

. Biglietto Ingresso prioritario.

. Tour Guidato per Palazzo Pitti e Giardino di Boboli.

Il mio consiglio, se avete la possibilità, è quello di acquistare il biglietto cumulativo, che includa anche il Giardino di Boboli. Fate attenzione però a una cosa: a causa delle restrizioni covid e per la conformazione stessa di alcune parti di Palazzo Pitti, alcune stanze possono essere chiuse al pubblico.

È bene sempre informarsi prima sul sito ufficiale per visitare nel giorno di visita.

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Perché visitare Palazzo Pitti

Palazzo Pitti è considerata una vera e propria reggia. Ha un’importanza storica e artistica che si scopre solo con la visita.

La Galleria Palatina, scrigno preziosissimo, contiene opere di maestri immortali come Artemisia Gentileschi, Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Rubens e tanti altri, dei quali parlo più avanti.

Il Cortile di Barlomeo Ammannati, che non finisce mai di stupire, il Giardino di Boboli nel quale per la prima volta nella storia i Medici cercarono di “domare la natura”, e il Tesoro dei Granduchi sono solo alcune delle meraviglie che potrete ammirare all’interno di Palazzo Pitti.

Si tratta infatti di un complesso museale, formato da diversi musei, gallerie e collezioni a sé stanti. I biglietti possono essere acquistati anche separatamente.

Se volete visitare una mostra in particolare, potete farlo acquistando solo quel biglietto. Se siete interessati alla storia di Palazzo Pitti, è consigliabile prenotare una visita guidata con una guida certificata. Così non vi perderete nulla delle curiosità di questa reggia fiorentina.

Visita a Palazzo Pitti: informazioni utili

Ecco alcune informazioni che possono esservi utili per visitare Palazzo Pitti. Sapere dove si trova, come arrivarci comodamente e senza stress è fondamentale per godere delle sue bellezze con consapevolezza. Se cercate cosa vedere a Firenze in 2 giorni, questo posto ci deve essere.

Dove si trova Palazzo Pitti e come arrivarci

Palazzo Pitti si trova nel centro storico di Firenze, Oltrarno, nel quartiere di Santo Spirito. Siamo in piena ZTL, per cui non si può arrivare in auto, ma solo a piedi, in taxi e con i bus. Gli autobus hanno le fermate nelle strade limitrofe, non ce ne sono che passano proprio lì davanti.

Arrivare a Palazzo Pitti con l’autobus: 

  • linee 6A, 6B e C4: la fermata più vicina è sul Lungarno Soderini e da lì, 5 minuti a piedi;
  • linea 11: la fermata più vicina è Via dei Serragli e da lì, 5 minuti a piedi;
  • linea 23A: la fermata più vicina è sul Lungarno Torrigiani (Serristori Demidoff) e da lì, 10 minuti a piedi.

Cliccate qui per tutti gli orari degli autobus ATAF.

Arrivare a Palazzo Pitti a piedi:

  • dalla Stazione di Santa Maria Novella, 15 minuti a piedi;
  • dal Duomo, 12 minuti a piedi:
  • dalla Basilica di Santa Croce sono 20 minuti a piedi.

mappa come raggiungere palazzo pitti

Dove mangiare al volo vicino a Palazzo Pitti

Se state uscendo da Palazzo Pitti (o entrando) e prima di proseguire il vostro itinerario a piedi a Firenze avete voglia di qualcosa di buono da magiare, ecco qualche consiglio su dove rifocillarsi nelle vicinanze:

  • Mama’s Bakery – Via della Chiesa numero 34R – 8 minuti a piedi: una caffetteria figa per mangiare, dolce o salato, al volo in modo gustoso e conveniente.
  • Santo Falafel – Via Sant’Agostino 28R – 6 minuti a piedi: un fast food buonissimo, libanese, in cui mangiare anche vegetariano in fretta e a ottimi prezzi.
  • L’Arrosticini Santo Spirito – Via Maggio 61R – 2 minuti a piedi: piatti semplici e gustosissimi, il locale è piccolo, è consigliato solo se siete un piccolo gruppo.

Dove dormire nei pressi di Palazzo Pitti

Se avete intenzione di fermarvi a dormire a Firenze, Oltrarno è un buon posto; a Santo Spirito troverete scorci della vera Firenze, quella popolare che io preferisco in assoluto. Ecco alcuni hotel in questa zona:

  • Piazza Pitti Palace Residenza d’Epoca – Piazza Pitti numero 13: sito in un palazzo storico bellissimo, questo hotel offre suite arredate in maniera classica ed elegante, che si affacciano direttamente su Palazzo Pitti. Sistemazione migliore non potreste trovarla;
  • Oltrarno Splendid – Via dei Serragli numero 7: anche in questo caso si tratta di un palazzo d’epoca, leggermente più distante ma a 5 minuti a piedi da Piazza Pitti, con una colazione eccellente e anche un parcheggio (cosa rarissima da queste parti);
  • Ponte Vecchio Suites e SPA – Via dei Belfredelli numero 9: questo hotel offre suite con vasca a idromassaggio, una palestra e addirittura un parcheggio privato.

Clicca qui per altri hotel a Firenze.

Palazzo Pitti: Biglietti e orari

Ecco gli orari di apertura di Palazzo Pitti: da martedì a domenica dalle 8.15 alle 18.30.

Chiuso: tutti i lunedì, il 25 dicembre e il 1° gennaio.

ATTENZIONE: il sabato e la domenica, al momento, l’ingresso può avvenire solo con la prenotazione del biglietto.

Prezzi dei biglietti, biglietti on line, biglietti salta fila e visite guidate – prezzi

Ecco i prezzi dei biglietti per le collezioni di Palazzo Pitti:

Insieme a Palazzo Vecchio, agli Uffizi e al Duomo, Palazzo Pitti è uno dei siti più visitati di Firenze. È indispensabile prenotare i biglietti on line e saltare la fila ed evitare di sprecare tempo.

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Se avete voglia di approfondire, oppure non trovate i biglietti all’ultimo momento, potete pensare di fare un tour semi-privato a Palazzo Pitti (le guide hanno sempre dei biglietti riservati a parte).

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Ci sono tante tipologie di tour e biglietti per accedere a Palazzo Pitti, tutti da prenotare comodamente on line in modo da non avere sorprese all’ultimo minuto:

Tour guidato della Galleria Palatina, il più popolare;

Visita guidata a Boboli per piccoli gruppi: utile se volete dividere i costi;

 Tour privato a Palazzo Pitti e al Giardino di Boboli: il più comodo.

 

Infine: se il vostro soggiorno a Firenze non è mordi e fuggi, ma restate per qualche giorno, considerate anche l’opzione di acquistare il Florence City Pass 5 giorni: con questo biglietto potrete visitare, con accesso prioritario, la Galleria degli Uffizi, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli, la Cupola del Brunelleschi e la Galleria dell’Accademia in più giorni. In più, potrete scaricare un’audioguida sul vostro smartphone.

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Lo sapevi che se entri a Palazzo Pitti dalle 8,15 alle 9 del mattino, hai uno sconto del 50% sul biglietto?

affreschi galleria palatina

Breve storia di Palazzo Pitti

Palazzo Pitti è una vera e propria reggia, dove hanno dimorato tre importantissime famiglie dinastiche italiane ed europee: i Medici, i Lorena e i Savoia.

Durante il dominio francese, anche i Borbone ed Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte, risiedettero qui. Nonostante il fior fiore dell’aristocrazia europea abbia vissuto a Palazzo Pitti, ha sempre tenuto il nome della famiglia Pitti, il cui esponente principale, Luca, commerciante e banchiere della prima metà del ‘400, chiese a Filippo Brunelleschi di progettare un palazzo “degno di un signore”.

Intorno al 1440 fu realizzato il nucleo originario di quello che poi sarebbe divenuto Palazzo Pitti. Questo primo embrione comprendeva soltanto i tre portali della attuale facciata e due soli piani.

A seguito della morte di Luca Pitti, avvenuta nel 1473, l’edificio rimase incompiuto e abbandonato, fino al 1550, quando a Firenze arrivò Eleonora da Toledo, consorte del Duca Cosimo I de’ Medici.

Cosimo, che volle farne una residenza degna del titolo granducale ottenuto nel 1569, affidò alla moglie i lavori di ristrutturazione del palazzo e del giardino retrostante.

Incaricò Bartolomeo Ammannati di lavorare al progetto. Ammannati chiuse i due ingressi laterali e creò il cortile retrostante di cui vi parlo più avanti.

Alla fine del ‘500, Ferdinando I trasferì definitivamente la corte da Palazzo della Signoria (che da allora assunse il nome di Palazzo Vecchio) alla nuova reggia di Palazzo Pitti. Nel 1618, Cosimo II e Ferdinando II intrapresero di nuovo imponenti lavori di ristrutturazione e ampliamento dell’edificio e del giardino, impreziosendoli con decorazioni sfarzose e allestimenti spettacolari. Alla fine del ‘600 il palazzo era quello che vediamo oggi, paragonabile ai più importanti palazzi reali europei.

Dopo i Medici

Agli inizi del ‘700, morto l’ultimo Granduca dei Medici, la corona passò agli Asburgo-Lorena, imperatori d’Austria. Dal 1765 Pietro Leopoldo di Lorena e i suoi successori risedettero a Firenze a Palazzo Pitti, iniziando una nuova serie di trasformazioni e ristrutturazioni. Alle due estremità della facciata furono edificati due corpi che avanzano ai lati della piazza, i cosiddetti rondò: quello di destra verso Porta Romana e quello di sinistra detto il Rondò di Bacco.

Si aggiunsero anche altri manufatti, tra i quali la Palazzina della Meridiana nel 1776. Furono proprio i Lorena a pensare a Palazzo Pitti come a un museo: la Galleria Palatina (“palatina” nel senso di del palazzo) aprì al pubblico nel 1834 per loro volere.

Con l’annessione della Toscana al Regno di Sardegna, e poi al Regno d’Italia nel 1860, Palazzo Pitti divenne una vera e propria reggia, facente parte dei beni della Corona Savoia. Negli anni in cui Firenze fu capitale d’Italia dal 1865 al 1871, Re Vittorio Emanuele II visse a Palazzo Pitti e nel 1919 Re Vittorio Emanuele III donò il palazzo, con le sue collezioni e il giardino di Boboli, allo Stato Italiano.

Una curiosità su Palazzo Pitti

Il 31 luglio del 1944, Palazzo Pitti fu abitato per l’ultima volta da famiglie di fiorentini. Durante quella calda estate della Seconda Guerra Mondiale, infatti, con gli alleati che premevano da sud e le brigate partigiane che si univano per dare inizio all’insurrezione che avrebbe liberato la città, il comando tedesco che occupava Firenze decise di far saltare tutti punti sull’Arno, provando a rallentare l’avanzata dei suoi nemici.

Il 29 luglio fu affisso, nelle vie vicine a Ponte Vecchio, un volantino con l’ordine di evacuazione. Il 31 luglio i nazisti minarono tutti i ponti della città compreso Ponte Vecchio, che però sarà l’unico ad essere risparmiato. Le migliaia di famiglie sfollate dalle strade vicino al fiume cercarono rifugio e ospitalità presso amici e parenti, ma in centinaia si trovarono nelle stanze di Palazzo Pitti, che la Soprintendenza aveva messo a disposizione dei cittadini.

Così, in mezzo alla Galleria Palatina e ai suoi capolavori, venne allestito un vero e proprio campo profughi, con fornitura di coperte e pasti caldi.

affreschi palazzo pitti

Cosa vedere a Palazzo Pitti

Palazzo Pitti è un gigantesco complesso museale che racchiude numerose gallerie: la Galleria Palatina, che ospita capolavori pittorici e marmi di valore assoluto, il Tesoro dei Granduchi, gli Appartamenti Reali, il Museo di Arte Moderna, il Museo della Moda e del Costume e il celeberrimo Giardino di Boboli: il giardino all’italiana più famoso al mondo.

Ecco una breve panoramica: approfondite quello che vorreste vedere e scegliete il biglietto on line che fa per voi.

Palazzo Pitti: la facciata

La facciata di Palazzo Pitti, lunga oltre 200 metri e alta 36, è stata edificata in un periodo lungo quasi 400 anni, ma non si nota affatto.

Ogni intervento architettonico è andato a integrarsi perfettamente con la struttura già esistente, in una eccellente continuità evolutiva di stile. Rispettando i lavori fatti in precedenza, nei secoli si sono aggiunti i piani superiori e si è allargata la facciata, permettendole di espandersi verso il giardino e di creare il Rondò di Bacco, l’ala sinistra che si trova di fronte al palazzo.

L’uniformità delle terrazze e degli archi in pietra bugnata nascondono alla piazza la vista del Giardino di Boboli, retrostante al palazzo.

La facciata, quella di una vera e propria reggia, cela al suo interno un cortile di grandissimo prestigio. Fu Bartolomeo Ammannati, nella seconda metà del 500 che, riprendendo il motivo della facciata esterna, progettò e realizzò il cortile interno di Palazzo Pitti, ispirandosi alle architetture della Roma imperiale.

Questo cortile, che si apre direttamente sul Giardino di Boboli, è stato protagonista nei secoli di spettacoli eccezionali, tra i quali la famosissima battaglia navale del 1589. Al centro del cortile, verso il Giardino di Boboli, troviamo la Grotta del Museo, del 1635. Celebra la famiglia dei Medici ed è affiancata da due nicchie con statue di Ercole.

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cortile ammannati palazzo pitti

Il Tesoro dei Granduchi

Questa parte di palazzo Pitti è un vero e proprio museo a sé stante.

Deve il suo nome a Ferdinando III di Lorena, che nel 1814 portò a Firenze gli argenti antichi del tesoro di Salisburgo, esposti nel salone di rappresentanza chiamato Sala di Giovanni da San Giovanni.

Da quegli argenti iniziò la collezione che ancora oggi continua. Il Tesoro di Granduchi si trova nella parte sinistra di Palazzo Pitti.

Queste stanze, dal seicento in avanti, furono gli appartamenti estivi della famiglia Medici, diventati in quel periodo granduchi di Toscana. Le sale di rappresentanza e di udienza si affacciano direttamente sulla piazza antistante il palazzo e furono decorate in occasione del matrimonio del Granduca Ferdinando II con Vittoria della Rovere.

Le stanze più piccole si affacciano sul Giardino di Boboli e vi sono esposti oggetti quotidiani e preziosi appartenenti ai granduchi Medici e Lorena. Col tempo, l’iniziale collezione di argenti antichi è stata incrementata con altre donazioni da parte di soggetti terzi.

La più importante di queste collezioni raccoglie preziosi gioielli di epoche che vanno dal ‘600 fino ad oggi.

Sala di Giovanni da San Giovanni

Questa sala, magnificamente affrescata, è il vano più grande dell’appartamento estivo dei granduchi.

Qui, gli ospiti attendevano di essere ricevuti dal granduca e dalla granduchessa, i cui appartamenti erano rispettivamente a destra e a sinistra. La sala era anche destinata a banchetti e ricevimenti. I soffitti sono completamente affrescati da Giovanni da San Giovanni (da qui il nome della sala). Dopo la sua morte furono i suoi gli allievi a continuare il lavoro. Il volere del maestro era quello di dare al visitatore l’impressione di trovarsi sotto una loggia aperta.

Al di là delle arcate, gli affreschi narrano la storia delle muse che giungono con Apollo in Toscana, al cospetto di Lorenzo il Magnifico. Lorenzo li accoglie in veste di mecenate e protettore, insieme ad altri letterati, scienziati e artisti (tra i quali anche il giovane Michelangelo).

Quando la morte giunge per Lorenzo, la sua fama viene salvata dal fiume dell’oblio.

Sale di rappresentanza

Dalla Sala di Giovanni da San Giovanni, attraverso una cappella, si entra nelle sale di rappresentanza dell’appartamento del granduca. Erano ambienti destinati all’udienza pubblica, con un trono che un tempo era posto nella parete opposta all’ingresso. Le udienze private, per i colloqui più riservati, erano tenuti nella sala d’angolo, che dava accesso direttamente a Boboli. Sono ambienti affrescati da illusioni prospettiche che li fanno sembrare molto più grandi di quello che in realtà sono.

All’interno, ci sono alcuni dei capolavori dell’Opificio delle Pietre Dure, vasi e altri oggetti di apparente uso quotidiano, che compongono il tesoro di Lorenzo il Magnifico, un tempo custodito a Palazzo Medici Ricciardi.

La Galleria Palatina

Con l’accesso alla Galleria Palatina, si entra in quello che è il vero e proprio cuore di Palazzo Pitti.

La Galleria Palatina deve il proprio nome all’aggettivo “di palazzo” e fu aperta al pubblico per la prima volta nel 1834, per volere del Granduca Leopoldo II in persona.

Leopoldo volle che a tutti fosse permesso di ammirare “500 quadri dei migliori pennelli d’Europa“. Si trova nella parte sinistra di Palazzo Pitti, dove al tempo dei Medici erano siti gli appartamenti del granduca, lungo la facciata, e della granduchessa, lungo il fianco sinistro del cortile.

Nonostante si inseriscano in ambienti bellissimi con affreschi di primo livello, i veri protagonisti della galleria sono i quadri, del ‘500 e ‘600 italiano ed europeo. I dipinti, incorniciati con legno intagliato e dorato, risaltano contro le pareti rivestite di seta colorata.

Nella mente di Leopoldo II, il museo doveva rappresentare il gusto delle famiglie regnanti sul trono della Toscana.

Scelse di esporre i quadri in sintonia con gli ambienti regali: tutto doveva stupire il visitatore. La Galleria Palatina è un susseguirsi di meraviglie dei grandi maestri italiani ed europei del ‘500/’600. Le opere sono ordinate alle pareti con precise rispondenze simmetriche, per tema e formato, su più file: dallo zoccolo fino al soffitto. Si tratta di un museo davvero eccezionale, che ospita opere di Tiziano, Raffaello, Caravaggio e Rubens, solo per citarne alcuni.

È diviso in tante sale, una più stupefacente dell’altra.

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galleria palatina sala di giove

Sala della Stufa

Un piccolissimo ambiente, originariamente una loggia aperta, che fu trasformato nel 1627 in una stanza riscaldata (da qui il nome). Le volte e le lunette furono affrescate da famosi artisti fiorentini del tempo, ma Ferdinando II affidò l’incarico di decorare le pareti a Pietro da Cortona, per metterlo alla prova.

Fu così bravo che il granduca gli affidò la commissione del ciclo di affreschi e di stucchi nel sale di rappresentanza, affacciate su Piazza Pitti.

Sale dei Pianeti

Disposte in sequenza lungo la facciata, queste cinque sale prendono il nome di Sale dei Pianeti e sono: la Sala di Venere, quella di Apollo, di Marte, di Giove e di Saturno. Attraverso splendide e ricche allegorie, questo ciclo di sale celebra il percorso e l’esperienza del principe, accompagnato da Ercole, nelle varie fasi della sua vita.

Dalla stagione degli amori, attraverso la cultura e le imprese militari, fino al potere e alla fama eterna, avvenuta dopo la morte. Le pareti, dove oggi si trovano appesi i quadri della Galleria Palatina, erano in origine rivestiti da una serie di arazzi.

Sala Bianca

L’ambiente più grande e più stupefacente di palazzo Pitti è senz’altro la Sala Bianca. Faceva, in origine, parte del Quartiere dei Forestieri, ma per volere del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena, fu incorporata agli altri ambienti del primo piano. Gli specchi, provenienti direttamente da Parigi, la fanno sembrare molto più grande di quello che in realtà è.

Destinata dai Lorena a pranzi di gala e feste da ballo, dal 1950 è divenuta cornice dell’alta moda italiana, nella famosa settimana della moda di Pitti Immagine.

Quali sono le opere più importanti esposte nella Galleria Palatina?

Fare menzione solo di alcuni di questi capolavori è davvero difficile, ma alcune delle opere più fotografate sono senz’altro: nella sala di Saturno la Madonna della Seggiola di Raffaello Sanzio, un tondo perfetto, dipinta per Giovanni de’ Medici divenuto poi Papa Leone X.

Nella sala di Giove troviamo Le tre età dell’uomo del Giorgione del 1500 e Ritratto di donna velata di Raffaello Sanzio del 1518. Nella sala di Venere la fa da padrone il Ritratto di gentildonna di Tiziano.

Ma non è finita.

Nella sala dell’Educazione di Giove troviamo L’amore dormiente di Caravaggio del 1608. Nella sala dell’Iliade anche un bellissimo Giuditta e la fantesca con la testa di Oloferne di Artemisia Gentileschi, del 1618. Ma non esistono solo opere appese alle pareti. Nella sala di Venere una bellissima statua di Venere italica del Canova, del 1804.

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Gli appartamenti reali e imperiali

L’ala destra di Palazzo Pitti è dedicata agli appartamenti reali e imperiali: una sequenza di 10 sale che si affacciano sulla piazza e quattro sale che si affacciano sul lato. Nel ‘700, questa parte fu dedicata agli appartamenti personali del Gran Principe Ferdinando, figlio di Cosimo III, e della moglie Violante di Baviera.

I principi vollero dimorare dove erano stati i Medici, lasciando gli appartamenti della parte opposta che divennero poi la Galleria Palatina. Con il rinnovamento del 1854, voluto da Leopoldo II, ciascuna delle sale venne caratterizzata da un determinato colore, attribuito dalla stoffa in seta delle pareti.

Nacque così il nuovo Quartiere delle Stoffe.

In questa parte vissero anche i regnanti di casa Savoia durante il periodo di Firenze capitale d’Italia.
Riaperte nei primi anni ’90, dopo un lungo restauro, le sale sono state arredate in maniera più vicina possibile all’epoca in cui furono abitate per l’ultima volta, grazie agli inventari del Palazzo nei quali erano minuziosamente descritti ed elencati gli arredi e i corredi.

Sala del Trono

Caratterizzata dalla seta rossa alle pareti, gli specchi e gli stucchi dorati spiccano in maniera eclatante nella Sala del Trono. Il centro di tutto è la poltrona rossa, il trono, sovrastata dal baldacchino con lo stemma di casa Savoia e allestito solo dopo il trasferimento di Re Vittorio Emanuele II a Roma nel 1871.

La camera della Regina

Dopo le Sale di Rappresentanza, e passando attraverso la cappella che un tempo era di uso esclusivo del Gran Principe Ferdinando, si entra nella Sala dei Pappagalli e infine nella Sala della Regina Margherita. La camera della Regina è caratterizzata dal blu notte delle tappezzerie alle pareti ed è arredata con il classico gusto del tardo ‘800.

Gabinetto Ovale

Subito dopo la Camera della Regina, si trova il Gabinetto Ovale, una stanza particolare e assolutamente unica a palazzo Pitti. Fu realizzata nel tardo ‘700, durante le ristrutturazioni volute dalla famiglia Lorena.

La volta è ornata con stucchi rococò e le pareti sono rivestite in raso di seta ricamato di bianco, con motivi vegetali ispirati all’arte cinese. La seta fu realizzata direttamente a Firenze ed è l’unico rivestimento tessile originale del ‘700 rimasto nell’ambiente per il quale era stato progettato originariamente.

Galleria d’Arte Moderna

Esaurita la visita alla Galleria Palatina, al piano superiore si trova la Galleria d’Arte Moderna.

Da qui in avanti, parte un percorso pittorico che dalla fine del ‘600 porta fino all’inizio del ‘900, esponendo artisti sia italiani che stranieri.

In questo museo sono confluite alcune delle più importanti raccolte di arte moderna che alla fine del ‘700 si trovavano a Firenze. Ancora oggi, le collezioni di questa galleria sono arricchite da donazioni e acquisti. È un museo in costante divenire.

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Il Museo della Moda e del Costume

Inaugurato nel 1983 come primo museo statale in Italia dedicato la storia della moda del costume, questa galleria all’interno di Palazzo Pitti raccoglie materiali e vesti dal ‘700 fino ad oggi. Si tratta sia di abiti indossati da persone che costumi teatrali, biancheria intima, accessori, oggetti per la cura della persona.

Si trova anche una vasta collezione di gioielli, bottoni e borsette antiche.

L’esposizione, per motivi di conservazione degli oggetti, è a rotazione. Troverete però sempre esposti i tre pezzi di eccezione che sono il vero fulcro della galleria e cioè gli abiti cinquecenteschi di Cosimo I de’ Medici, della moglie Eleonora da Toledo e del figlio Garcia indossati al momento della sepoltura.

Al Museo della Moda e del Costume è dedicata la parte di Palazzo Pitti denominata Palazzina della Meridiana.

Giardino di Boboli

Il giardino più famoso di Firenze, Boboli, è retrostante alla reggia di Palazzo Pitti.

È uno dei più grandi giardini all’italiana mai realizzati nel mondo, con un’estensione di circa 33 ettari, ed è situato nell’area che nel periodo altomedioevale era denominata Boboli.

Il concepimento e parte della realizzazione del Giardino di Boboli si deve alla Granduchessa Eleonora da Toledo, che nel 1549 vuole aggiungere a Palazzo Pitti un grande spazio verde. I lavori durarono anni, ma l’attesa premiò il risultato, facendo di Boboli luogo di elezione per spettacoli e feste.

Dopo i Medici, anche Lorena e i Savoia sfruttarono il giardino, curandone la manutenzione e la potenzialità.

Quando la capitale d’Italia fu trasferita da Firenze a Roma, smise di essere il giardino esclusivo della reggia e fu aperto definitivamente al pubblico, nella parte che porta da Forte Belvedere fino a Porta Romana. Il Giardino di Boboli è sempre stato legato a Palazzo Pitti e ha condiviso con la reggia fiorentina trasformazioni e adattamenti legati alla moda del tempo.

Si tratta di un vero e proprio museo a cielo aperto, in cui si combinano architettura naturale e architettura muraria. Vi si trovano grotte, fontane e statue antiche e moderne, fiori e giardini botanici, prati, boschetti, aranceti e manufatti di vario genere.

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Anfiteatro di Boboli

L’anfiteatro con le gradinate in muratura è la prima cosa che si incontra uscendo da Palazzo Pitti e andando all’interno del giardino. Fu inaugurato nel 1637 in occasione delle nozze tra Ferdinando II de’ Medici e Vittoria della Rovere.

Fa parte della fuga prospettica che da Palazzo Pitti sale verso la cima della collina, alla fine della quale si trova la Statua dell’Abbondanza realizzata dal Gianbologna. Al centro dell’anfiteatro, un obelisco egiziano proveniente da Villa de’ Medici a Roma e una vasca in granito, entrambi portati dai Lorena intorno al 1790.

Sulla cima della scala dell’anfiteatro, si trovano 24 edicole, all’interno delle quali oggi si alternano statue e urne in terracotta. Originariamente ospitavano statue raffiguranti cani e altri animali.

Grotta del Buontalenti

Una delle opere murarie più belle del Giardino di Boboli è senz’altro la Grotta del Buontalenti.

Di sicuro è la più fotografata.

Fu progettata dal grande architetto tra il 1583 e il 1593. In origine avrebbe dovuto fare la funzione esclusivamente di vivaio.

In quegli anni infatti fu costruito l’acquedotto che dalla sorgente della Ginevra portava l’acqua a Palazzo Vecchio, dopo aver alimentato il Giardino di Boboli. A supporto del condotto che usciva dal giardino, serviva un vivaio che garantisse la fornitura di acqua anche in momenti di siccità. L’acqua continuò a scorrere all’interno della Grotta, anche quando questa viene trasformata in quella che oggi.

Le decorazioni bizzarre la fanno sembrare quasi una grotta naturale. L’interno, non visitabile, è formato da tre stanze disposte a cannocchiale, ornate da affreschi e incrostazioni artificiali, mosaici e sculture in marmo. La fa da padrona la statua della Venere Bagnante sulla fontana del Gianologna, nell’ambiente più lontano dall’entrata.

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grotta del buontalenti

Il Viottolone

Prende il nome di Viottolone, il viale che dalla cima della collina arriva fino alla Vasca dell’Isola.

È fiancheggiato da cipressi e statue ed è l’asse aggiunta nel ‘600 al Giardino di Boboli. Ai lati del Viottolone, ci sono, parallele, due cerchiate, ovvero gallerie verdi formate da lecci posati ad arte, con i rami intrecciati tra loro.

Dalla cerchiata più grande, in un angolo di Boboli, si incontra la fontana dei Mostaccini. Si tratta, più che di una fontana, di un abbeveratoio per uccelli strutturato a cascata, nel quale una canalina a cielo aperto, scavata nella pietra, è intervallata da 16 bocche a forma di mascheroni, ciascuna posta alla fine di un gradone.

La fontana si trova all’esterno di un bosco delimitato da un’alta spalliera di lecci sempre verdi. Era chiamata la Ragnaia della Pace.

Il nome deriva dal passatempo preferito alla corte dei Medici. All’interno delle aree verdi si attiravano gli uccelli con cibo e con richiami che poi venivano chiusi da reti, dette ragne.

Cuore del giardino di Boboli è la cosiddetta Vasca dell’Isola. Fu realizzata nel 1618 per volere di Cosimo II de’ Medici. Si tratta di un grande bacino di acqua dalla forma ovale, contenente un isolotto allestito a giardino, raggiungibile da due passerelle, in asse con il Viottolone.

Al centro, si trova la Fontana dell’Oceano creata dal Gianbologna nel 1576. Si tratta di una copia, il cui originale è conservato al Museo del Bargello.

Nel volere di Cosimo II, la Vasca dell’Isola avrebbe dovuto rappresentare uno scenografico teatro d’acqua.

Il visitatore, arrivando dal Viottolone, doveva essere investito inaspettatamente da zampilli che uscivano dei ciottoli al centro della strada, con spruzzi alti fino a 24 metri. Poi giunto alla vasca, era accolto da getti incrociati e fili d’acqua che sgorgavano lungo la ringhiera, 97 il numero totale, dai bordi delle passerelle, dai cancelli, dalle fontane e dalle statue.

palazzo pitti da boboli

Kaffehaus e Limonaia

Fu Pietro Leopoldo di Lorena a voler restaurare completamente il Giardino di Boboli, inserendo tantissimi nuovi edifici: la Palazzina della Meridiana, che oggi ospita il Museo della Moda e del Costume, la Kaffehaus e la Limonaia.

La Kaffehaus si affaccia su un giardino posto sulla sinistra dell’anfiteatro, sotto il forte Belvedere. Sembra quasi un faro marino. Dalla sommità si gode di un panorama bellissimo su Firenze.

La Limonaia, ampliata nel 1816, si trova lungo il Viale della Meridiana, parallelo al Viottolone. Ancora oggi, durante l’inverno, viene usata per riporre gli agrumi che nella bella stagione ornano la Vasca dell’Isola. Parliamo di oltre 500 piante!

Giardino del Cavaliere

Questo piccolissimo giardino deve il proprio nome alla vicinanza con il Bastione del Cavaliere Malatesta. Si trova nel tratto sud della cinta muraria fiorentina. Nel Giardino del Cavaliere le aiuole sono geometriche e i giardinieri di Pitti vi coltivano le peonie e le rose.

Se volete vederle all’apice della loro fioritura, visitate il giardino a maggio.

Nel ‘600 era un giardino segreto, ne quale si coltivavano fiori rari. Nel ‘700 Cosimo III vi costruì la piccola ed elegante palazzina gialla, denominata Casino del Cavaliere. Qui, il figlio Gian Gastone prendeva lezione di francese.

Museo delle Porcellane

Oggi, nella Palazzina del Cavaliere, nel punto più elevato di Boboli, si trova il Museo delle Porcellane, inaugurato nel 1973. Vi sono esposte tutte le collezioni di porcellana delle case regnanti che nel tempo hanno abitato a Palazzo Pitti. Sono presenti tutte le case manifatturiere italiane più importanti, dalla Ginori alla Real Fabbrica di Napoli.

Sono esposte anche case francesi, viennesi e berlinesi.

 

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Francesca

Francesca

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l'ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d'arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de "I Cassiopei (biografie non autorizzate) e "Storia di Biagio".

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